L’albero della pace e i suoi frutti
Alcuni però attirano lo sguardo decisamente più di altri, perché sono carichi di frutti dal colore acceso.
Sia nei giorni di sole che di nebbia, creano davvero un bel colpo d’occhio!
In Cina e Giappone è una delle piante da frutto di più antica coltivazione.
In Europa si diffuse in epoca romana, ma durante il XIX secolo la coltivazione crebbe in modo esponenziale.
Nel XX secolo, tuttavia, subì un crollo a causa dei gravi attacchi di parassiti dei suoi frutti.
Negli ultimi anni l’apprezzamento di questa pianta da frutto è tornata a crescere e le principali coltivazioni intensive a scopi commerciali in Italia si trovano in Emilia Romagna, Campania e Sicilia, ma gli appassionati di kaki sono presenti in tutto il paese, da nord a sud.
Si tratta di un albero di media grandezza, che se lasciato sviluppare può raggiungere i 10 metri di altezza.
Il kaki fiorisce a maggio ma non è molto evidente, mentre i frutti che inizialmente si presentano come grosse bacche di colore verde, diventano gialle o arancioni a maturazione, generalmente tra ottobre e dicembre secondo la zona.
La bellezza e le proprietà dei frutti sono spesso il motivo che ne determinato la scelta di coltivazione.
I frutti sono portati dai rami dell’anno, pertanto bisogna tener conto di non potare nel periodo sbagliato.
Il contrasto tra la corteccia scura e la colorazione vivace dei kaki rendono la pianta molto ornamentale nei giardini invernali, oltre ad essere molto apprezzata dagli uccellini selvatici!
Il kaki è una pianta con poche esigenze.
Sebbene sia di origine semitropicale, essendo coltivata da molto tempo, gli ibridatori hanno sviluppato numerose cultivar e portainnesto particolarmente resistenti al freddo.
In questo modo non temono temperature molto basse, fino a -15/-20 gradi e possono essere coltivati in tutta la penisola.
Ne esistono diverse varietà, ma la più comune è la Loto di Romagna.
Si adatta bene a qualsiasi tipo di terreno, purché ben drenato.
Per la posa a dimora si deve lavorare bene il terreno, aggiungendo dello stallatico ben maturo ed eventualmente sabbia, per aumentare il drenaggio del substrato.
Non tollera gli spostamenti a causa delle radici estremamente fragili.
Anche la coltivazione in vaso è sconsigliata.
Inoltre non sopporta la salsedine, quindi non da il meglio di sé coltivato nelle zone di mare.
Gli esemplari adulti si accontentano delle piogge, ad eccezzione dei periodi più caldi.
Il kaki generalmente non soffre l’attacco di parassiti o malattie, ma fate attenzione al buon drenaggio per non incorrere nel rischio di marciume radicale o presenza di cocciniglie.
Per effettuarla bisogna attendere la fine dell’inverno, quando le gelate saranno finite, ma la pianta non avrà ancora ripreso la sua attività vegetativa.
Devono essere tagliati tutti i rami secchi, danneggiati dalle intemperie o deboli, e quelli che si intrecciano con altri; la chioma deve essere ben aerata e lasciar filtrare luce sufficiente.
Per favorire la cicatrizzazione dei tagli più evidenti si può applicare l’apposito mastice da potatura.
Purtroppo in quel caso si perde l’effetto ornamentale di fine autunno di cui parlavo prima.
I kaki seguono una tecnica di coltivazione particolare,
Si ripongono in contenitori coperti con un cartone, in luogo fresco e asciutto, insieme ad alcune mele, che neaccelerano la maturazione in atmosfera ricca di ossigeno e a temperatura controllata perché producono etilene.
Si tratta di un frutto ricco di potassio, calcio, betacarotene (precursore della Vitamina A), vitamina C e altri sali minerali, con numerose proprietà benefiche, tra le quali il potenziamento del sistema immunitario per combattere raffreddori e sindromi influenzali, azione antiossidante, antinfiammatoria.
Grazie alla buona quantità di fibra ed acqua che contiene ha anche proprietà lassative e diuretiche.
Il suo consumo è consigliato ai bambini e agli sportivi, ma sconsigliato a chi soffre di diabete o ha problemi di obesità.
Si presta ad essere mangiato al naturale o come ingrediente di dolci o marmellate, oppure si può conservare per diversi mesi essicandolo quando non è ancora completamente maturo, in modo da mantenere intatte tutte le sue proprietà organolettiche.
Il sapore e la consistenza particolare della polpa dei kaki non li fa apprezzare da tutti (io sono purtroppo tra questi), ma per ovviare al problema esistono in commercio tipologie alternative, come i kaki vaniglia, dalla polpa soda simile alla pesca.
Di Ilaria Benassi
Fonte:http://ilmondoinungiardino.blogspot.it/2013/12/lalbero-della-pace-e-i-suoi-frutti.html#more
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