Prime foto rinopiteco del Myanmar

Nel 2010 i ricercatori Fauna & Flora International (Ffi) hanno descritto una nuova specie di primati, Il rinopiteco di Stryker (Rhinopithecus strykeri ), della sottofamiglia dei colobini, che vive nel Myanmar settentrionale dove viene chiamata “mey nwoah” (scimmia con il naso all’insù) e si dice che la pioggia la faccia starnutire cadendo al’interno del naso, perciò gli abitanti dell’area sostengono che questo rinopiteco quando piove resta seduto con la testa rivolta verso il basso e la faccia stretta tra le ginocchia.

L’unico esemplare fino ad ora conosciuto dalla scienza era un rinopiteco di Stryker ucciso da un cacciatore e che era stato fortunosamente intercettato dai ricercatori di Ffi mentre svolgevano una grande indagine sulla biodiversità del Mekong.

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Ma a Yangon, in Birmania, Fauna & Flora International (Ffi), Biodiversity And Nature Conservation Association (Banca) e People Resources and Conservation Foundation (Prcf) hanno annunciato di aver scattato, utilizzando trappole fotografiche a distanza, le prime foto in assoluto dello sfuggente scimmia, che è probabilmente molto rara e a rischio estinzione. Le immagini vengono dalle foreste di alta montagna dello stato birmano de Kachin, ai confini con la Cina.

 

Ngwe Lwin, il ricercatore del Myanmar che per primo ha individuato questa nuova specie di primati, spiega che «Queste immagini sono il primo dato dell’animale nel suo habitat naturale. E’ bello avere finalmente delle foto, perché ci mostrano qualcosa su come e dove vive attualmente».

Gli scienziati, sulla base delle foto, sperano di individuare l’habitat frequentato da queste scimmie per poterle studiare in natura e capire come salvarle dalla probabile estinzione. Probabilmente le ricerche nelle ancora fitte e poco esplorate foreste del Myanmar settentrionale porteranno ad altre sorprendenti scoperte.

L’ambiente dove vive il rinopiteco di Stryker è difficilmente accessibile a causa delle piogge torrenziali primaverili e delle nevicate invernali e per la presenza della guerriglia Kachin, ma le trappole fotografiche piazzate con difficoltà tra le nevicate di gennaio e i nubifragi di aprile del 2011, sono riuscite nonostante tutto ad immortalare prima un esemplare e poi un gruppo di Rhinopithecus strykeri.

«Abbiamo avuto che fare con condizioni particolarmente difficili in una zona remota e scoscesa che ospitava forse meno di 200 scimmie – spiega il fotografo Jeremy Holden, che capeggiato il Team di Ffi in Myanmar – Non sapevamo esattamente dove vivevano e abbiamo dovuto fare affidamento sulle informazioni raccolte dai cacciatori, non avevamo grandi speranze».

Invece, a maggio gli scienziati hanno avuto la prova fotografica dell’esistenza di “snub-nosed monkey” in Myanmar e poi della presenza di gruppi familiari di queste scimmie che è passato davanti alle macchine fotografiche. «Siamo stati molto sorpresi di aver ottenuto queste foto – ha detto il biologo di Fi Saw Soe Aung – E’stato emozionante vedere che alcune delle femmine portavano i cuccioli, una nuova generazione dei nostri primati più rari».

I rinopitechi di Stryker sono in pericolo a causa della caccia e delle trappole, che paradossalmente hanno permesso di “scoprirli”. Fino a poco tempo fa la caccia di sussistenza delle popolazioni locali non metteva probabilmente a rischio queste rare scimmie, ma nel 2010 Frank Momberg, coordinatore regionale del programma di sviluppo di Ffi per l’Asia-Pacifico, lanciò l’allarme: la caccia anche in questa remota area del Myanmar non era più solo locale e di sussistenza: le strade forestali aperte dai cinesi hanno facilitato l’accesso di altri cacciatori e bracconieri che compiono una vera e propria strage di animali selvatici, comprese le scimmie.
Dopo la scoperta del primo esemplare ucciso di “mey nwoah” che ha permesso di determinare l’esistenza della nuova specie, Momberg aveva avvertito che le strade per accedere alla concessioni forestali cinesi stavano entrando proprio in quello che è con tutta probabilità il territorio dei rinopitechi di Stryker.

Queste scimmie rischiano forte, visto che nel 2011 il Myanmar è stato uno dei Paesi con il più alto tasso di deforestazione del mondo. In gran parte dovuto alla crescente domanda di materie prime che viene dalla confinante ed alleata Cina. Tra il 1990 e il 2010, il Myanmar ha perso 19% della sua copertura forestale, circa 7.445.000 ettari, una superficie più grande dell’Irlanda.

Gli ambientalisti cercano di sfruttare le scoperte di “nuove specie” e a febbraio Fauna & Flora International dovrebbe incontrarsi con il ministero dell’ambiente e delle foreste del Myanmar per sviluppare insieme un piano di azione per la salvaguardia dei “mey nwoah”. Unione europea, Halycon Fund, Arcus Foundation, e d Australia Zoo, che hanno già sostenuto le ricerche di Ffi e Banca dovrebbero sostenere anche il progetto per proteggere l’habitat delle snub-nosed monkey in Myanmar.

L’area dello Stato del Kachin dove sono state piazzate le trappole fotografiche sembra un vero e proprio hotspot della biodiversità asiatica, sono stati fotografati anche altri animali molto rari come il panda rosso, il takin, il gatto marmorizzato gatto, l’orso malese e rare specie di fagiani.
Le prime foto di questi primati, di questi nostri “cugini”, secondo Holden ci parlano soprattutto della loro rarità: «Le immagini sono di scarsa qualità rispetto a quelle che siamo oggi abituati a vedere dai fotografi di animali, ma questo esemplifica in qualche modo il fatto che queste scimmie sono rare, misteriose e sull’orlo dell’estinzione»

Fonte:http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=14063

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