L’intelligenza artificiale potrebbe atrofizzare il nostro cervello

Analogamente a come la tecnologia GPS negli smartphone ha compromesso la nostra capacità di navigazione e la memoria spaziale, cresce la preoccupazione che l’intelligenza artificiale possa presto ridurre la nostra capacità di prendere decisioni indipendenti. Questo potenziale sviluppo è stato considerato “catastrofico” da un esperto del settore.

Parlando a PsyPost, Umberto León Domínguez, un’autorità in neuropsicologia presso l’Università di Monterrey in Messico, ha condiviso recenti scoperte che suggeriscono che l’intelligenza artificiale, in particolare i chatbot basati sull’intelligenza artificiale, possono andare oltre la semplice imitazione dei nostri stili di conversazione; potrebbero influenzare in modo completo i nostri processi mentali.

Dominguez, che è anche un educatore, ha espresso preoccupazione per l’uso di piattaforme di intelligenza artificiale come ChatGPT da parte degli studenti. Motivato da queste preoccupazioni, ha rivelato a PsyPost la sua ricerca sulla possibilità che i chatbot con intelligenza artificiale interrompano le nostre capacità cognitive avanzate e sulla necessità di rafforzare queste capacità.

“L’impatto che ho iniziato a indagare”, ha detto, “va oltre gli studenti e si estende all’umanità nel suo insieme, concentrandosi sugli effetti potenzialmente disastrosi che queste tecnologie possono avere su un ampio segmento della popolazione impedendo lo sviluppo delle funzioni cognitive”.

Nel suo articolo, recentemente presentato sulla rivista Neuropsychology dell’American Psychology Association, Dominguez suggerisce che l’intelligenza artificiale potrebbe funzionare come una “protesi cognitiva”. Inizialmente proposti nel 2019 da Falk Lieder, un esperto di intelligenza artificiale presso l’Istituto Max Planck per i sistemi intelligenti, questi aiuti cognitivi artificiali, progettati per gestire compiti mentali e aiutare il processo decisionale, erano originariamente considerati benefici. Tuttavia, Dominguez ritiene che le cose siano ben lontane da questo.

Pensaci

Nella sua pubblicazione, l’accademico messicano si oppone all’idea che l’intelligenza artificiale possa essere un’aggiunta benefica all’intelletto umano. Solleva preoccupazioni sulla “deriva cognitiva”, la pratica di sostituire l’intelligenza artificiale per attività mentali come la risoluzione dei problemi, che tradizionalmente vengono svolte attraverso il pensiero attivo. Analogamente al modo in cui l’inattività fisica può indebolire i muscoli, fare eccessivo affidamento sull’intelligenza artificiale per pensare può portare al declino mentale.

Dominguez riconosce che la deviazione cognitiva può essere vantaggiosa, poiché consente di riallocare le risorse mentali verso pensieri più complessi. Tuttavia, è allarmato dalla possibilità che strumenti come ChatGPT si evolvano per gestire compiti come la pianificazione e il processo decisionale per i singoli individui, un concetto che trova inquietante.

Spiega: “Allo stesso modo in cui l’abilità nel basket richiede il gioco, lo sviluppo di abilità intellettuali sofisticate richiede un coinvolgimento attivo e non può dipendere completamente dal supporto tecnologico”.

Sebbene l’idea di utilizzare ChatGPT per prendere decisioni possa sembrare assurda a chi ha familiarità con i suoi progressi, ci sono già prove di persone che lo hanno testato in questo modo. Considerando l’impatto degli smartphone sulle nostre capacità cognitive, è plausibile che l’intelligenza artificiale possa avere implicazioni altrettanto significative.

Inoltre, l’integrazione dell’intelligenza artificiale nella vita di tutti i giorni ha il potenziale per alterare radicalmente il modo in cui interagiamo con il mondo che ci circonda. Man mano che ci abituiamo a fare affidamento su assistenti virtuali e algoritmi per la guida nelle attività quotidiane, c’è il rischio che diventeremo meno autonomi nel nostro pensiero e nella nostra azione. Questa dipendenza può limitare la nostra capacità di risolvere problemi in modo creativo e indipendente, competenze essenziali nel mondo moderno.

La preoccupazione di Dominguez riflette un dilemma centrale dell’era digitale: come bilanciare i benefici della tecnologia avanzata con la preservazione delle capacità umane fondamentali. Il loro lavoro suggerisce che è fondamentale considerare gli effetti a lungo termine della costante interazione con l’intelligenza artificiale sulle nostre capacità cognitive. Mentre entriamo nell’era dell’informazione, dobbiamo essere consapevoli delle implicazioni di queste tecnologie sul nostro sviluppo intellettuale ed emotivo.

Il ruolo dell’istruzione, in questo contesto, è vitale. Insegnanti ed educatori, come Dominguez, hanno la responsabilità di guidare i giovani nell’uso responsabile e consapevole della tecnologia. Ciò implica insegnare non solo come utilizzare questi strumenti in modo efficace, ma anche come mantenere una mente critica e indipendente in un mondo sempre più automatizzato.

In definitiva, l’avvertimento di Dominguez sottolinea l’importanza di un approccio equilibrato alla tecnologia. È essenziale riconoscere i vantaggi dell’intelligenza artificiale e allo stesso tempo comprendere i potenziali rischi che comporta per le nostre capacità cognitive e decisionali. Mentre continuiamo a esplorare i limiti dell’intelligenza artificiale, dobbiamo anche investire nella preservazione e nello sviluppo delle nostre competenze e capacità umane. [ Futurismo ]

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