Trattamento Alzheimer: la rivoluzione delle nanoparticelle contro le placche beta-amiloide
Questa illustrazione confronta il cervello di un topo con Alzheimer prima e dopo il trattamento sperimentale. A sinistra, le placche tossiche di beta-amiloide ostruiscono i vasi cerebrali (in rosso); a destra, dopo l’applicazione delle nanoparticelle, la barriera emato-encefalica ripara il sistema di drenaggio naturale, riducendo le placche del 45% in sole tre ore. La ricerca, condotta dall’Istituto di Bioingegneria della Catalogna (IBEC) e dal West China Hospital, dimostra come ripristinare la funzionalità della proteina LRP1 possa non solo eliminare le tossine, ma anche recuperare la memoria spaziale. Un passo verso una terapia che non gestisce i sintomi, ma guarisce il cervello.

