LAGO TRASIMENO: QUANDO LA NATURA RIESCE A FARE IMPAZZIRE LE ISTITUZIONI

Il Trasimeno, solo due anni fa, per gli “esperti”, rischiava di diventare una palude. Ora è a rischio esondazione!
Redazione Blue Planet Heart

 Correva l’anno 2012, mese di Luglio e, dopo una siccità molto forte che stava colpendo l’Umbria da più di 18 mesi, il Lago Trasimeno si trovava a -150/-160 cm dallo zero idrometrico, con l’allarme lanciato da tutte le istituzioni, giornali, forum e convegni: ” il Lago Trasimeno potrebbe diventare una palude”. E allora giù dibattiti, tavole rotonde, finanziamenti per la sistemazione delle rive e delle sponde, guerre politiche ed economiche per l’acqua del Montedoglio (che nel frattempo era già a regime ridotto per il crollo del dicembre del 2010).

Già si ipotizzava, con grandissima presunzione, che il Lago non sarebbe mai più tornato ai suoi livelli, senza la minima conoscenza storica di questo bacino che ne ha viste di ben peggiori di siccità di quelle del 2012 (vedi 1945-46). Qualche amministratore locale addirittura approfittava della cosa per dare in appalto zone di costa sotto lo zero idrometrico, per farle occupare da ” piste ciclabili” o addirittura strutture ricettive. Ma cosa è successo all’improvviso?

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Ad ottobre del 2012, improvvisamente, la tendenza della piovosità sull’Umbria si è invertita e, dopo una stagione autunnale caratterizzata da piogge anche a carattere alluvionale, è seguito un 2013 dove sono caduti oltre il 60% in più di millimetri di pioggia, rispetto alle medie, e intanto il lago cresceva e si riavvicinava alla media.

Il Lago completamente ghiacciato nel 1985 ( Foto Belfiore)

Tutti si aspettavano che, durante l’inverno, la tendenza si invertisse, e invece no, ancora pioggia e non solo durante l’inverno, ma anche durante la primavera e, udite udite, durante l’estate dove, ad una piovosità comunque sopra la media, si è unita una copertura nuvolosa sempre molto presente e quindi evaporazione limitata, unita così anche ad un minore attingimento idrico per gli usi agricoli.

E oggi, 5 settembre 2014, arrivano i media che titolano ” il ruggito del Trasimeno fa paura, si temono esondazioni”.

In primis, dovremmo ricordare a tutti che, il Lago Trasimeno è dotato di un emissario dal 1422, emissario costruito da Braccio Fortebraccio da Montone, sostituito alla fine del 1800 da un’opera più moderna e che, diversi corsi d’acqua che fungevano da immissari, furono deviati nel XVI° secolo verso il Lago di Chiusi, proprio per risolvere il problema delle esondazioni.

Come seconda cosa, pensiamo che si debba, in maniera più seria, aumentare il monitoraggio meteorologico e geologico di tutto il bacino del Lago Trasimeno, rendendo tutti i dati sensibili, fruibili alla popolazione, in modo da aumentare la trasparenza degli interventi che poi si debbano andare a finanziare, in quanto, come dimostrano i fatti, troppe mani hanno attinto in maniera spregiudicata e senza programmazione a tutto quello che era disponibile per le opere di bonifica e di sviluppo turistico del territorio.

In ultima battuta, bisognerebbe insegnare ai nostri amministratori locali e non, la culturà del territorio e quella meteorologica, cercando di far capire a tutti che ogni situazione, per quanto drammatica essa sia riguardo il livello del Lago Trasimeno, non sarà mai un qualcosa di inalienabile e immutabile, come dimostrano le cronache degli ultimi anni e i racconti storici che si tramandano da secoli.

Quindi, invece di creare allarmismi, diffondere la cultura della prevenzione e della programmazione perchè, il lago Trasimeno, fisso sullo zero idrometrico, per più di due anni, non c’è mai stato e probabilmente, mai succederà che ci resterà anche nel futuro a venire

Fonte:http://blueplanetheart.blogspot.it/2014/09/lago-trasimeno-quando-la-natura-con-la.html

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