La scoperta di Gobekli Tepe rivoluziona la concezione dell’evoluzione umana

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Gobekli Tepe è la più importante scoperta archeologica del nuovo secolo. Grazie ad essa  si riscriveranno i libri di storia obbligandoci a riscrivere la storia dell’Uomo, a ripensare al nostro passato, ad aprire nuovi e sconvolgenti scenari.

Da quanto ci e’ stato insegnato, l’evoluzione umana ha avuto un andamento lineare. I nostri antenati vivevano nelle caverne, sostentandosi con cio’ che raccoglievano e cacciavano, piu’ o meno 6000 anni fa’ nella valle dell’indo hanno iniziato a lavorare la terra, diventando da migranti a stanziali, e da li’ e’ iniziato il lungo viaggio, spargendo la conoscenza su tutto il pianeta, che ha portato l’umanita’ a tutte le meraviglie odierne.

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Di indizi di una possibile fallacia di questa teoria e’ (letteralmente) pieno il mondo, ma la stragrande maggioranza di queste prove sono costruzioni in pietra, che ha si il vantaggio di “viaggiare attraverso i tempi”, fornendoci testimonianza dell’avanzato grado di cultura e/o conoscenza dei nostri ante-antenati, ma che ha un limite ben preciso: non la si puo’ datare con precisione.

E cosi’ la “storia, non le fantasie”, ha sempre potuto liquidare questi indizi, riportando le date di costruzione a quando l’evoluzione umana possedeva, almeno parzialmente, gli strumenti e/o il grado di cultura adeguati alla loro complessita’ e difficolta’ di realizzazione.

Da tempo sempre piu’ persone ritengono questi “adattamenti temporali” delle vere e proprie forzature, che sfidano non solo la logica, ma a volte la stessa scienza. Ma per gli archeologi gli indizi, le deduzioni, le intuizioni o le vere e propie anomalie non sono mai state sufficienti ad affrontare una possibile realta’ ben diversa da quella da loro costruita. Chi ha visitato di persona Tiwanaku, per esempio, puo’ raccontare l’impressione di estrema vecchiaia che trasmettono i megaliti. Ma la Storia ci dice che prima del 2.000 A.C. non potevano esistere in zona popolazioni con la cultura e le capacita’ sufficienti ad edificare certe meraviglie, e quindi “Tiwanaku ha al massimo 4000 anni di eta’”.

Con Gobelki Tepe, pero’, da ora e per sempre cambia tutto. Da oggi, infatti, parlare di civilizzazioni umane di 12000 anni fa …

… non sara’ piu’ considerata un’eresia. Anzi, saranno gli stessi archeologi ( e non solo loro…) a dover cambiare molte “interpretazioni” che, sino a prima della scoperta in Turchia, sono state invece considerate prove scientifiche.

db_gobeklitepe_urfaregion9Il sito si trova su una collina artificiale alta circa 15 m e con un diametro di circa 300 m, situata sul punto più alto di un’elevazione di forma allungata, che domina la regione circostante, tra la catena del Tauro e il Karaca Dağ e la valle dove si trova la città di Harran. Il sito utilizzato dall’uomo avrebbe avuto un’estensione da 300 a 500 m².

Finora meno di un decimo del sito è stato riportato alla luce, ma basta a dare un’idea del timore reverenziale che il tempio incuteva ai pellegrini che si radunavano qui ben 7.000 anni prima della costruzione di Stonehenge.

L’esistenza di un grande santuario, con centinaia di stele antropomorfe alte fino a 5 metri, straordinariamente istoriate con animali totemici e racconti geroglifici, datato quasi 12000 anni fa, sarebbe da ritenersi impossibile se non fosse il risultato di 15 anni di scavi condotti in grande stile dall’Istituto Archeologico Germanico a Gobekli Tepe, un “Tell” ubicato 20 km a nord di Urfa, la città mitica di Abramo nella Turchia sud-orientale.

E’ quasi incredibile che 7000 anni prima delle Piramidi una società preagricola sia stata capace di costruire un simile monumento, che richiede la capacità di organizzare l’attività di centinaia di artigiani, dotati soltanto di attrezzi di pietra e di legno, coniugati –evidentemente- con molta abilità e grande motivazione.

Ma cosa rende questo sito archeologico unico, e lo proietta direttamente nel regno ai confini fra lo straordinario ed il fantastico, nella visione “ortodossa” della scienza?

