straordinaria scoperta, il paesaggio della Gioconda esiste realmente

La scienza al servizio dell’arte, Piero della Francesca e Leonardo da Vinci, grande matematico il primo, scienziato il secondo, grandi pittori e artisti entrambi. Due pionieri dell’arte intesa come tecnica e studio approfondito dei paesaggi, dell’essere umano, precursori di tecniche e tecnologie che hanno spianato la strada a molte scoperte moderne. Olivia Nesci, geomorfologa e Rosetta Borchia pittrice e fotografa di paesaggi, ne hanno ripercorso le orme e dopo quattro anni di meticolose e metodiche ricerche, le due donne possono oggi svelare una scoperta grandiosa: il paesaggio dipinto da Leonardo, quello della Gioconda, è realmente esistito. La vista dall’alto di circa 1000 kmq estesi tra i territori delle Marche della Toscana e della Romagna, l’antico Ducato di Urbino e il Montefeltro. E ancora la Valmarecchia (Emilia Romagna), il massiccio del Monte Carpegna, fino a Senigallia.

Territori caratterizzati da grandi tradizioni storiche e culturali, ad elevata geodiversità, ricchi di paesaggi naturali e siti storici e archeologici. Un vero e proprio paradiso sulla terra, che proprio in occasione della Settimana del Pianeta Terra, prevista solo in Italia dal 12 al 19 ottobre, potrà essere ripercorso con le due studiose. L’evento, organizzato dalla Federazione Italiana Scienze della Terra, prevede un ricchissimo programma su tutto il territorio italiano, e coinvolgerà 113 città in tutte le regioni. Sicuramente Rosetta Borchia e Olivia Nesci, quando hanno iniziato il loro viaggio, non potevano immaginare dove questo le avrebbe condotte. Un lavoro appassionante svolto sui paesaggi dipinti da Piero della Francesca, per arrivare a quello della Gioconda di Leonardo. Ricerche sul territorio, approfondimenti biografici sui due artisti, toponomastica delle antiche terre del Montefeltro, aspetti matematici, ecologici e climatici per capire il mutare degli ambienti analizzati. Tutto ciò, grazie all’ausilio delle più moderne tecnologie informatiche, anche attraverso l’impiego di droni, che hanno ripercorso “volando” le zone riprodotte da Piero e Leonardo. In un’epoca in cui la fotografia non esisteva, la meticolosità di studi paesaggi stici quali quelli di questi due artisti, consentono oggi di andare oltre la rappresentazione pittorica,rendendoli veri e proprio studi scientifici, con una fedeltà nella riproduzione che se non ci fossero state le moderne tecniche digitali, avrebbero rappresentato gli unici documenti attestanti le strutture morfologiche di quei siti.


Così, mentre le due ricercatrici si dedicavano allo studio dei paesaggi, uno storico romano, Roberto Zapperi, collaborando con una paleografa urbinate, Anna Falcione, riusciva a risalire alla vera identità della Gioconda. Pacifica Brandami, dama di Urbino e amante di Giuliano de Medici, presso la corte di Guidubaldo da Montefeltro. Non manca nulla in questa scoperta, di ciò che era in passato e di ciò che è oggi, in un viaggio che fino a ieri poteva essere solo immaginario e oggi, grazie a Olivia Nesci e Rosetta Borchia – due donne – è una realtà tutta da vivere, assaporare e ripercorrere, quasi come se in quei dipinti ci si potesse entrare dentro.

La Settimana del Pianeta Terra, in programma solo in Italia e dal 12 al 19 Ottobre, organizzata dalla Federazione Italiana Scienze della Terra con ben 152 eventi sul territorio nazionale che vedranno coinvolte 113 città e tutte le regioni. Conferenza stampa, Lunedì 22 Settembre, alle Ore 11 e 30, presso la sede della Stampa Estera a Roma, in via dell’Umiltà 83/c, alla presenza del Vice Presidente della Camera dei Deputati, on. Luigi Di Maio. “Mentre la Valmarecchia che oggi appartiene all’Emilia Romagna – ha affermato Olivia Nesci – spicca ed eccelle in primo piano, il resto dell’area dipinta, oltre il massiccio del Monte Carpegna, fino a Senigallia, è ridotto in scala e in alcune parti, compressa, fino a trasformarsi quasi in una carta topografica.



La Gioconda non è più la Monna Lisa ma Pacifica Brandani.
Mentre le cacciatrici di paesaggi, Rosetta Borchia e Olivia Nesci, portavano avanti le complesse ricerche nel territorio della Valmarecchia, uno storico di Roma, Roberto Zapperi, in collaborazione con la paleografa dell’Università di Urbino, Anna Falcioni, lavorava a ricomporre la nuova identità della Gioconda che non è più la Monna Lisa ma Pacifica Brandani, dama di Urbino e amante di Giuliano de Medici ospite per un decennio a Urbino alla corte di Guidubaldo da Montefeltro.
Alla grande passione e allo spirito di ricerca che ha sempre accompagnato le due cacciatrici, nel tentativo di ricomporre la verità storica sul paesaggio della Gioconda, è seguito il desiderio, tradotto oggi in un progetto, di dare visibilità ai paesaggi, così da permettere a chiunque voglia attraversare questi luoghi, di ripercorrere i passi dei grandi pittori e giungere, infine, ad ammirare i paesaggi dipinti.

Fonte: http://www.diregiovani.it/rubriche/scientificamente/33652-straordinaria-scoperta-paesaggio-gioconda.dg#sthash.DLrC5pzy.dpuf

 

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