Mercurio, pianeta che non ha più segreti

Mercurio, pianeta senza più segreti

Antiche pianure vulcaniche alle alte latitudini settentrionali di Mercurio riprese dagli strumenti a bordo della sonda MESSENGER. In viola le zone più basse e in bianco le più elevate, per un range di circa 1 km. L'ampiezza totale dell'area è di circa 250 chilometri. (Cortesia NASA/JHUAPL/CIW-DTM/GSFC/MIT/Brown University. Rendering di James Dickson e Jim Head)

Pubblicate immagini e dati raccolti dalla sonda MESSENGER della NASA: il pianeta più interno del sistema solare ha un nucleo molto più esteso rispetto alle previsioni e anche la sua composizione ha riservato delle sorprese. In particolare, la superficie appare virtualmente priva di ferro, una circostanza che ha importanti implicazioni per il modello della sua costituzione interna (red)

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“Non ci aspettavamo così tanto zolfo né che non si trovasse praticamente traccia di ferro in superficie”, ha spiegato Stanton Peale, professore emerito di fisica dell’Università della California a Santa Barbara, che ha partecipato alla ricerca.
Proprio la mancanza di ferro porta a ipotizzare che le rocce vulcaniche presenti sulla superficie del pianeta difficilmente provengano da un mantello con una densità media maggiore e paragonabile a quella della struttura più interna. Ciò ha portato all’idea di un mantello a due strati: il primo, più esterno e più leggero, che avrebbe fornito il materiale che attualmetne costituisce la superficie; il secondo, più interno, costituito da solfuro di ferro.

Nelle foto più dettagliate, inoltre, si evidenzia la presenza di grandi quantità di zolfo con una distribuzione non uniforme, il che fa propendere per un modello di formazione ben meno ordinato di quelli considerati validi in passato.

Mercurio, pianeta senza più segreti

Veduta prospettica delle pianure vulcaniche nelle regioni settentrionali di Mercurio. Queste pianure rappresentano il 6 per cento circa della superficie del pianeta e si sono formate circa 4 miliardi di anni fa. (Cortesia NASA/JHUAPL/CIW-DTM/GSFC/MIT/Brown University. Rendering di James Dickson e Jim Head)

Mercurio è composto da materiale che si è condensato su un ampio intervallo di distanza dal Sole”, ha aggiunto Peale. Altri rilievo topografici dell’emisfero nord del pianeta rivelano limitate differenze di quota dei rilievi, se confrontate con quelli di Marte o della Luna.

Infine, la presenza di aree chiare nelle rilevazioni radar in zone che appaiono costantemente in ombra è coerente con l’ipotesi della presenza di ghiaccio, che andrà tuttavia verificata ulteriormente con lo spettrometro di neutroni di MESSENGER. La conduzione di più approfondite rilevazioni strumentali sarà l’obiettivo delle prossime fasi della missione.

Fonte: http://www.lescienze.it/news/2012/03/21/news/mercurio_pianeta_messenger_nasa_immagini_misure-918662/

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