E’ presto detto: la datazione al radiocarbonio di reperti fossili ritrovati nel luogo, la quale ci dice, aldila’ di ogni ragionevole dubbio, che il complesso è stato edificato 12.000 anni fa, forse anche 13.000 anni. Ciò significa che è stato costruito intorno al 10.000 a.C.

Le più antiche testimonianze architettoniche note in precedenza erano le ziggurat babilonesi, datate 5000 anni più tardi. Secondo gli studiosi, la sua costruzione ha impegnato diverse centinaia di uomini nell’arco di alcuni secoli.

Göbekli Tepe, ricorda vagamente Stonehenge, ma fu costruito molto prima, e non con blocchi di pietra tagliata grossolanamente ma con pilastri di calcare finemente scolpiti a bassorilievo: una sfilata di gazzelle, serpenti, volpi, scorpioni, cinghiali selvatici.

Comprensibili le reazioni degli archeologi che da quasi 15 anni stanno lavorando sul campo, che hanno visto le loro credenze sciogliersi come neve al sole

‘Gobekli Tepe cambia tutto’, spiega Ian Hodder, della Stanford University.

David Lewis-Williams, docente di archeologia presso l’Università Witwatersrand a Johannesburg, dice: ‘Gobekli Tepe è il più importante sito archeologico del mondo.’

Alcuni vanno oltre e dicono che il sito e le sue implicazioni sono incredibili. Il professore universitario Steve Mithen dice: ‘Gobekli Tepe è troppo straordinario per la mia mente.’

Finora si riteneva che le società preagricole fossero costituite da piccoli gruppi nomadi, tendenzialmente ugualitari, inadatti a mobilitare grandi risorse per uno scopo trascendente.

Gobekli Tepe dimostra il contrario e getta una nuova luce sulla ideologia dei paleolitici, obbligando a ripensare la storia della complessità sociale, dell’arte e della religione.

Assumono quindi un tono quasi grottesco i tentativi degli studiosi di “inserirlo” nella cronologia ufficiale dell’evoluzione umana.

Leggiamo cosa dice al proposito Klaus Schmidt, l’archeologo che per primo ha iniziato gli scavi: E’ così vecchio che precede la vita sedentaria dell’uomo, prima della ceramica, della scrittura, prima di tutto.
Gobekli proviene da una parte della storia umana che è incredibilmente lontana, nel profondo passato dei cacciatori-raccoglitori. Come poterono gli uomini delle caverne costruire qualcosa di così ambizioso?

La risposta e’ gia’ a loro disposizione, e la conoscerebbero da tempo se non fossero ancora legati dagli antichi pregiudizi a noi spesso tramandati come “certezze scientifiche” , e cioe’ che non erano certo uomini delle caverne quelli che avevano simili conoscenze di ingegneria, matematica e lavorazione della pietra, o che potevano conoscere la scrittura, inventata millenni dopo.

Eppure, non bastassero gia’ le datazioni dei reperti fossili, a Gobekli Tepe hanno gia’ ritrovato anche questo, con buona pace alla valle dell’indo ed alla panspermia della civilta’ in tutto il pianeta da li’ originatasi.

Quella di Gobekli Tepe si può a ragione definire la più importante scoperta archeologica del nuovo secolo. Il prof. Klaus Schmidt, Direttore degli scavi, l’ha descritta nel suo libro Sie bauten di ersten  Tempel, edito in Germania da Beck. E’ recentemente uscita l’edizione italiana per i tipi di Oltre, tradotta da Umberto Tecchiati, col titolo Costruirono i primi templi. 7000 anni prima delle Piramidi.

La scoperta più interresante riguarda le circa 40 pietre a forma di T, alte fino a cinque metri e mezzo. I blocchi di calcare, del peso di cinque tonnellate, furono portati qui da una cava vicina anche se le popolazioni dell’epoca non conoscevano la ruota né avevano ancora addomesticato le bestie da soma.

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La maggior parte di esse sono incise e vi sono raffigurati diversi tipi di animali (serpenti, anatre, gru, tori, volpi, leoni, cinghiali, vacche, scorpioni, formiche). Alcune incisioni vennero volontariamente cancellate, forse per preparare la pietra a riceverne di nuove. Sono inoltre presenti elementi decorativi, come insiemi di punti e motivi geometrici.

