Vulcano, scoperta «via preferenziale» di risalita del magma
Tra il 1993 e il 2010, una successione di piccoli terremoti ha interessato la zona che comprende le isole di Vulcano, Lipari, Salina e Filicudi. Questi eventi sismici, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Tectonophysics, sono stati ora «rilocalizzati» grazie a un software che permette agli scienziati di individuare con precisione i vari ipocentri. Il nuovo programma permette diidentificare le coordinate esatte, negli assi x, y e z, dei punti all’interno della Terra da cui originano i terremoti, e di metterli in relazione: è possibile in questo modo, come nel gioco «unisci i puntini», disegnare le faglie, e descrivere la geometria di ciò che in superficie non è visibile.VIA PREFERENZIALE – La scoperta più interessante, afferma Salvatore Gambino, ricercatore dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e primo autore dell’articolo, riguarda una struttura situata nella parte nord dell’isola di Vulcano. Si tratta di una faglia con orientamento nordest-sudovest, profonda da 3 a 8 chilometri, che collega due volumi di stoccaggio magmatico (ossia depositi di magma) già conosciuti da studi petrologici e geofisici precedenti. «Questa struttura», dichiara Gambino, «potrebbe rappresentare un percorso preferenziale per la risalita magmatica»: si tratterebbe, in altre parole, del canale da cui il magma risale verso la bocca di Vulcano. Sull’isola di Vulcano, costantemente monitorata dagli scienziati dell’Ingv, «si registra, nella struttura presa in esame, una sismicità composta da 4 o 5 eventi l’anno, con sismicità non superiore a 2,6 di magnitudo, quindi molto bassa».
FUMAROLE – Non va dimenticato che l’isola prende il nome da un vulcano quiescente, di cui si ricordano due grandi eruzioni, avvenute nel 1550 e nel 1890. «Vulcano», prosegue Gambino, «è inoltre interessata da fenomeni detti crisi geochimiche: periodici aumenti di temperatura e mutamenti chimici delle fumarole che vengono considerati apporti magmatici profondi. Secondo i geochimici, le crisi sono causate dalla risalita del magma che si trova normalmente in profondità». Crisi geochimiche, piccoli eventi sismici: campanelli d’allarme che annunciano una futura eruzione? «Questo noi non possiamo affermarlo. Certo, si tratta di testimonianze del fatto che la struttura si sta muovendo – fattore che potrebbe favorire la risalita del magma – ed è noto che questo sistema prima o poi avrà un suo risveglio. Quando però succederà, noi non possiamo dirlo».
