Piccolo topo resiste al veleno degli scorpioni li mangia e ulula alla luna

Alcune regioni degli Stati Uniti meridionali e del Messico sono ormai invase da un predatore implacabile e particolarmente aggressivo, così vorace da spingersi a cacciare i temibili scorpioni dell’Arizona: si tratta del piccolo Onychomys torridu, l’unico roditore carnivoro e cannibale del Nord America.
Il Onychomys torridu è un piccolo roditore selvatico definito comunemente “topo delle cavallette” per via delle sue abitudini alimentari. E’ un lontano parente del topo comune, Mus musculus, ma i suoi tratti comportamentali sono completamente differenti.
Il topo delle cavallette, infatti, è esclusivamente carnivoro: si nutre principalmente di insetti e vermi, ma non disdegna scorpioni, serpenti, e nemmeno la carne dei suoi simili.
Durante la caccia, il Onychomys torridu si avvicina di soppiatto come farebbe un gatto; dopo la caccia o durante la difesa del territorio, invece, ulula alla luna come un piccolo lupo.
Il topo delle cavallette cresce in un ambiente in cui l’aggressività è l’unica via per la sopravvivenza. Durante la fase giovanile, apprende dal padre a “fare il bullo”, attaccando i suoi simili mentre apprende come sopravvivere nel mondo esterno.
Una volta adulti, gli individui di Onychomys torridu iniziano la ricerca di una tana. Il loro futuro nascondiglio non verrà scavato a colpi di zampe, come nella maggior parte dei topi selvatici, ma sarà sottratto ad altri roditori (compresi quelli della loro specie) con la forza.
Ma la caratteristica più interessante dei Onychomys torridu è la loro straordinaria resistenza al veleno: per chi non lo sapesse, lo scorpione della corteccia dell’Arizona (Centruroides sculpturatus) è probabilmente uno degli scorpioni più velenosi del mondo.

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Da adulto, raggiunge gli 8 centimetri di lunghezza, ed è munito di un veleno capace di causare un dolore terrificante fino a 72 ore dopo la puntura. Raramente risulta fatale per l’essere umano, ma in determinate condizioni ha portato al decesso di bambini, anziani non propriamente in salute e di piccoli animali domestici.
Generalmente, il veleno del Centruroides sculpturatus risulta letale per un roditore delle dimensioni e del peso di un adulto di Onychomys torridu, ma il topo delle cavallette sembra non interessarsi minimamente all’arma più letale dello scorpione.
Per scoprire il segreto della resistenza al veleno dell’ Onychomys torridu, Ashlee Rowe della Sam houston State University ha inoculato piccole quantità di veleno in una zampa di topo delle cavallette e in un di un topo comune.
Il primo ha speso meno tempo leccandosi la zampa, suggerendo l’idea che percepisse meno dolore del Mus musculus.
La dissezione dell’animale ha rivelato il meccanismo che protegge il topo delle cavallette non è un reale sistema anti-veleno, ma la mutazione in una proteina delle membrane delle cellule che compongono il sistema nervoso del roditore.
Questa alterazione causa un rallentamento del segnale del dolore durante il suo viaggio verso in cervello, fino al punto da impedire all’impulso elettrico di essere elaborato completamente.
Di fatto, gli Onychomys torridu sono dotati di un meccanismo di soppressione del dolore che non neutralizza l’azione del veleno dello scorpione, ma impedisce che il dolore provocato dalla puntura raggiunga livelli debilitanti tali da mettere a rischio la sua sopravvivenza.

 

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