Una ricostruzione di come doveva essere in passato

 

Per l’archeologia questo e’ quindi un ritrovamento incomprensibile, e l’evidente imbarazzo di chi si vede crollare il castello di carta sotto i piedi e’ piu’ che palese. Per chi da tempo sostiene invece la presenza di civilizzazioni umane ben piu’ evolute di quanto si supponesse nel nostro lontano (o lontanissimo) passato, e’ finalmente una conferma, senza “se” e senza “ma”.

Klaus Schmidt, Direttore degli scavi di Gobekli Tepe

Klaus Schmidt

Klaus Schmidt è nato a Feuchtwangen (Germania) l’11 dicembre 1953. Ha studiato Preistoria e Protostoria, Archeologia classica, Geologia e Paleontologia presso le Università di Heidelberg e di Erlangen. Nel 1983 si è laureato discutendo una tesi sugli strumenti litici di Norsutepe con il prof. Harald Hauptmann. Nel 1984 ha ottenuto una borsa biennale per viaggi di studio dell’Istituto Archeologico Germanico. Dal 1986 al 1995 è stato Ricercatore associato presso l’Istituto di preistoria e storia antica dell’Università di Heidelberg. Nel 1995 ha iniziato gli scavi di Gurcutepe e Gobekli Tepe. Nel 1998 ha conseguito il dottorato di ricerca sul tema L’analisi funzionale dell’insediamento del Neolitico antico di Nevali Cori (Turchia). Il 10 maggio 1999 ha conseguito l’abilitazione all’insegnamento universitario di preistoria e protostoria con una conferenza sul tema L’unificazione dell’Antico Egitto dal punto di vista archeologico. Dal 2001 Referente per la Preistoria del Vicino Oriente presso L’Istituto Archeologico Germanico. Nel 2001-2002 insegna Archeologia del Vicino Oriente presso l’Università di Berlino. Nel 2002, in collaborazione con Lutfi Khalil (Università della Giordania, Amman) e Ricardo Eichmann (Dipartimento del Vicino Oriente presso L’Istituto Archeologico Germanico) inizia il Progetto Piombo di Aqaba, dedicato all’origine della metallurgia del rame). Dal 2006 e membro corrispondente dell’Istituto Archeologico Germanico. Dal 2007 è professore straordinario presso l’Università di Erlangen-Norimberga. E’ autore di numerose pubblicazioni e monografie, tra cui Sie Bauten di ersten Temple, Beck, 2006, tradotto in russo, polacco, turco, italiano e prossimamente in inglese, dedicato al celebre scavo di Gobekli Tepe.

Fonti

http://www.luogocomune.net

http://www.circoloinquieti.it

http://ilnavigatorecurioso.myblog.it

Fonte articolo:

http://www.dionidream.com/la-scoperta-di-gobekli-tepe-rivoluziona-la-concezione-dellevoluzione-umana/

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  • sono la prova che tutto porta alla creazione non all’evoluzione

  • Bell’articolo! Ormai sono in molti a dubitare della versione ufficiale della storia. Anche Graham Hancock ha scritto parecchi libri interessanti, “Civiltà Sommerse” è proprio incentrato sull’idea che una civiltà sviluppata sia esistita sulla terra molto prima di quanto dicano gli storici e ne ha ricercato le tracce al largo delle coste, partendo dall’idea che il Diluvio Universale sia accaduto davvero e non sia solo un evento biblico… Lo conosci? Se non l’hai letto te lo consiglio :)

  • florio santinato

    La trovo una scoperta meravigliosa, ma io credo che troveranno ancora altre prove di civiltà che si perdono nella notte dei tempi

    .

  • mi sa che l’umo sia nato sulla terra più di una volta se si può supporre la distruzione della stessa per più volte come accennato nel diluvio universale…una di queste…magari in altri casi emigrando nello spazio.. e che oggi chiamiamo ufo…

  • God Dethroned

    ma vai a cagare!

