Ha 65 milioni di anni ma non li dimostra: ecco la mela più antica del mondo

Malus sieversii: è questo il nome della mela più antica del mondo, la progenitrice di tutte le specie attualmente esistenti sul mercato. Pensate che questa pianta ha origini che si perdono nel tempo, tanto che nel 1929 il biologo sovietico Nikolai Vavilov ne ha rintracciato dei fossili in Kazakistan, ai piedi delle Montagne Celesti del Tian Shan, ai confini con la Cina.

Tuttavia abbiamo dovuto aspettare il 2010 per accertare scientificamente che il malus sieversii sia il padre di tutte le mele, databile nell’era dei dinosauri quindi ben 65 milioni di anni fa.

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Sembra davvero impossibile ma questi frutti sono riusciti a sopravvivere fino ad oggi essendo particolarmente resistenti agli agenti patogeni ed atmosferici, tanto da crescere indisturbati senza l’aiuto di pesticidi e altre sostanze chimiche. Lo stesso United States Agricultural Research Service ha studiato le sue caratteristiche per cercare di individuare informazioni genetiche da poter riutilizzare nelle colture moderne.

La pianta, che raggiunge anche i 5-12 metri di altezza, la cui chioma può essere di 2 metri di diametro, produce mele particolarmente grosse e gustose (fino a 7 cm). Nel corso dei secoli ha dato origine a circa 6.000 specie differenti di mele, fino ad arrivare a quelle dei giorni nostri.

Tuttavia sembrerebbe che l’azione dell’uomo sia più pericolosa dei dinosauri tanto da mettere a rischio la sopravvivenza del melo a causa della progressiva deforestazione che sta facendo scomparire le foreste originarie. Si conta che già il 70% del territorio sia stato abbattuto per la sete di urbanizzazione e si corre il rischio di perdere per sempre la specie.

L’allarme è stato lanciato dall’Associazione Alma e la fotografa e regista Catherine Peix si è  resa disponibile come sostenitrice della causa allestendo una mostra fotografica al Parc de Bercy di Parigi “L’origine de la pomme”.

La Peix ha anche registrato un documentario “Aux origines de la pomme ou le jardin d’Éden retrouvé” reperibile sul portale on line dedicato agli alberi secolari Krapo Arboricle. Il fine ultimo è quello di sensibilizzare scienziati ed opinione pubblica su un problema che interessa tutti noi, perchè perdere per sempre quest’albero è un po’ come dare l’addio ad una parte della nostra storia.

Fonte: http://www.tuttogreen.it/ha-65-milioni-di-anni-ma-non-li-dimostra-ecco-la-mela-piu-antica-del-mondo/

 

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