Nel nord-ovest degli Stati Uniti, si trova un supervulcano che, in caso di esplosione, avrebbe la potenzialità di spazzare via la maggior parte degli Stati Uniti. Ma che cosa è un supervulcano esattamente? Pensiamo che il nome dica già tutto, ma ufficialmente, gli scienziati lo definiscono come un vulcano in grado di generare un’eruzione di migliaia di volte superiore rispetto a qualsiasi esplosione vulcanica ordinaria. Questi supervolcanoes scoppiano quando una crescente pressione di roccia fusa, o magma, sale dal mantello terrestre e avviene quando la crosta non è più in grado di contenerne l’accumulo. In tempi storici recenti, noi fortunatamente non abbiamo sperimentato l’esplosione di un supervulcano, infatti la più recente eruzione di questo tipo è avvenuta 27 mila anni fa, in Nuova Zelanda. Ma l’umanità non è fuori dai guai. perchè, in profondità, sotto il Parco Nazionale di Yellowstone in Wyoming, si trova un supervulcano che è molto vivo.
Ecco come l’eruzione del supervulcano di Yellowstone renderebbe inabitabili due terzi degli USA (VIDEO)
Una camera sotterranea enorme e piena di magma si trova ad alcune miglia sotto la superficie nel parco nazionale più antico d’America. Anche se gli scienziati sono ancora in contraddizione riguardao alla possibilita di esplosione imminente, c’è una cosa su cui sono tutti d’accordo ed è il fatto che, se così fosse, questo potrebbe spingere gran parte della Terra sull’orlo dell’estinzione. I suoi effetti immediati sarebbero davvero catastrofici, con alcune stime che ipotizzano che 87.000 persone sarebbero uccise all’istante. Uno strato di 10 metri di cenere si accumulerebbe al suolo fino a 1.000 chilometri di distanza, lasciando i due terzi degli USA completamente inabitabile. Poi, una volta che il pennacchio raggiungerà la stratosfera, i gas sulfurei liberati si mescolerebbero con il vapore acqueo della Terra, come riporta National Geographic, il che potrebbe far precipitare gli Stati Unitie ealtre parti del globo in un “inverno vulcanico.” In poche parole, gli Stati Uniti e gran parte il mondo sarebbero messi in ginocchio.

Ma la strage non si fermerebbe qui, infatti la diffusione della cenere vulcanica, rocce e gas nell’atmosfera farebbe cessare immediatamente qualsiasi tipo di trasporto aereo in gran parte del mondo. Basta prendere in considerazione la chiusura del traffico in seguito alla eruzione del Eyjafjallajökull del 2010 in Islanda. La relativamente piccola esplosione ha causato la chiusura di vaste aree di spazio aereo europeo, così come il divieto di viaggio di sei giorni nella zona dell’impatto. Doug Bausch, scienziato presso il FEMA, ha dichiarato che un tale scenario comporterebbe una stima di 3.000 miliardi dollari di danni per il Nord America. L’ultima esplosione di Yellowstone risale a circa 640 mila anni fa quando il continente americano fu stato devastato, con i detritivulcanici che arrivarono fino in Louisiana, a oltre 1.500 miglia di distanza. Negli ultimi dieci anni, c’è stato un certo aumento di attività presso il sito e proprio nel mese scorso alcune strade sono state chiuse a Yellowstone dopo che forti sorgenti di calore provenienti dal terreno hanno sciolto l’asfalto sulle strade che scorrevano al di sopra di esso.
Un’esplosione di una forza tale da generare un “inverno vulcanico” tuttavia non sembra probabile, secondo l’US Geological Survey. Si dice che le probabilità di un eruzione su larga scala a Yellowstone “sono estremamente basse nei prossimi mille anni.” Tuttavia altri geologi hanno dichiarato al Huffington Post in un’intervista che “la sacca rigonfia di magma fluido sotto l’Old Faithful non potrebbe mai soffiare via di nuovo il coperchio.
Tratto da Ryot
Fonte: www.blueplanetheart.blogspot.it
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