Le foreste sono più alte La prima mappa globale

L’altezza media delle piante è più elevata di una decina di metri rispetto a quanto ritenuto finora: più CO2 assorbita.

Le foreste sono più alteLa prima mappa globale

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È l’uomo che misura gli alberi. È lo scienziato italiano Alessandro Baccini fuggito in America nel Duemila e mai più ritornato. Intanto la notizia, che parte da una domanda: quanto sono alte tutte le foreste dalla Terra? Ora c’è una mappa ad alta risoluzione che lo precisa con un dettaglio finora mai raggiunto. E al risultato ha contribuito appunto Alessandro Baccini. La nuova mappa ha permesso di scoprire che l’altezza media delle piante è più elevata (anche di una decina di metri) rispetto a quanto ritenuto finora.

POLMONI VERDI – Da diversi anni gli scienziati cercano di stimare questo valore importante sotto diversi aspetti. Ci sono finalmente riusciti con un lavoro iniziato nel 2005 utilizzando i dati raccolti dal satellite Icesat della Nasa e che ha visto riuniti specialisti del Jet Propulsion Laboratory, dell’Università del Maryland e del Wood Hole Research Center, il centro più importante al mondo per gli studi forestali dove è attivo Baccini. Sorvolando i polmoni verdi del nostro pianeta un radar ottico installato sul veicolo spaziale effettuava 2,5 milioni di sondaggi lanciando raggi laser le cui riflessioni disegnavano a poco a poco la mappa con le altezze. In questo modo si è constatato che, come è noto in generale, la misura degli alberi diminuiva man mano che la latitudine aumentava e al contrario diventava sempre più elevata alla latitudini più basse. Scoprendo, però, un’eccezione a questa regola.

ECCEZIONE – Le foreste tropicali nel sud dell’Australia e della Nuova Zelanda, a una latitudine di 40 gradi sud, ospitano piante di eucalipto che sono tra le più alte conosciute arrivando anche a 90 metri. La mappa ha una risoluzione di 500 metri (questo è il lato del quadrato considerato) e le misure di Icesat sono state arricchite con i dati messi insieme da diversi altri satelliti ambientali (Trmm Terra in particolare ma anche dallamissione Radar Topography condotta con lo shuttle). Infine, la certezza della valutazione è stata ottenuta effettuando confronti a terra in settanta località nei cinque continenti.

PRECISIONE – «È la prima volta», ribadisce Baccini, «che si studia la vegetazione sull’intero globo; prima ci si concentrava su alcune aree, magari quelle più a rischio. L’indagine è importante perché consente di calcolare con precisione un valore rimasto sempre incerto e riguardante la capacità di assorbimento della CO2 generata dall’attività umana da parte delle foreste; un dato collegato direttamente al riscaldamento climatico. Il risultato è che la vegetazione assorbe 228 miliardi di tonnellate di carbonio, cioè una quantità più elevata del 21 per cento rispetto alle stime precedenti. Quindi le foreste esercitano un ruolo più pesante nella complessa macchina del clima». Dell’intera quantità di CO2 liberata, la parte maggiore viene incamerata dall’atmosfera e un’altra parte dagli oceani, ma la quota delle foreste non era ancora definita con esattezza. E questo aiuterà anche a capire meglio la biodiversità nelle varie zone della Terra.

IN FUGA – Alessandro Baccini oggi ha 41 anni e si era laureatosumma cum laude in scienze forestali nel 1996 all’Università di Firenze. Cercava esperienze e per quattro anni si occupava di vegetazioni alla Fao di Roma. «Ma la ricerca mi appassionava», dice, «e così nel Duemila sono riuscito ad arrivare nel tempio della ricerca forestale, al Woods Hole Research Center di Falmouth, nel Massachusetts». Ma adesso è in California per alcune ricerche all’Università di Stanford con un altro gruppo di scienziati americani. «Sono arrivato negli Stati Uniti per il Phd, il dottorato. Pensavo di rimanere tre anni ma poi mi hanno proposto di rimanere. Mi sono fermato e così sono passati dodici anni». Tornerà in Italia? «Qui la ricerca mi offre opportunità impensabili nel nostro Paese. Al rientro non ci penso».

Di Giovanni Caprara

Fonte: http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/12_febbraio_22/mappa-foreste-caprara_d348a200-5d33-11e1-8d58-29f34aaed5a4.shtml

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