Come cambierà l’umanità in futuro?

Oggi abbiamo l’opportunità di vedere delle immagini del nostro passato visitando popolazioni primitive che ci possono far capire molte cose sulle abitudini dei nostri antenati :visitando siti preistorici dove spesso sono presenti dei graffiti grazie ai quali scopriamo alcuni dettagli importanti sui nostri avi, invece, è impossibile fare l’opposto,in pratica cercare di capire come sarà il nostro futuro. In effetti, rispetto al passato ci sono delle differenze: non dipendiamo più dai capricci del clima, o dalle mutazioni casuali del nostro dna. Insomma si stanno aprendo degli scenari completamente diversi, in un certo senso siamo in bilico tra un passato che è intorno a noi e dentro di noi e un futuro che non riusciamo ad immaginare.

La tendenza sembra essere un rimescolamento d’etnie che un tempo erano separate e potrebbero incontrarsi sempre più, anche la diversità tra le lingue e dialetti gradualmente potrebbero sparire, ma non è detto, potrebbe verificarsi un inversione di tendenza, cosi come oggi si cerca di tutelare la biodiversità vegetale e animale cosi in futuro si potrebbe tutelare la biodiversità umana, sia genetica sia culturale. Quello che sembra irreversibile e l’alterazione della selezione naturale, infatti, per milioni d’anni la selezione umana si è basata su questo meccanismo, oggi non più.

Chi non era adatto all’ambiente era eliminato, oggi chiunque riesce a vivere e a riprodursi, anche la selezione sull’intelligenza che ha permesso di passare dagli ominidi all’uomo sapiens non agisce più, le tecniche mediche permettono di far vivere più a lungo anche i più deboli con farmaci, protesi e trapianti. La tecnologia inoltre offre anche una sorta di “muscolatura” esterna, in pratica un ottantenne in auto può essere più veloce di una gazzella o viaggiando in aereo può volare più in alto di un’aquila. Questo passaggio dalla selezione naturale a quella tecnologica e culturale sta modificando altre antiche spinte all’evoluzione come la fertilità, infatti oggi la tendenza è quella di avere meno figli o addirittura nessuno. Nelle società avanzate la prole ha perso il ruolo di sostegno familiare che aveva in passato, quindi ci sono sempre meno giovani e sempre più vecchi e sempre persone malate o anche handicappate bisognose d’assistenza.

Oggi viene a mancare il meccanismo della selezione genetica, ma l’uomo si sta impadronendo sempre di più del meccanismo dei geni e sta entrando nella stanza dei bottoni del dna,non soltanto per rigenerare tessuti,organi e potenziare il sistema immunitario ma persino per modificare alcune caratteristiche di un individuo.

Sappiamo che il dibattito su questi temi è già iniziato. Il fatto è che  quando noi parliamo di futuro ragioniamo in termini di anni, decenni o al  massimo pensiamo al prossimo secolo. La storia dell’uomo si è dipanata in tempi molto lunghi, l’uomo sapiens esiste da quasi 100.000 anni, ma come sarà l’uomo tra 1.000 anni, 5.000 anni,100.000 anni,qui la nostra mente si perde e ci si rende conto che tutti i cambiamenti rivoluzionari che stiamo vivendo oggi sono nulla se paragonati a ciò che avverrà in futuro. Il nostro tempo di vita è un millesimo di secondo in confronto ai tempi evolutivi dell’umanità e c’è da chiedersi se il modello umano rimarrà sempre lo stesso, David di Michelangelo rimarrà l’ideale di bellezza?  L’uomo diventerà molto diverso,cosi come sono cambiati gli ominidi durante l’evoluzione? Avrà come noi abbiamo oggi il 98% dei geni in comune con lo scimpaze? Non ci avventuriamo in questi orizzonti lontani, ma la lunga evoluzione avvenuta nel passato c’induce a pensare che l’evoluzione futura avverrà in tempi molto lunghi e avrà scenari imprevedibili, con un crescente trasferimento dell’intelligenza verso le macchine come sta avvenendo con i computer e robot.

Questo abisso di tempo non appartiene alla nostra attuale capacità di comprensione, accontentiamoci di un futuro più vicino pieno di prospettive ma anche di problemi non solo ambientali ma anche umani come quello dell’invecchiamento ad esempio.

La prima parte della storia dell’uomo, lenta dominata dalla natura è finita, n’è cominciata un  altra dominata da cambiamenti sempre più rapidi che richiede uno sforzo di adattamenti culturali senza precedenti.

Scritto da Pianeta blu

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