La stagione calda entra nella sua fase “clou” già raggiunti +48° in Pakistan

Paesaggio del deserto del Rajasthan, lungo il confine fra Pakistan ed India

Mentre sul Plateau orientale del continente antartico la base di Vostok ha sfiorato la fatidica soglia dei -80°, lo scorso 24 Maggio, lungo la fascia tropicale dell’emisfero boreale la stagione calda entra nella sua fase clou. Proprio in questo periodo dell’anno (sul finire di Maggio), quando il sole raggiunge lo “Zenit” (i raggi solari cadono perpendicolarmente sul terreno nelle ore centrali del giorno) nei territori a ridosso del tropico del Cancro, le vaste aree continentali tropicali (caratterizzate da climi prevalentemente secchi e continentali), fra Africa settentrionale, penisola Arabica e Asia meridionale, si scaldano sensibilmente, grazie anche alla persistenza dei robusti anticicloni dinamici sub-tropicali in quota, fino a raggiungere i massimi valori termici annuali che solitamente precedono l’avvento della stagione delle piogge, indotta dalla risalita verso nord del famoso “fronte di convergenza intertropicale”, noto anche con la sigla di “ITCZ”. Non per caso, in questi giorni, lungo le aree interne del Pakistan centro-meridionale e dell’India settentrionale i termometri hanno varcato per la prima volta la soglia dei +47° +48°, avvicinandosi progressivamente ai +49° all’ombra.

Tali temperature rappresentano i valori più alti registrati sul pianeta dall’inizio del 2012, visto che nei mesi invernali l’azione della “Nina” (ormai cessata da mesi) sul Pacifico equatoriale ha smorzato, e di parecchio, la stagione calda sui territori desertici dell’entroterra australiano. Nei giorni scorsi è stato il Pakistan, per primo, ha oltrepassare il muro dei +48° all’ombra per la prima volta quest’anno nell’emisfero nord. La città di Larkana ha difatti registrato una temperatura massima di ben +48.3°, stabilendo la temperatura più alta finora registrata. Anche la detentrice del record di caldo asiatico, Moen Jo Daro, una delle località più roventi del Pakistan, ha mandato in archivio una temperatura max di ben +48.0°. Nelle altre località e città del Pakistan centro-meridionale i termometri hanno superato, anche in maniera abbondante, la soglia dei +44° +45°, con picchi di +46° +47°. Si tratta di valori veramente elevati ma che non hanno nulla a che vedere con la tremenda primavera del 2010, quando in diverse località del Pakistan si superò di gran lunga il muro dei +50°.

Il caldo sul territorio pakistano perdurerà ancora fino alla metà di Giugno, in attesa dell’avvento del Monsone di SO sul mar Arabico. Durante questo lungo periodo l’intensa onda di calore semi/permanente che negli ultimi mesi si è “accumulata” su tutta l’area indo-pakistana rimarrà stazionaria fino alla media troposfera, con isoterme superiori ai +30° alla quota di 850 hpa (circa 1500 metri). Questa grande massa di aria calda e molto secca, soprattutto negli strati più bassi, coadiuvata in quota, nella libera atmosfera, da un anticiclone dinamico ben strutturato, continuerà a prolungare la gran calura anche nelle prossime settimane, tanto che non è escluso che in qualche area interna si possano raggiungere picchi di ben +49° +50°. Difatti il Pakistan, in Giugno, paese caratterizzato da una accesa continentalità grazie alla particolare conformazione orografica interna che lo chiude ai flussi umidi occidentali, è l’area dove è maggiormente probabile che si possano sfondare i +50°.

