Scoperto un continente perduto sul fondo dell’Oceano Indiano

Port Royal, considerata l’Atlantide dei Caraibi

La presenza di nuove terre sul fondo degli oceani fa venire a mente la leggendaria isola di Atlantide narrata dal filosofo greco Platone, della quale, sin dall’antichità classica, si discute della sua eventuale esistenza. Da allora le sono stati dedicati libri, saggi, pellicole cinematografiche, fumetti e trasmissioni tv, senza mai riuscire realmente a discostarla dal semplice mito. Secondo gli scienziati, sul fondo degli oceani esistono micro-continenti che potrebbero essere meno rari di quanto si potesse immaginare, e sarebbero originati dai pennacchi di magma. Un gruppo di ricerca internazionale coordinato dal norvegese Trond Torsvik dell’università di Oslo, ne ha scoperto uno sotto le isole Reunion e Mauritius.  Si trova sul fondo dell’Oceano Indiano, si chiama Mauritia ed è un micro-continente nascosto sotto enormi masse di lava, un micro frammento che si è staccato dalle placche continentali di Madagascar e India quando si separarono 60 milioni di anni fa. I pennacchi sono gigantesche bolle di roccia fusa, ossia magma, che salgono dal mantello situato in profondità e ammorbidiscono le placche tettoniche dal basso, fino a quando le placche si rompono. Tra i frammenti emersi anche le isole Seychelles, staccate durante la separazione di queste due masse.

Mappa immaginaria di Atlantide. Credit: Mundus Subterraneus by Athanasius Kircher, Amsterdam 1665

I ricercatori hanno scoperto il micro-continente Mauritia analizzando la composizione della sabbia della spiaggia dell’isola di Mauritius nell’Oceano Indiano occidentale. Fra questi grani sono stati scoperti minuscoli zirconi, pietre semi-preziose, che hanno una età compresa tra i 660 e il 1970 milioni di anni. Secondo gli autori gli zirconi sono piccolissime ‘briciole’ del continente ‘perduto’ perchè si sono formati nei processi geologici della crosta continentale che è sepolta sotto strati di lava. Sarebbero stati trasportati in superficie dall’attività vulcanica recente, quando il magma ha premuto sotto la crosta continentale. Questi dati sono stati integrati con un modello della tettonica a zolle, che spiega esattamente come e dove i frammenti sono finiti nell’Oceano Indiano, durante la separazione di Madagascar e India. ”Da un lato, il modello mostra la posizione delle placche rispetto ai due punti caldi al momento della rottura” osserva Bernhard Steinberger del Centro di ricerca tedesco per le geoscienze (Gfz). ”D’altra parte – aggiunge – siamo stati in grado di dimostrare che i frammenti del continente hanno continuato a vagare quasi esattamente sopra il pennacchio di Reunion, e ciò spiega perche’ successivamente sono stati coperti dalla roccia vulcanica”. Il team ha descritto i dettagli della scoperta sulla rivista Nature Geoscience.

Di Renato Sansone

Fonte:http://www.meteoweb.eu/2013/02/la-scoperta-di-mauritia-un-continente-perduto-sul-fondo-delloceano-indiano/188093/

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