  • Io consiglierei a tutti le letture dei libri di Mauro Biglino, almeno si comincia a fare un po’ di ordine…

  • carlo

    perché mai sarebbe una prova della creazione? Si sposta ben prima del primo episodio della Bibbia, semmai è la prova che le comunità del libro sono giunte ben più tardi sulla faccia della terra…

  • MARCO

    ….non so se questo importantissimo sito archeologico sia la prova che “tutto porta alla creazione” e non all’evoluzione e personalmente non lo credo affatto…tuttavia sono certo che la risposta “ma vai a cagare” oltre ad essere priva di qualsiasi contenuto e significato sia semplicemente una arrogante cafonata! D’altra parte il nick parla chiaro:….ha già scoperto tutto ed ha la verità in tasca! Caro il mio “Dio Detronizzato” ad oggi nessuno ha alcuna prova scientifica (cosi come la intendiamo noi) che un Dio esista, nè tantomeno nessuno ha alcuna prova, altrettanto scientifica, del contrario; pertanto chi crede che un Dio esiste compie semplicemente un atto di fede che gli altri non compiono….tutto li! In quanto atto di fede è soggettivo e ovviamente libero ma colui che non compie l’atto di fede non è per questo migliore o più intelligente di chi lo compie!! Ah….tra l’altro il tuo nick è contraddittorio: se Dio non esiste non hai nulla/nessun da detronizzare se invece esistesse temo sia difficile possa essere detronizzato da te con tutto il rispetto! Ciao e in bocca al lupo per tutto (e impara a rispettare le idee altrui).

  • Jules Verne

    Concordo con Marco…spero che il tuo nick sia un omaggio alla Band Black-Metal(tra le più scarse dell’intero panorama) altrimenti il tuo “và a cagare” temo sia più stupido del tuo Nick. Torna e scuola(alle elementari)e chiama i tuoi genitori per farti dare una ripassata di buona educazione, ragazzino

  • Giovanni Mayer

    Avrete letto “Collasso” di Yared Diamond. Penso si stiano scoprendo le varie volte in cui importanti civiltà si sono estinte per il sovrasfruttamento delle risorse o piccole variazioni climatiche..

  • A mio giudizio tutta la storia antica è da riscrivere e non solo quella dell’uomo “moderno” perchè non è stato lui il primo essere intelligente a calpestare la Terra. Ci sono stati probabilmente più periodi, più inizi e più fini di civiltà come quella che conosciamo oggi.

  • Roberto

    scusate, ma la foto all’inizio dell’articolo non e’ del Nemrut Dagi? (https://en.wikipedia.org/wiki/Mount_Nemrut) che ‘ di tutt’altro periodo ….

  • roberto c

    ma la prima foto non e’ del Nemrut Dagi? https://en.wikipedia.org/wiki/Mount_Nemrut
    che ci fa in questo articolo… a parte che il sito si trova ugualmente in turchia piu’ o meno nella stessa zona…

  • La foto lo trovata li da dove ho condiviso l’articolo

  • Forse tutti coloro (autore dell’articolo compreso) che parlano dell’incapacità degli archeologi di rivedere le proprie convinzioni dovrebbero riflettere sul fatto che Gobekli Tepe l’ha scoperto un archeologo. E sulla base di questa scoperta ah formulato una nuova teoria sulla nascita dell’agricoltura e dell’allevamento. E che questo stesso articolo riporta dichiarazioni di alcuni tra i più autorevoli archeologi internazionali che attestano l’importanza rivoluzionaria della scoperta di questo sito. però la conclusione che qualcuno ne trae è che gli archeologi non sanno rivedere le proprie posizioni. Mah… Il fatto è che tanti spericolati teorici fai-da-te di antiche civiltà scomparse spesso non sono in grado di dimostrare scientificamente quanto dicono. Questo Schmidt sì. Esattamente come le teorie rivoluzionarie di Einstein rifondarono la fisica perché erano sostenute da calcoli corretti e da prove sperimentali. E proprio per questo il loro carattere rivoluzionario non dava maggiore autorevolezza ai cartomanti. La scienza è metodo rigoroso, analisi e verifica dei dati. E a seguire questi sistemi le scoperte rivoluzionarie, quelle vere alla cui evidenza tutti devono piegarsi e si piegano, le si fa. Basta fare ricerca in modo serio

  • Le teoria della relatività di Einstein, se è quella a cui ti riferisci, è una teoria come dice anche il suo nome, solo una teoria che non è stata dimostrata se non sulla carta utilizzando assunti arbitrari che anch’essi, ovviamente, non sono dimostrati ma senza i quali la teoria non sta in piedi. Questo vale anche per gli archeologi che spesso costruiscono castelli di carta allacciandosi alla archeologia ufficiale basata spesso, ancora una volta, su assunti arbitrari che mirano a fare combaciare tutto anche a discapito delle prove contrarie. Occorre analizzare i fatti sempre con mente aperta, non scartare a priori le teorie ufficiali e neanche quelle più azzardate perchè fino a che non sono dimostrate senza ombra di dubbio rimangono tutte teorie.

