Scoperte mummie con lingue d’oro in Egitto: trovato anche un papiro dell’Iliade

Mummie con lingue d’oro scoperte in una tomba romana in Egitto

Una scoperta archeologica recente sta attirando l’attenzione degli studiosi di tutto il mondo: in Egitto sono state rinvenute mummie con lingue d’oro Egitto, all’interno di una tomba di epoca romana. Il ritrovamento è avvenuto nel governatorato di Minya, nel sito storico di Al-Bahnasa, e offre uno sguardo inedito sulle pratiche funerarie del periodo greco-romano. Gli archeologi hanno riportato alla luce corpi decorati con foglia d’oro, sarcofagi lignei e un reperto letterario rarissimo: un papiro con un passo dell’Iliade di Omero. La combinazione di archeologia, religione e letteratura rende questa scoperta particolarmente significativa per comprendere la complessa identità culturale dell’Egitto antico.

La scoperta delle mummie con lingue d’oro in Egitto

L’annuncio ufficiale della scoperta  è arrivato il 18 aprile 2026 dal Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano. Gli scavi sono stati condotti da una missione egiziano-spagnola guidata dall’Università di Barcellona e dall’Istituto per il Vicino Oriente Antico, sotto la direzione di Maite Mascort Roca e Esther Pons Mellado. All’interno della tomba sono emerse mummie romane avvolte in tessuti di lino finemente decorati e collocate accanto a sarcofagi di legno.

Tra i reperti più sorprendenti figurano tre lingue d’oro e una in rame inserite nella bocca dei defunti, oltre a tracce di foglia d’oro applicata direttamente sui corpi. Secondo il ministro Sherif Fathy, la scoperta si inserisce in una lunga serie di ritrovamenti che testimoniano la straordinaria ricchezza storica della regione. Anche Hisham El-Leithy ha evidenziato il valore degli scavi per lo studio dei rituali funerari dell’epoca greco-romana.

La tomba scavata e i sarcofagi ritrovati ad Al-Bahnasa

La tomba e i sarcofagi rinvenuti ad Al-Bahnasa. ( Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano )

Gli archeologi hanno inoltre individuato una trincea con tre camere in pietra calcarea. Nella prima è stato rinvenuto un grande vaso con resti cremati di un adulto, ossa di un neonato e la testa di un felino avvolta in tessuto; nella seconda, i resti cremati di due individui insieme ad altre ossa di felino. A sud del sito sono state scoperte statuette in terracotta e bronzo raffiguranti Arpocrate a cavallo e una piccola figura di Cupido. In una tomba vicina, la Tomba n. 65, sono emerse altre mummie romane con lingue d’oro e sarcofagi dipinti conservati in un ipogeo, molti dei quali danneggiati da antichi saccheggi.

Perché venivano inserite lingue d’oro nelle mummie

La presenza delle lingue d’oro rappresenta uno degli aspetti più affascinanti del ritrovamento. Questi oggetti rituali venivano collocati nella bocca del defunto per garantirgli la possibilità di parlare nell’aldilà. Si tratta di una pratica legata alle credenze spirituali del periodo greco-romano, quando tradizioni locali e influenze mediterranee convivevano nello stesso contesto culturale.

L’oro, simbolo di eternità e incorruttibilità, assicurava al defunto la capacità di comunicare con le divinità e affrontare il giudizio nell’oltretomba. La presenza di una lingua in rame suggerisce che il rituale potesse adattarsi alle risorse disponibili o allo status sociale del defunto. Nel complesso, queste usanze mostrano un Egitto profondamente connesso al mondo mediterraneo, dove religione e cultura si intrecciavano in modo sempre più evidente.

Reperti vetrari e una statua rinvenuti nel sito.

Corredi funerari sono stati scoperti in un’altra tomba tolemaica vicino al sito. ( Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano )

Il papiro dell’Iliade e il tesoro di Oxyrhynchus

Un elemento inatteso ha reso la scoperta ancora più straordinaria: all’interno di una mummia è stato rinvenuto un papiro con un passo del Libro II dell’Iliade, il celebre “Catalogo delle navi”. Il direttore degli scavi Hassan Ibrahim Amer ha spiegato che la presenza di questo testo in un contesto funerario dimostra quanto fosse radicata l’influenza greca nella regione durante il periodo romano.

Il sito di Al-Bahnasa era noto nell’antichità come Oxyrhynchus, una delle città più importanti dell’Egitto greco-romano. Da decenni è celebre per l’enorme quantità di papiri che hanno restituito informazioni preziose sulla vita quotidiana, sull’amministrazione e sulla letteratura antica. La missione dell’Università di Barcellona lavora qui dal 1992 e la campagna tra novembre 2025 e febbraio 2026 segna la prima volta in cui sono stati rinvenuti resti umani nell’area.

Una fusione tra cultura egizia, greca e romana

Il ritrovamento del papiro all’interno di una mummia dimostra con forza la fusione culturale che caratterizzava l’Egitto di quell’epoca. Non era più soltanto la terra dei faraoni, ma un crocevia di tradizioni religiose, artistiche e letterarie.

Le statuette di Arpocrate e Cupido testimoniano la convivenza di simboli egizi con figure della mitologia greca e romana. Anche i rituali funerari rivelano una sorprendente complessità, con la coesistenza di cremazione e inumazione nello stesso contesto. Ogni nuova campagna di scavi contribuisce così a ricostruire un mosaico culturale sempre più ricco, confermando il ruolo centrale di Oxyrhynchus nello studio del mondo antico.

Conclusione

Il ritrovamento offre una testimonianza concreta della complessità culturale del Mediterraneo antico. Tra rituali funerari raffinati, influenze greche e un prezioso frammento dell’Iliade, il sito di Al-Bahnasa continua a sorprendere e ad ampliare la nostra conoscenza del passato. Questa scoperta dimostra quanto l’archeologia possa ancora rivelare dettagli inattesi sulla storia e sulle connessioni tra civiltà lontane.

Redazione

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