Conigli con corna in Colorado: la verità dietro il fenomeno (non è un mostro!)

Conigli con corna in Colorado: coniglio silvilago con escrescenze cheratiniche causate dal papillomavirus di Shope, avvistato a Fort Collins. Fenomeno naturale non pericoloso per umani.

Se ti sei imbattuto in quelle foto strane di conigli con corna in Colorado mentre scorrevi Instagram, non sei l’unico. A Fort Collins, Mary, un’insegnante in pensione, ha postato una foto del coniglio nel suo giardino con escrescenze sul muso che sembrano uscite da un film horror. A Denver, un gruppo di ragazzi le ha ribattezzate “corna da TikTok”. Ma fermati un attimo: non stiamo parlando di mostri, solo di una cosa che i biologi conoscono da decenni. L’Associated Press lo conferma: quelle protuberanze nascono dal papillomavirus di Shope, lo stesso virus che negli anni ’30 fece impazzire i ricercatori. Oggi il Colorado Parks and Wildlife (CPW) assicura che non è pericoloso per umani o animali domestici. Scopriamo perché succede, come mai è diventato virale e cosa fare se ne incontri uno.

Il Papillomavirus di Shope: perché i conigli sviluppano escrescenze simili a corna?

Quando spunta una foto di conigli con corna in Colorado su Facebook, la reazione è sempre la stessa: “Ma che diavolo è?!” e “Povero coniglio…”. Eppure, la spiegazione è semplice. Quelle escrescenze cheratiniche – la stessa sostanza delle unghie – nascono dal papillomavirus di Shope, trasmesso da pulci e zecche soprattutto d’estate.

Kara Van Hoose, la voce del CPW che ogni estate risponde alle domande dei giornalisti, lo spiega con un sorriso: “Questo virus non è spuntato ieri. Quando il termometro schizza oltre i 35°C, però, quei conigli con lesioni cutanee diventano più visibili”. Le escrescenze diventano un problema solo se coprono occhi o bocca, rendendo difficile per l’animale mangiare o vedere. Per fortuna, il sistema immunitario dei conigli di solito vince la battaglia, e le escrescenze scompaiono da sole in pochi mesi. E qui sta la notizia importante: nonostante l’aspetto da incubo, non puoi prendere il virus da un coniglio, né tu né il tuo cane. Lo confermano sia gli esperti che le dichiarazioni del CPW, che hanno smontato ogni fake news su rischi per l’uomo.

La storia di questo virus è quasi una leggenda metropolitana: nel 1933, il dottor Richard E. Shope capì per primo che un virus poteva causare tumori nei mammiferi, aprendo la strada alla ricerca sull’HPV umano. Ma non è tutto. Esaminando vecchi esemplari di museo, gli scienziati hanno trovato conigli con escrescenze identiche già nel 1915. Questo dettaglio non è casuale: molti credono che il mito del jackalope – quel coniglio con le corna celebrato in ogni souvenir del Wyoming – nasca proprio da avvistamenti di animali infetti. Oggi sappiamo che non c’è nulla di soprannaturale, ma la curiosità resta, soprattutto quando vedi un coniglio con quelle escrescenze che sembrano fatte apposta per un film di Tim Burton.

La Storia del Virus: da scoperta scientifica a leggenda del Jackalope

Qui la storia diventa quasi una barzelletta da pub: negli anni ’30, mentre Shope studiava il virus, i coloni del Midwest raccontavano già di “conigli cornuti” visti nei boschi. La coincidenza non è casuale.

Addirittura, esemplari conservati in musei dimostrano che il virus esiste da oltre un secolo. Nel 1915, scienziati esaminarono conigli con escrescenze cheratiniche identiche a quelle odierne, confermando che non è un fenomeno recente. Questa storia non solo spiega l’origine del mito, ma mostra quanto il papillomavirus di Shope sia parte integrante dell’ecosistema locale. Oggi, grazie alla ricerca di Shope, sappiamo che il meccanismo del virus ha persino contribuito a comprendere l’HPV umano, portando allo sviluppo di vaccini contro il cancro cervicale. Una conferma che, a volte, i “mostri” nascondono scoperte scientifiche rivoluzionarie.

Cosa fare se avvisti un coniglio con escrescenze in Colorado

Quando i giornalisti della NBC hanno chiesto al CPW cosa fare, la risposta è stata secca: “State indietro, non date loro da mangiare, e soprattutto non toccateli”. Se durante una passeggiata a Fort Collins vedi un coniglio con quelle escrescenze insolite, la prima regola è non avvicinarti. Anche se sembrano innocue, toccare l’animale potrebbe stressarlo o diffondere il virus ad altri conigli tramite ferite. I funzionari lo paragonano a un neo innocuo: non si espande nel corpo, ma se cresce sopra un occhio, diventa un problema serio.

Per aiutare le autorità, il CPW invita a segnalare gli avvistamenti tramite il sito cpw.state.co.us o chiamando il 1-800-CPW-INFO. Nella descrizione, specifica luogo, numero di animali e allega foto (da lontano, però). Ricorda: non esiste una cura specifica, ma il 90% dei conigli guarisce naturalmente entro un anno. L’intervento umano serve solo in casi estremi, come quando le escrescenze impediscono di vedere o mangiare. In quei casi, i veterinari specializzati possono intervenire con piccoli interventi chirurgici.

Un errore comune è confondere il papillomavirus di Shope con la mixomatosi, una malattia diversa e letale per i conigli domestici. A differenza della mixomatosi, qui non ci sono sintomi come febbre o letargia: l’unico segno sono le escrescenze localizzate. Questo dettaglio è cruciale per evitare allarmismi e indirizzare correttamente le segnalazioni alle autorità.

Perché il Papillomavirus di Shope non è una minaccia per umani e animali domestici

La domanda che tutti si fanno mentre scorrono TikTok è: “Ma se tocco quel coniglio con quelle escrescenze mi prendo qualcosa?”. La risposta? Zero rischi, proprio zero. Il papillomavirus di Shope è specie-specifica: colpisce solo conigli e lepri, senza alcun rischio per umani, cani o gatti. Questo è confermato da decenni di studi, inclusi quelli che hanno collegato il virus alla ricerca sull’HPV umano. Proprio come l’HPV non passa dagli umani agli animali, il meccanismo opposto è impossibile.

Le escrescenze, composte da cheratina, sono strutturalmente simili alle unghie: non hanno sangue né vasi linfatici, riducendo il rischio di contagio. Anche se un coniglio infetto graffiasse accidentalmente una persona, il virus non sopravvivrebbe nel nostro corpo. Il CPW ribadisce che l’unica precauzione è evitare il contatto diretto per non stressare l’animale, già vulnerabile. Questo approccio, unito alla segnalazione tempestiva, aiuta a preservare sia la fauna selvatica sia la tranquillità dei cittadini.

Conclusione

Quei conigli con corna in Colorado non sono mostri, ma vittime di un virus vecchio come il cucco. Grazie al CPW e alla ricerca scientifica, oggi sappiamo che non rappresentano un pericolo e che spesso guariscono naturalmente. La prossima volta che vedrai foto virali di “conigli zombie”, ricorda: dietro ogni escrescenza c’è una storia di scienza, folklore e un po’ di ironia della natura. Se li avvisti, mantieni le distanze, segnala l’episodio e condividi questa info per smontare le bufale. Perché, come dice un vecchio detto del Colorado: “Meglio un coniglio con le escrescenze che un panico ingiustificato”.

Redazione

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