  • Da http://planet.racine.ra.it/testi/relativita.htm: “All’epoca di Einstein fare simili ipotesi era senz’altro azzardato, ma nel seguito i due postulati si sono dimostrati corretti tutte le volte che se n’è cercata la verifica.” […] “Anche nel caso della teoria della relatività ristretta, come per tutte le teorie è sempre necessario che ci siano delle verifiche sperimentali. Dato che la contrazione delle lunghezze non può essere verificata, l’unico effetto realmente misurabile è la dilatazione del tempo. Tali misure vengono eseguite nei laboratori di fisica atomica dove studiando il tempo di vita delle particelle subatomiche, in quiete ed in moto, è possibile verificare appunto che le particelle in moto relativistico vivono più a lungo di quelle in quiete o comunque in moto newtoniano.

    Unitamente a queste verifiche sulla dilatazione del tempo, quando una particella viene accelerata sempre più affinché raggiunga una velocità prossima a quella della luce, l’energia spesa per tale accelerazione si trasforma in massa, cioè aumenta la massa della particella in questione. Al limite, una particella che raggiunga la velocità della luce (e non sia un fotone, cioè un quanto di luce), dovrebbe avere una massa infinita.
    La relazione che lega queste grandezze è la ben nota:
    E = mc2
    dove E è l’energia, m è la massa e c è la velocità della luce moltiplicata per se stessa due volte.
    Molti altri esperimenti simili hanno sempre dimostrato la totale validità di questa teoria.”
    Comunque non sono un fisico, facevo solo un esempio e spero non ci metteremo a guardare il dito mentre si indica la luna. Sono pronto a credere che tutti i fisici e gli archeologi sbagliano e che tu abbia ragione e loro torto. O meglio, sarò pronto a crederlo quando lo dimostrerai in maniera rigorosamente scientifica. Frattanto, tornerei all’archeologia, che deve basarsi su prove scientifiche e verificabili. Ad esempio, le sequenze stratigrafiche (con un metodo mutuato dalal geologia) e le datazioni assolute ottenute in genere con metodi fisico.chimici o tramite documenti scritti (che a Gobleki Tepe non ci sono). I metodi dell’archeologia sono quelli. Non che non esistano archeologi ufficiali che scrivono fregnacce, ma lo fanno proprio perché non rispettano i criteri metodologici della propria disciplina. A proposito, in scienza è vero solo ciò che viene dimostrato e fino prova contraria. E quindi torniamo a bomba: Schmidt dimostra scientificamente quanto dice e infatti gli archeologi gli credono, altri autori no e stranamente non vengono creduti. Non te ne rendi conto, ma è proprio il caso di Gobekli Tepe a mostrare la fallacia del tuo pre-giudizio tutto generalizzazioni frettolose

  • Ma tu lo sai come operano gli archeologi? Ad esempio, spero che tu abbia letto questo http://www.ibs.it/code/9788808070012/renfrew-colin/archeologia-teoria-metodi.html e ne abbia assimilato i criteri, visto che pretendi saperne molto. E che tu abbia partecipato a uno scavo archeologico (ce ne sono di ottimi anche aperti a volontari), visto che parli con l’aria di uno che la sa lunga. s esei ingrado di criticare i metodi dell’archeologia e di proporne migliori, motivando e provando le tue affermazioni, sei il benvenuto

  • Perché vedi, in ambito scientifico una teoria è qualcosa che risponde a regole ben precise e no né equiparabile alla prima fantasia arbitraria che ignora dati e principi metodologici fondamentali. Il metodo, da Galileo in poi, o lo segui o sei in grado di criticarlo e proporne uno comprovatamente migliore. Insomma, come diceva il poeta: se vuoi fare il fuorilegge devi essere onesto

  • Guarda, prima di ribattere sarebbe meglio leggere bene le risposte, visto che la seconda parte della tua risposta non fa alcun riferimento a ciò che ho detto la tralascerò. Veniamo alla prima parte e anche qui la risposta è semplice: potremmo disquisire per ore sulla teoria della relatività ma ti ripeto che si tratta di una teoria e non di una legge, non c’è altro da dire.

