Verifica età siti porno: in Italia arriva il blocco automatico per i minori

Sistema di verifica età sui siti porno in Italia introdotto da AgCom per bloccare l’accesso ai minori

Accedere liberamente ai contenuti per adulti online in Italia sta per diventare molto più complicato. Con l’approvazione ufficiale di AgCom, entrerà in vigore un sistema che obbligherà le piattaforme a verificare con precisione l’età degli utenti. L’obiettivo è chiaro: impedire ai minori di visitare siti pornografici, superando l’ormai obsoleta autocertificazione. Il nuovo meccanismo, atteso nei prossimi mesi, si ispira ai modelli già adottati in Paesi come gli Stati Uniti. Negli USA, infatti, questa misura ha avuto effetti immediati sul traffico di portali molto noti, tra cui Pornhub. Anche in Italia si seguirà una linea simile: il controllo dell’identità sarà affidato a soggetti terzi indipendenti, incaricati di gestire la verifica senza compromettere i dati personali. Ma come funzionerà esattamente questo sistema? E cosa dovranno fare gli utenti per continuare ad accedere ai propri contenuti preferiti?

Come funzionerà il sistema di verifica per accedere ai contenuti per adulti

Scordatevi il classico messaggio con la casella “Ho più di 18 anni”. L’era dell’autocertificazione è finita. Con la nuova normativa approvata da AgCom, per accedere ai contenuti vietati ai minori sarà necessaria una verifica digitale a due passaggi: identificazione e autenticazione. Il processo sarà gestito da enti terzi indipendenti, scelti per garantire imparzialità e tutela della privacy. La particolarità di questo sistema — simile a SPID — è che la piattaforma che ospita i contenuti non riceverà mai direttamente le informazioni dell’utente. In altre parole, viene preservata la riservatezza grazie alla separazione tra chi controlla l’identità e chi fornisce il servizio.

Alla base del modello c’è il principio del “doppio anonimato”: chi certifica l’età non conosce la destinazione dell’accesso, mentre il sito non ha accesso ai dati dell’utente. Un concetto che, sulla carta, rappresenta un importante passo avanti per la privacy online. Tuttavia, non mancano le incertezze. Non sono ancora noti i dettagli tecnici né quale sarà la piattaforma preposta alla gestione dell’intero processo. Una cosa è certa: tutte le piattaforme che offrono contenuti per maggiorenni saranno obbligate ad adeguarsi, senza eccezioni.

Sicurezza e tutela della privacy digitale: le promesse di AgCom

Fin dall’inizio, AgCom ha cercato di rassicurare gli utenti, chiarendo che il nuovo sistema non comprometterà la privacy. Il progetto sarà sviluppato per impedire collegamenti diretti tra l’identità dell’utente e i siti che visita. In pratica, l’ente che rilascia la prova dell’età non saprà quale piattaforma l’utente vuole raggiungere, e il sito non riceverà alcuna informazione personale. Un meccanismo pensato per proteggere la libertà di navigazione di chi ha il diritto di accedere a questi contenuti.

Nonostante queste rassicurazioni, permangono dubbi. Diversi esperti hanno sollevato preoccupazioni sulla sicurezza informatica del sistema e su eventuali vulnerabilità. Inoltre, non è ancora chiaro se sarà necessario scaricare un’app dedicata o se il controllo sarà integrato nei dispositivi o nei browser. La sfida sarà rendere tutto questo semplice e sicuro: se il meccanismo dovesse rivelarsi troppo complesso o macchinoso, anche molti utenti adulti potrebbero essere scoraggiati.

Il caso USA: cosa è accaduto dove la verifica è già attiva

Per capire meglio le conseguenze di questo tipo di riforma, può essere utile guardare agli Stati Uniti. In Louisiana, nel 2023, è stata introdotta una legge che impone ai siti per adulti la verifica digitale dell’età degli utenti. Il risultato è stato immediato: il traffico verso portali come Pornhub è crollato, tanto che la piattaforma ha deciso di bloccare l’accesso in 17 Stati americani, compresi Texas e Florida.

A raccontarlo è stato Solomon Friedman, CEO di Pornhub, in un’intervista a Fanpage.it. Secondo Friedman, sebbene la misura sia condivisibile per quanto riguarda la tutela dei minori, rischia di penalizzare gli utenti adulti. Il vero problema, secondo lui, non è la verifica in sé, ma la modalità con cui viene applicata: se il processo è troppo invasivo o poco pratico, molti rinunceranno. Una situazione che potrebbe avere ripercussioni economiche sull’intero settore e aprire discussioni sul diritto alla libertà digitale.

Le piattaforme internazionali si adegueranno?

Non è scontato che tutte le piattaforme internazionali siano pronte ad adattarsi alle regole italiane. Alcune potrebbero decidere di ritirarsi dal mercato, come già accaduto negli Stati Uniti. Per gli utenti, ciò potrebbe tradursi in un’offerta più limitata, ma forse più regolamentata e trasparente. In ogni caso, il settore dell’intrattenimento per adulti si prepara a un cambio di rotta importante, anche in Italia.

Quando entrerà in vigore e come cambierà l’accesso ai contenuti per adulti

Secondo quanto comunicato da AgCom, il sistema di verifica sarà operativo entro sei mesi dalla pubblicazione della delibera. Tradotto: entro la fine dell’anno o nei primi mesi del prossimo, chi vorrà accedere a contenuti per adulti dovrà superare una verifica digitale. Basta click rapidi: ogni accesso comporterà un passaggio obbligatorio, forse da ripetere ogni volta.

Ancora non è chiaro chi gestirà il sistema. Sarà creata un’app nazionale? Oppure ogni piattaforma adotterà un sistema autonomo, purché conforme? Le ipotesi sono molte, ma sembra farsi strada l’idea di una soluzione centralizzata, affidata a un ente certificato. Questo significherà nuove abitudini per milioni di utenti: alcuni si adegueranno, altri potrebbero allontanarsi del tutto da questo tipo di contenuti. Il timore è che la burocrazia digitale possa scoraggiare anche chi ha pieno diritto di accesso.

Quali impatti per gli utenti italiani?

Le conseguenze potrebbero essere significative. Da un lato, la misura intende proteggere i minori da contenuti inappropriati. Dall’altro, se applicata male, rischia di limitare la libertà degli utenti adulti e aumentare la diffidenza verso il tracciamento online. I dati legati alla navigazione sessuale sono tra i più delicati in assoluto: anche un piccolo sospetto di archiviazione potrebbe bastare a far cambiare comportamento.

Il dibattito è acceso. C’è chi vede nella nuova normativa una svolta per la sicurezza digitale, e chi teme un futuro in cui anonimato e libertà saranno sempre più compromessi. Di certo, l’Italia si avvia verso un cambiamento profondo, dove accesso, identità e privacy dovranno trovare un equilibrio ancora tutto da definire.

Redazione

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