Case ad 1 euro se le restauri: ecco i comuni d’Italia che vendono

Comprare casa spendendo solo 1 euro adesso si può, a patto che la si ristrutturi: succede in Italia ed ecco l’elenco dei comuni che hanno aderito all’iniziativa.

Case ad 1 euro se le restauri: ecco i comuni d'Italia che vendono.

Per contrastare l’abbandono di intere città e borghi da parte della popolazione e far rivivere le zone in difficoltà, alcuni comuni d’Italia hanno proposto un’iniziativa che potrà essere la soluzione ideale per chi è in cerca di casa ma non ha abbastanza soldi per competere sull’attuale mercato immobiliare: Salemi (Trapani), Gangi (Palermo) e Carrega Ligure (Alessandria) propongono di vendere case ad 1 euro in cambio della loro ristrutturazione.

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Si tratta di case di privati che per disfarsene hanno indicato il Comune come intermediario: chi vuole acquistarle deve solo assumersi gli oneri di ristrutturazione. L’obiettivo del Comune di Gangi è quello di recuperare e valorizzare immobili degradati siti nel centro storico per i quali i proprietari hanno manifestato volontà di cessione gratuita a favore di privati, o società, disponibili ad investire in un progetto di riqualificazione complessiva del centro storico. Qui con questo sistema sono già state vendute quattro case ed altre quattro sono in procinto di finalizzare la cessione. Delle 22 destinate in origine a questo progetto, rimangono ancora 16 case in vendita a 1 euro: immobili “a castello”, come si dice in Sicilia, quindi costruiti su più livelli, in alcuni casi anche 60 metri quadri su quattro piani, che, date le condizioni e le dimensioni, prevedono costi di ristrutturazione dai 20mila ai 25mila euro. A Salemi, dove hanno avuto come sindaco anche Vittorio Sgarbi, l’iniziativa è nata per contrastare l’abbandono del centro storico che ha subito gravi danni dal terremoto del Belice nel 1968.

A Carrega Ligure il problema dello spopolamento del paese ha portato la popolazione attuale da oltre 3mila a soli 98 abitanti. A partire da fine ’800 molti abitanti di Carrega Ligure infatti furono costretti ad emigrare verso le Americhe lasciando alcune abitazioni al loro triste ed inesorabile declino. “Casa ad 1 Euro” è un’iniziativa che messa in piedi fino al 2010 per arrestare questo degrado permettendo a coloro che ne avessero avuto la disponibilità di ristrutturare tali case nel rispetto dell’architettura originale e dell’ambiente in cui furono costruite, venendone in possesso alla cifra simbolica di 1 Euro. Ecco finalmente una proposta innovativa e rivolta davvero al sociale, alle giovani coppie, ai meno fortunati e soprattuto alla salvaguardia del patrimonio architettonico italiano troppo spesso a rischio d’oblio. Non ci sono requisiti sulla residenza, tutti possono accedere all’iniziativa dei comuni citati purché si elabori un progetto di ristrutturazione e rivalutazione della casa entro 365 dall’acquisto; ci si impegni a sostenere le spese notarili per la registrazione, le volture e l’accatastamento; una volta rilasciate le autorizzazioni, si hanno a disposizione due mesi di tempo per far partire i lavori. Per chi fosse interessato consigliamo di contattare direttamente gli uffici preposti delle relative amministrazioni comunali: per il Comune di Gangi clicca qui; per il Comune di Salemi clicca qui.

Di Clara Salzano

 

 

 

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  • In un momento storico italiano ove la casa pare essere pura utopia, tasse su tasse, la proposta di acquisto di un rudere storico e fermo nel tempo che fu diviene la possibilità di trasformare la propria realtà in “magia”.

  • Carole

    Ma poi in seguito ti arriveranno le tasse comunque. In questo momento storico non conviene possedere niente in Italia – nemmeno investimenti in borsa!

  • Vero che ci sono le tasse, ma sono proporzionali alla rendita catastale. Che in un postaccio simile è minimale. Il problema è cosa fare di un immobile simile. Viverci? E dove lavorare? E i servizi? Dove li mandi i figli a scuola? Sono questi i problemi. E’ un tipo di soluzione che vedrei bene per i pensionati poveri, che hanno minori esigenze di mobilità.

  • FRANCESCA

    FAUSTO, CAPISCO CHE I SERVIZI LASCIANO UN PO’ A DESIDERARE E IN CERTI CASI NEANCHE ESISTONO, MA DA QUI A DEFINIRLO ” POSTACCIO” ME NE GUARDEREI BENE. QUESTI POSTI OFFRONO BEN ALTRO , PAESAGGI MERAVIGLIOSI, MARE INCANTEVOLE E SOPRATTUTTO BELLA GENTE. SICILIA TERRA DI CANTI E D’AMURI.

  • Mi sono espresso male. Il termine “postaccio” era fuori luogo. Apprezzo anch’io luoghi simili, li ho frequentati per lavoro. Siamo pieni di borgate dimenticate in Appennino.

    Il problema che pongo è di ordine pratico. Man mano che il petrolio ci lascia, muoversi diventa difficile: questo renderà particolarmente difficile recuperare i centri minori. In qualche modo devi pur andare a scuola o al lavoro. Non so quale possa essere la soluzione, ma bisogna trovarla: altrimenti non c’è modo di rilanciare aree del genere.

  • Nicol

    Sono in montagna per ragioni personali da qualche anno,la casa è mia dall’infanzia.Mi sembra di avere un super mercato dalle scorte alimentari non deperibili e farmaci di emergenza ecc…Mica con la neve ecc… è sempre facile muoversi ecc…Se vuoi scaldarti ci vuole un patrimonio…Se vuoi coltivare un orto ti mangiano tutto gli animali,la frutta me la mangiano le bestie vanno sugli alberi.Se non mettevo le retine alle finestre mi trovavo ghiri e scoiattoli per casa oltre serpenti.In montagna è come in città “aiutati che il ciel ti aiuta”..Poi ci vogliono i soldi per viverci.Chi compra casa dopo un po’ la rimette in vendita,non per farci un affare ma per levarsi un peso della cazzata fatta..Comunque è ok come seconda casa a chi piace,ve la consiglio molto piccola che tanto di ospiti verranno poco se non ha vicino il mare. Meglio pochi metri di terreno e che non diano su strade comunali che poi le dovete pulire voi.Auguri

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