  • Il sistema scientifico di Galileo lo conoscono anche i sassi, la teoria è teoria e non è dimostrata. Questo vale per molte datazioni archeologiche (ho detto molte, non tutte, non la maggior parte, semplicemente molte), vale per la tua tanto amata teoria della relatività (che ti piaccia o no è una teoria e non c’è website al mondo che possa dire il contrario).

  • P.S.: visto che noto che fraintendi ciò che scrivo, per “molte datazioni archeologiche non sono dimostrate” intendo solo dire che le datazioni dei manufatti sono spesso attribuite ad un certo periodo perchè, ad esempio, la loro realizzazione viene attribuita arbitrariamente ad una certa civiltà o popolo ma spesso non vi è alcun modo per stabilire una datazione oggettiva.

  • esempi di quello che stai dicendo? Perché fai affermazioni tanto generiche e indimostrate da rendere il discorso totalmente fumoso. Ti ho chiesto se conosci i metodi della ricerca archeologica; se hai letto il tale libro e partecipato a qualche scavo dimmi su cosa la comunità archeologica internazionale (non il singolo Pincopallino che può anche prendere una cantonata). S e le posizioni che difendi tu sono sostenute da prove più solide, esponile. Altrimenti parli del nulla

  • Non ritorno volutamente su Einstein, che forse è accreditato da qualcosa di più di qualche website. ma anche lì, se hai una proposta migliore della sua, esponila.

  • esempi di quello che stai dicendo? Perché fai affermazioni tanto generiche e indimostrate da rendere il discorso totalmente fumoso. Ti ho chiesto se conosci i metodi della ricerca archeologica; se hai letto il tale libro e partecipato a qualche scavo; dimmi su cosa la comunità archeologica internazionale (non il singolo Pincopallino che può anche prendere una cantonata) si sbaglia. Se le posizioni che difendi tu sono sostenute da prove più solide, esponile. Altrimenti parli del nulla (uff non riesco a correggere il mio precedente commento e lo riscrivo qui in forma più comprensibile)

  • Ma per metterla in termini più semplici: Un archeologo con le sue scoperte rischia di rivoluzionare l’archeologia, acclamato da altri archeologi. La notizia viene data (e i commenti a seguire) facendo intendere che gli archeologi non accettano ciò che mette in discussione le loro ricostruzioni… Questo è quanto ho visto io

  • giulio

    L’archeologia credo operi ricostruendo la storia attraverso i segni lasciati dall’uomo nelle varie epoche. Quando queste sono molto remote i segni sono pochi, deteriorati e non supprtati da fonti documentali. Quindi c’è ampio spaxio per le ricos
    truzioni basate su interpretazioni, come nel caso di un processo indiziario. Quindi, secondo me, la scoperta di questo incredibile sito dimostra che alcuni degli schemi adottati per descrivere la preistoria sono da rivedere.d’altra parte esistono già reperti incongruenti con gli strati in cui sono stati trovati e probabilmente non sono tutte balle. Ovviamente non vedo nulla che possa mettere in discussione la teoria evoluzionistica, ma solo schemi e dstazioni.

  • raffaello bocciolini

    mi sembra una conclusione un po’affrettata

  • Il vai a cagare io lo intendo come osservazione colorita per dire:
    Con una simile affermazione illogica sei semplicemente da ignorare!

    Atto di fede o no, io nell’articolo non incontro nessunissima ragione che “porta” alla creazione.
    Al contrario! Secondo la Bibbia, la Creazione dell’uomo avvenne tra il 4500 e il 4000 prima dell’Era Volgare.
    La teoria dell’Evoluzione invece nel 12,000 aEV suppone migliaia di homo sapiens.
    Mi sembra che più resti umani pre-5000 si incontrano, più si trovano in difficoltà le religioni monoteiste.