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Anche nella vicina India il caldo comincia a fare veramente sul serio, soprattutto nella regione desertica del Rajasthan, non lontano dai confini pakistani, dove la colonnina di mercurio da giorni sfonda facilmente i +45° +46°, in un contesto molto secco, derivato anche dall’intensa“Subsidenza atmosferica” (correnti discendenti che comprimono l’aria nei bassi strati e la scaldano ulteriormente deumidificandola). Anche nelle estese pianure alluvionali dell’India settentrionale la calura sta divenendo particolarmente soffocante, specie durante le ore centrali del giorno, quando il sole raggiunge la posizione vicino allo “Zenit”, arroventando l’arido terreno che aspetta l’arrivo delle grandi piogge monsoniche che dovrebbero arrivare fra un mese. Proprio a fine Maggio l’avvicinamento del sole allo “Zenit” e la persistenza di condizioni atmosferiche prettamente anticicloniche, con cieli in prevalenza sereni o poco nuvolosi, ventilazione debole o assente e clima alquanto secco nei bassi strati, favoriscono una grande impennata dei valori termici, con picchi pronti a sfondare con grande tranquillità anche la soglia dei +45° +46°.

La graduale intensificazione del caldo fra il Pakistan e l’India sta agevolando anche una importante diminuzione della pressione atmosferica, in prossimità del suolo, che sta scivolando sotto i1002-1000 hpa nell’estremo nord del sub-continente indiano, sotto l’imponente catena montuosa dell’Himalaya. Il calo della pressione nel cuore dell’entroterra indiano di conseguenza sta determinando un progressivo rinforzo della ventilazione occidentale sopra le acque dell’oceano Indiano settentrionale, nel tratto di mare compreso fra le Maldive, le coste dell’India meridionale, l’isola-stato dello Sri Lanka, mentre una più sostenuta ventilazione sud-occidentale comincia a risalire sul golfo del Bengala fino a raggiungere le coste dell’India orientale, Bangladesh e il Myanmar. La ventilazione sud-occidentale tenderà ad intensificarsi ulteriormente nei prossimi giorni, specie lungo il golfo del Bengala e il mar delle Andamane.

Fantastico tramonto fra i Captus del deserto messicano, non lontano dai confini con l’Arizona

In questi giorni anche i deserti interni messicani si sono infiammati, si sono sfiorati i +48° nel Sonora

Ma il caldo si sta notevolmente intensificando anche sull’entroterra semi arido o desertico del Messico settentrionale, uno dei punti più caldi di tutto il nord-america. Nei giorni scorsi una temperatura massima di ben +47.7° è stata registrata dalla stazione meteorologica di El Cubil, un posto conosciuto in tutto il Sonora, assieme a El Oregano, come uno dei più caldi e secchi di tutto il territorio messicano, dove spesso si possono toccare dei valori veramente estremi. Queste località del Sonora rivaleggiano i noti “punti caldi” della Baja California, vicino Mexicali, dove il picco di caldo estremo arriva solitamente un po’ più avanti nella stagione, anche dopo il solstizio, dato che fin lassù non arrivano gli umidi venti dai quadranti orientali della stagione umida tropicale. In Sonora può anche non piovere durante la stagione umida estiva, ma può aumentare un pò l’umidità relativa, il che già ostacola l’irraggiamento estremo. Per questo il picco del caldo e un pò indietro nella stagione oltre al fattore fisiologico della latitudine, legata al periodo zenitale del sole che sotto il tropico viene prima del solstizio. Ma il caldo nei giorni scorsi si è fatto sentire anche sul Messico orientale, dove si sono toccati addirittura i +45°. Notevoli i +44.8° che si sono raggiunti nella città di Ciudad Victoria, a soli +1° dal suo record assoluto di caldo, di +45.8°. Anche la città di Monclova, posta a circa 615 metri di altezza, si è avvicinata al suo record assoluto di caldo, registrando una temperatura massima di ben+44.5°. Il record assoluto di caldo di Monclova è di +45.8°. L’aria calda e molto secca che si sta accumulando sopra i deserti del Messico settentrionale nelle prossime settimane andrà ad alimentare le ondate di calore che si proietteranno verso il sud degli USA, a seguito dell’affondo di saccature o dell’isolamento di “CUT-OFF” a ridosso della West Coast.

Di Daniele Ingemi

Fonte: http://www.meteoweb.eu/2012/05/la-stagione-calda-entra-nella-sua-fase-lungo-la-fascia-tropicale-dellemisfero-nord-in-pakistan-raggiunti-i-primi-48-dellanno-si-va-verso-i-fatidici-50/136210/

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