Il potere delle cinque radici amazzoniche

Il potere delle cinque radici amazzoniche

Il mondo della medicina tradizionale amazzonica è enormemente vasto. Da alcuni anni sto tentando di avvicinarmi a queste conoscenze, spesso gelosamente tenute occulte da sciamani indigeni o da “curanderos tradizionali”.
Nel mio recente periodo passato nella città di Iquitos ho approfondito la conoscenza con un “curandero”, o “persona saggia che conosce le piante e i loro effetti medicinali”. Il mio obiettivo era approfondire lo studio di cinque radici amazzoniche, della quale esistenza avevo saputo durante la mia esplorazione nel Rio Galvez, quando mi sono avvicinato alla cultura dei Matsés.
La mia guida lungo il Rio Galvez mi aveva accennato alle cinque radici amazzoniche il cui preparato può sanare qualsiasi tipo di dolore reumatico o artrite e può aumentare la forza muscolare oltreché scacciare la senzazione del freddo e dell’umidità. Secondo la mia guida è l’umidità alla base dei dolori reumatici, muscolari e artritici e per cui le cinque radici, scacciando l’umidità e il freddo aiutano a dissolvere ogni dolore corporale.
La prima pianta medicinale che serve al preparato delle “cinque radici” è l’ajosacha (pron: ajosacia, nome scientifico: mansoa alliacea).
E’ un albero amazzonico, alto fino a tre metri, che emana un odore simile all’aglio. L’ajosacha è conosciuto non solo per le sue qualità anti-reumatiche, ma per rafforzare l’autostima e la volontà. E’ un potente analgesico, anti-infiammatorio delle cartilagini e delle ossa, energizzante e anti-ossidante. Di solito si fanno macerare le foglie o anche la corteccia, in una quantità di “aguardiente” (rum o alcool puro). Quindi si beve un bicchierino al giorno del liquido ottenuto, per ottenere i benefici influssi. L’ajosacha ha un’alta concentrazione di alina, quasi il doppio di quella che si trova in una testa d’aglio.
E’ per questo che ha forti proprietà antiossidanti, ed inoltre ha forti quantità di selenio e cromo.
La seconda pianta medicinale che serve per il preparato delle “cinque radici amazzoniche” è il cosiddetto “chirisanango” (pron: cirisanango), il cui nome scientifico è “bunfelsia grandiflora”. E’ una pianta alta da tre a cinque metri. E’ apprezzata sia per la sua azione analgesica sia per contenere una sostanza detta escopoletina che si crede possa regolare la pressione sanguigna.
La cumaseba (nome scient.: swartzia polyphylla), è la terza pianta che serve per il nostro preparato. E’ un albero amazzonico alto fino a quindici metri. La corteccia di quest’albero è conosciuta sin da tempi remoti per rimedi contro i reumatismi, contro l’artrite e contro i dolori muscolari. Serve anche contro i problemi d’infertilità della donna, infezioni delle vie respiratorie.
La Chullachaqui caspi (pron.: ciullaciachi caspi, nome scient.: symphonia globulifera), è la quarta pianta che serve per il preparato delle “cinque radici”. E’ conosciuta, oltreché per le sue qualità anti-reumatiche, anche come energizzante e ricostituente.
L’ultima pianta utilizzata per il nostro preparato è la chuchuhuasi (pron.: ciuciuuasi, nome scientifico:maytenus macrocarpa). E’ un albero amazzonico che raggiunge i trenta metri d’altezza, conosciuto perché la sua radice ha poteri anti-reumatici ma anche anti-batteriali e anti-infiammatori.
Secondo il curandero che ho conosciuto a Iquitos, le cinque radici devono macerare nell’aguardiente per un periodo di alcuni giorni, insieme a del polline di fiori, con l’aggiunta di un’altra radice detta kion in Perú (corrisponde a ciò che in italiano si conosce come zenzero, nome scientifico zingiber officinale).
Quindi si deve assumere il liquido ottenuto alla mattina, a digiuno. Dopo aver bevuto un bicchierino di liquido ho sentito come degli spilli nel mio corpo e un calore estremo, fortissimo. Quindi mi sono messo sotto la doccia fredda, per compensare l’effetto medicinale delle piante. Con il passare dei giorni mi sono sentito meglio, i muscoli mi rispondevano con più elasticità e vigore e soprattutto ho sentito un forte beneficio alle articolazioni, e alle ossa. Durante il periodo di dieci giorni durante il quale ho assunto il preparato delle cinque radici, ho seguito questo tipo di dieta: la mattina dopo aver ingerito l’aguardiente medicinale, bevevo un succo di papaia, ananas, banane, arance e carote.
Il pranzo era a base di riso e pesce, con verdure verdi come insalata (broccoli, asparagi, bietole, carciofi o cavoli). Alla fine del pranzo di solito bevevo un succo di banana e mango con due cucchiai di maca andina in polvere (nome scient.: lepidium meyenii), un fortissimo ricostituente ricco di calcio e proteine. La cena, era di solito costituita da una zuppa di verdura e riso.

YURI LEVERATTO
Copyright 2014

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Bibliografia parziale:

Estudio Clínico Fase II de la Mansoa alliacea en pacientes con Algias e inflamaciones articulares y músculo esqueléticas refractarios al tratamiento con AINES. Roberto Incháustegui Gonzáles, Teodoro Cerrutti Sifuentes, Ernesto Nina Chora, Felipe Ríos Isern. Centro de investigación de medicina tradicional. Iquitos – Perú.

Pinedo PM. Rengifo SE. Cerrutti ST. Plantas medicinales de la amazonía peruana, estudio de su uso y cultivo. PNUD, FIDA, TCA, IIAP, Iquitos, Perú; 1997.

Ríos, I.F. Evaluación de la Toxicidad crónica del extracto liofilizado de las hojas de Ajo sacha mansoa alliacea de ratas albinas. Informe IMET-IPSS; Iquitos – Perú.

Jorge Dávila, Andrés Calero, Stalin Roldán y Francisco Benítez; Ingredientes Funcionales de Plantas Ecuatorianas; Departamento de Ciencias de los Alimentos y Biotecnología.

INIAP. 2004. Listado de frutales amazónicos y exóticos que forman la colección de la estación experimental central de la Amazonía.

Fonte:http://www.yurileveratto.com/it/articolo.php?Id=426

 

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