  • Alessio

    Non poterono fare questo da soli, non avevano le conoscenze ingegneristiche, nemmeno le più elementari. Tutto riporta alla teoria degli antichi astronauti, torneranno…

  • whiz

    la datazione al radio carbonio ha dei problemi su periodi antichi perchè si basa sull’assunzione che l’irradiamento solare sulla Terra e il carbonio 14 presente nell’atmosfera (che dipende da raggi solari, magnetismo terrestre, atmosfera stessa) sia stato costante col passare del tempo (ho letto alcuni articoli su questo tema e gli stessi utilizzatori di questi metodi li prendono con le pinze).
    Secondo la stessa storia biblica l’atmosfera è cambiata con l’evento del diluvio in cui la coltre delle “acque di sopra” (che quindi “filtravano” l’irradiamento solare del nostro pianeta) di cui parla il libro di Genesi venne sulla Terra sotto forma di diluvio.
    Oltretutto il racconto noetico del diluvio indica chiaramente che la popolazione umana era perfettamente capace di tali imprese, e dando credito al racconto che ne viene fatto, angeli ribelli si materializzarono e questi esseri avevano assistito alla creazione di tutto l’universo quindi avevano di sicuro tutte le conoscenze e i presupposti per compiere simili imprese.
    Poi il credere o meno al racconto biblico (quindi creazione, diluvio ecc. ecc.) è ovviamente una questione personale e soggettiva

  • Alessio

    l’unica cosa che “filtra” i raggi solari è lo strato di ozono. Quello che hai detto è una boiata megagalattica

  • ottavio peduto

    personalmente ritengo che la bibbia non faccia storia nè testimonianza di un passato preistorico, perchè il linguaggio biblico (come tutti i testi religiosi dell’ antichità) ha un significato simbolico e non letterale. quello letterale fa acqua da tutte le parti infatti se noè avesse portato in salvo gli esemplari di tutti gli animali avrebbe avuto bisogno non di un’ arca, ma di una nave mille volte più grande della concordia recentemente affondata; e se dio non avesse voluto la costruzione della torre di babele, come mai poi ha permesso la costruzione dei grattacieli? e i viaggi interspaziali? e come è possibile che quel tale giona sia stato ingoiato da una balena, (notoriamente questi cetacei si nutrono solo di plancton) e come è possibile che sia stato poi vomitato vivo? ancora, dio ha creato adamo, poi ci ha ripensato ed ha creato eva, orbene se dio è l’ essere perfettissimo intelligentissimo, ecc. come ha fatto a non prevedere che ci voleva anche eva? e a non prevedere la ribellione degli angeli? quì mi fermo perchè la lista delle incongruenze è lunghissima, e se volessimo ignorarle finiremmo per assumere gli atteggiamenti fanatici che caratterizzarono il medioevo e la triste santa inquisizione. con questo non voglio togliere merito alla bibbia,ma nel contempo non possiamo attribuirle alcuna validità storica, ma soltanto simbolica. infatti se la si interpreta attraverso il simbolismo si trova una spiegazione logica, ma dal punto di vista storico non la si può prendere in considerazione.

  • Un unico appunto: per la verità i ritrovamenti architettonici più antichi a noi conosciuti precedentemente a Gobekli Tepe non sono affatto le ziggurat (per la verità sumeriche, le babilonesi sono successive). Abbiamo le tombe a kurgan, quella di Ipatovo (ex-URSS) è di 6000 anni fa.
    Abbiamo interi siti neolitici: la città di Eridu con i suoi templi e la sua cultura risale al 5000 aC (7000 anni fa) ed era considerata dai sumeri il luogo della creazione. La cultura di Obeid, sempre in Irak, è del 4500-4000 aC.
    Gli scavi di Gerico datano addirittura al 10.000 anni fa, così come quelli di Çatalhöyük, in Anatolia, dove abbiamo rinvenuto un’intera città neolitica, distrutta e in un certo senso preservata da un immane incendio.
    Più ritrovamenti si fanno e più appare chiaro che la civilizzazione non è un evento (o una serie di eventi) spot isolati geograficamente e temporalmente, ma una costante evoluzione spazio-temporale dal paleolitico antico fino ai giorni nostri. Per esempio siamo sempre stati abituati a considerare l’umanità di 5000 anni fa come divisa in civiltà “isole” in un mare costituito da un pianeta disabitato, e immaginavamo da un lato l’Egitto, in mezzo Creta, poi la Mesopotamia, e lontano l’Indo e la Cina. Le scoperte archeologiche successive ci hanno portato a scoprire le civiltà di Jiroft in Iran, della pedemontana del Turkmenistan, le culture di Adrianovo verso nord, Dilmun nel golfo persico, l’imponente complesso archeologico bactriano-margiano relativo alla civiltà dell’Oxus, con le sue fortezze che poi paiono pari pari descritte nei Veda…

  • Moreno

    Concordo pienamente!

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