La difficile lotta per salvare i kakapo della Nuova Zelanda dall’estinzione

Radio New Zealand ha dato la notizia che dopo la recente morte di una femmina di kakapo (Strigops habroptila) chiamata “Sandra” il “Kakapo recovery programme” sarà costretto a rivedere il sistema di imbragatura dei trasmettitori applicati a questi grossi pappagalli terricoli incapaci di volare.

Sandra, uno dei più vecchi kakapo conosciuti, è stata trovata morta su Anchor Island nel Dusky Sound:era rimasta impigliata con l’imbracatura della trasmittente ad un albero. La popolazione di kakapo selvatici è ridotta a soli 127 esemplari, il che li rende che li rende uno degli uccelli più rari della Nuova Zelanda e del mondo.

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Deidre Vercoe-Scott, direttrice del Kakapo recovery program, ha detto a Radio New Zealand che «Le imbracature vengono utilizzate senza problemi da 31 anni per rintracciare i kakapo. I rangers sapranno come rivedere il modo in cui vengono utilizzate le cinghie per vedere se possono essere rese più sicure.

Tutti i kakapo sono dotati di trasmettitori per aiutare ranger del Kakapo recovery programme a capire dove si trova ogni singolo animale e se sia ferito. «E’ straziante per il team perdere uno degli uccelli in questo modo – spiega la Vercoe-Scott – Senza trasmettitori, la nostra missione di sostenere e far crescere la popolazione kakapo sarebbe praticamente impossibile. I cinghiaggi sono progettati e realizzati in modo gli uccelli riescono a liberarsi se rimangono impigliati e i ranger non sono sicuri del perché Sandra non sia riuscita a fuggire».

Tutti i kakapo sopravvissuti vivono in semi-cattività su Anchor Island e Codfish Island, due isole due isole paradisiache predator-free al largo delle coste della Nuova Zelanda. Questi uccelli sono i pappagalli più pesanti mondo e gli unici non in grado di volare, anche perche non avevano predatori fino a che, 1.000 anni fa, i maori non sono arrivati in Nuova Zelanda portandosi dietro cani e ratti. L’arrivo dei coloni europei a metà del XIX secolo, con l’importazione di altri predatori e competitori “alieni”, ha accelerato il declino dei kakapo, e negli anni ’70 si pensava che la specie fosse ormai quasi estinta in natura. Gli unici volatili in cattività erano tutti maschi. La scoperta di una piccola popolazione a Stewart Island nel 1977 ha reso possibile l’avvio di un programma di recupero, con il trasferimento di tutti i kakapo i isole predator-free.

Un programma che a volte impiega l’inseminazione artificiale e che ha avuto un grande successo: nel 2009 ha portato la popolazioni di questi rarissimi pappagalli a più di 100 individui e nelle due isole continuano a nascere nuovi pulcini.

Altri 3 kakapo sono morti dal settembre 2011, ma non per incidenti simili a questo. Infatti, la morte di Sandra arriva dopo quella di un machi adulto, chiamato Waynebo, la cui carcassa è stata ritrovata il 2 gennaio, ma che si pensa sia morto di vecchiaia, visto ce i ranger stimano che avesse più di 100 anni. Due femmine chiamate Monoa e Purity erano state trovate morte nel settembre 2011, una su Codfish Island e l’altra su Anchor Island, le autopsie non a hanno evidenziato nessuna causa violenta o malattia per la loro morte.

Il Kakapo recovery programme può essere seguito praticamente in diretta sulla sua pagina Facebook, dove è possibile seguire le peripezie di quello che è la vera e propria stella del programma: il kakapo “Sirocco”, diventato famoso dopo l’attacco a Stephen Fry e Mark Carwardine, conduttori della serie “Last Chance to See” della Bbc, una buffa esibizione che potete vedere nel video che alleghiamo e che spiega molto bene il perché questi impavidi pappagalli, che attaccano possibili predatori molto più grossi di loro, siano stati sterminati dai cani e dai ratti dei maori e dai gatti e dalle volpi dei coloni britannici.

Fonte:http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=%2014431

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