Fulmini e vulcani senza più segreti

Come e quando si formano i lampi durante le eruzioni? Lo spiega una nuova ricerca che permette di determinare la quantità di ceneri e di ridurre i rischi per la circolazione aerea.

Fulmini e vulcani, un fenomeno spettacolare senza più segreti

Più fulmini, più ceneri
Fotografia di Bretwood Higman

Quando tre anni fa il vulcano Redoubt in Alaska si è risvegliato i ricercatori si sono precipitati sulla scena per porre dei radio sensori e mappare i fulmini all’interno della nube piroclastica.

Loading...

I dati rilevati mostrano che le tempeste di fulmini possono essere altrettanto potenti delle gigantesche tempeste che si scatenano nelle Grandi Pianure americane, e che la presenza dei fulmini è proporzionale alla grandezza della nube.

“Molti fulmini corrispondono a una grande quantità di ceneri”, dice il ricercatore Stephen McNutt, vulcanologo alla University of Alaska di Fairbanks.

Le ceneri possono causare molti problemi a chi vola, il che rende particolarmente utile un’altra scoperta effettuata dai ricercatori: i sensori radio possono rilevare il formarsi di una grande nube piroclastica prima che questa diventi osservabile da altri strumenti.

Fulmini e vulcani, un fenomeno spettacolare senza più segreti

Tutti a terra
Fotografia di Lucas Jackson, Reuters. Nel caso dell’eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajökull, nell’aprile del 2010, non furono i fulmini ma la vasta nube di ceneri a lasciare a terra i passeggeri di circa 100.000 voli.

Le particelle di roccia, vetro e sabbia nelle nubi piroclastiche possono intasare i motori degli aerei, come accadde nel 1982 in Indonesia, quando un 747 della British Airways registrò un’avaria a tutti e quattro i motori e riuscì a cavarsela per il rotto della cuffia.

Secondo la ricerca, pubblicata sulla rivista Eos, le emissioni radio prodotte dai fulmini vulcanici possono costituire uno strumento per stabilire la quantità di ceneri in una nube piroclastica che si forma di notte o durante il maltempo, quando cioè né i satelliti né gli strumenti a terra sono in grado di determinare le dimensioni del fenomeno.

Altri strumenti, come ad esempio i sismografi, non riescono invece a distinguere le eruzioni che producono grandi quantità di ceneri da quelle che non costituiscono un rischio per la circolazione aerea, dice McNutt.

Fulmini e vulcani, un fenomeno spettacolare senza più segreti

Fulmini e saette
Fotografia di Jeffe Castan, Your Shot
Un fulmine squarcia il cielo notturno durante l’eruzione del Monte Merapi in Indonesia, nel 2010.

“A volte definiamo le nubi piroclastiche ‘tempeste sporche'”, racconta McNutt, che sottolinea come in realtà le nubi celino molti più fulmini di quanti ne siano visibili a occhio nudo: “Ma le ceneri li nascondono perché sono opache”.

Fulmini e vulcani, un fenomeno spettacolare senza più segreti

Alone infernale
Fotografia di Carlos Gutierrez, Reuters

Ci sono almeno due tipi di fulmini vulcanici, dice lo studio. Un tipo si verifica alla bocca del vulcano, mentre l’altro accende la sommità della nube (come si vede nella foto scattata sul complesso vulcanico cileno Puyehue-Cordón Caulle nel 2011): ciò avviene perché il vapore acqueo, salendo, diventa un misto di goccioline e particelle di cenere coperte di ghiaccio.

L’acqua e le particelle ghiacciate sfregano l’una contro le altre, spiega McNutt, e ciò provoca una carica elettrostatica, “proprio come avviene nei comuni temporali”.

Fulmini e vulcani, un fenomeno spettacolare senza più segreti

Luce nel cratere
Fotografia di Peter Vancoillie, Your Shot
Un’immagine dell’eruzione del vulcano Eyjafjallajökull nel 2010. Con la giusta strumentazione, spiega McNutt , “è possibile rilevare l’attività elettrica fin dall’inizio dell’eruzione all’interno del cratere”.

Questi fulmini “interni” vengono prodotti da altri meccanismi, come il sollevamento della roccia durante l’eruzione. Non si tratta di fulmini particolarmente imponenti, ma possono colpire migliaia di volte al secondo, creando un segnale radio pressoché continuo che segnala l’inizio dell’eruzione.

Fulmini e vulcani, un fenomeno spettacolare senza più segreti

La direzione dei lampi
Fotografia di David Jon, NordicPhotos/Getty Images

Un’altra immagine dell’eruzione dell’Eyjafjallajökull nel 2010. Secondo l’esperto Martin Uman della University of Florida, ogni lampo viaggia in una direzione diversa: la scintilla inizia in un punto carico elettricamente e va in diverse direzioni finché non raggiunge un’altra area carica opposta.

Fulmini e vulcani, un fenomeno spettacolare senza più segreti

Rete elettrica
Fotografia di Negroni/Xinhua/Zuma Press
Un’immagine a lunga esposizione del complesso vulcanico Puyehue-Cordón Caulle, in Cile, in cui i vari fulmini vanno a creare una sorta di rete. L’unico modo però per misurare la quantità di fulmini in una nube di ceneri sono le emissioni radio, dicono i ricercatori.

Fulmini e vulcani, un fenomeno spettacolare senza più segreti

Tempesta costiera
Fotografia di Alex Preiss, Photo Resource Hawaii
Per scatenare i fulmini vulcanici non è necessaria un’eruzione di tipo esplosivo, come dimostra quest’immagine del vulcano Kilauea nelle Hawaii.

I fulmini vulcanici vennero documentati per la prima volta durante l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. che distrusse Pompei da Plinio il Giovane, il quale descrisse “spaventose nubi scure squarciate da fulmini”.

Fulmini e vulcani, un fenomeno spettacolare senza più segreti

Un arco nel cielo
Fotografia di Skarphéðinn Þráinsson
Nel maggio 2010, un fulmine che forma un arco nel cielo islandese rivela l’attività elettrica all’interno della nube piroclastica del vulcano Eyjafjallajökull.

“I fulmini all’interno della nube non si vedono”, dice McNutt – ora però, grazie a questa ricerca sulle emissioni radio, sarà possibile individuarli e contribuire a rendere forse meno pericolose per la circolazione aerea queste eruzioni.

Fulmini e vulcani, un fenomeno spettacolare senza più segreti

Fotografia per gentile concessione di Jóhann Ingi Jónsson e A4X4T

di Richard A. Lovett

Fonte:http://www.nationalgeographic.it/ambiente/2012/06/12/foto/fulmini_e_vulcani-1084825/1/

 

 

Ricordo ai visitatori di pianetablu news che su facebook è stata creata la pagina pianeta blu in cui vengono riportati gli articoli di pianetablu news ed anche altre notizie.Se la pagina è di vostro gradimento cliccate in alto a destra sul bottone mi piace e fatela conoscere anche ai vostri amici per aiutarla a farla crescere.

ecco il link della pagina:

https://www.facebook.com/pages/Pianeta-blu/190882504295322

 

 

 

 

 

Loading...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.