Come mai a Roma c’è una piramide egizia del 18 aC? -Video
A Roma non c’è solo il colosseo, ma si trova anche la Piramide Cestia , ovvero la tomba romana a forma di piramide in stile egizio costruita a Roma tra il 18 e il 12 a.C. Tuttora presene nei pressi di Porta San Paolo ed è inglobata nel perimetro del retrostante cimitero acattolico, realizzato tra il XVIII e il XIX secolo:
Secondo fonti storiche, la piramide fu costruita intorno al 18-12 aC come mausoleo di Gaio Cestio, magistrato e membro del Septemviri Epulonum, uno dei quattro maggiori ordini religiosi di Roma. Le piramidi sono realizzate in cemento a vista rivestito con lastre di marmo bianco e poggiano su basi di travertino. In totale, la base della piramide misura 100 piedi romani (29,6 m) quadrati e 125 piedi romani (37 metri) di altezza. Interno:
All’interno della piramide egizia romana:
All’interno si trova la camera sepolcrale, una semplice camera rettangolare con volta a botte lunga 5,95 metri, larga 4,10 metri e alta 4,80 metri. Quando fu aperta nel 1660, la sala era decorata con affreschi, ricordati da Pietro Santo Bartoli. Di questi affreschi sono sopravvissute solo poche tracce e nessun’altra traccia del loro contenuto. Quando fu costruito il mausoleo era chiuso e non c’era una porta esterna, ma durante l’antichità fu saccheggiata .
Collegamento video:
I visitatori non poterono accedere all’interno fino al completamento dei lavori di restauro nel 2015,[2] senza un permesso speciale solitamente concesso solo agli studiosi. Da maggio 2015 le piramidi sono aperte al pubblico il secondo e il quarto sabato di ogni mese. I visitatori devono organizzare una visita in anticipo. Iscrizioni di dedica sono scolpite sulle facce nord-ovest e sud-est,[3] in modo che possano essere viste da entrambi i lati. Si legge così:
G · CESTIVS · L · F · POB · EPVLO · PR · TR · PL [3]
VII · VIR · EPVLONVMGAIO CESTIO, FIGLIO DI LUCIO, DELLA POBILIA [TRIBÙ VOTANTE], MEMBRO DEL COLLEGIO DI EPULONES , PRETORE , TRIBUNO DELLA PLEBE , SEPTEMVIRO DEGLI EPULONI [2] [4]
Sotto l’iscrizione solo sulla faccia sud-est [3] c’è una seconda iscrizione che registra le circostanze della costruzione della tomba. Questo recita:
OPVS · APSOLVTVM · EX · TESTAMENTO · DIEBVS · CCCXXX
ARBITRATV
PONTI · P · F · CLA · MELAE · HEREDIS · ET · POTHI · L
L’OPERA FU COMPIUTA, A NORMA DEL TESTAMENTO, IN 330 GIORNI, PER DECISIONE DELL’EREDE [LUCIO] PONTO MELA, FIGLIO DI PUBLIO DELLA CLAUDIA , E POTO, LIBERTO [2]
Sulla parete est l’altra iscrizione è di origine moderna e fu scolpita nel 1663 per ordine di papa Alessandro VII. Leggi “INSTAVRATVM AN DOMINI MDCLXIII”, commemora il 1660-62.[2] All’epoca della sua costruzione, la Piramide di Sestia si trovava in aperta campagna (erano vietate le tombe all’interno delle mura cittadine). Roma crebbe rapidamente durante l’impero e nel III secolo d.C. le piramidi erano circondate da edifici. Originariamente si trovava all’interno di un basso recinto murato, fiancheggiato da statue, colonne e altre sepolture. Durante gli scavi nel 1660, accanto alla piramide furono trovati due piedistalli di marmo, con frammenti delle statue di bronzo che originariamente si trovavano sopra di essi. Il plinto reca l’iscrizione registrata dal Bartoli in un’incisione del 1697:
M · VALERIVS · MESSALLA · CORVINVS ·
P · RVTILIVS · LVPVS · L · IVNIVS · SILANVS ·
L · PONTIVS · MELA · D · MARIVS ·
NIGER · HEREDES · C · CESTI · ET ·
L · CESTIVS · QVAE · EX · PARTE · AD ·
EVM · FRATRIS · HEREDITAS ·
M · AGRIPPAE · MVNERE · PER ·
VENIT · EX · EA · PECVNIA · QVAM ·
PRO · SVIS · PARTIBVS · RECEPER ·
EX · VENDITIONE · ATTALICOR ·
QVAE · EIS · PER · EDICTVM ·
AEDILIS · IN · SEPVLCRVM ·
C · CESTI · EX · TESTAMENTO ·
EIVS · INFERRE · NON · LICVIT ·
Ciò suggerisce che gli eredi di Cestio fossero il famoso generale Marco Valerio Messala Corvino; Publio Rutilio Lupo, un oratore il cui omonimo padre era stato console nel 90 a.C.; e Lucio Giunio Silano, un membro del prominente clan Giunia. Gli eredi costruirono le statue ei piedistalli con i soldi della vendita di stoffe pregiate (attalic). Cestio ha specificato nel suo testamento che il lenzuolo fosse deposto nel sepolcro, ma questa pratica è stata vietata da un decreto di recente emanazione.
Quando sono state costruite le Mura Aureliane tra il 271 e il 275, le piramidi furono inglobate nelle mura a formare una fortezza triangolare. In quel periodo tante strutture della città erano riutilizzate per far parte di una nuova cinta muraria, per accelerare la costruzione della struttura e ridurre i costi. Una parte di un tratto delle mura cittadine non lontano da Porta San Paolo ancora è ben conservato .
L’origine delle piramidi è stata dimenticata nel Medioevo. I residenti di Roma arrivarono a credere che questa fosse la tomba di Remo (Meta Remi) e che la tomba corrispondente vicino al Vaticano fosse quella di Romolo, una credenza registrata da Petrarca. La sua vera provenienza fu chiarita dagli scavi di papa Alessandro VII nel 1660, che rimosse la vegetazione che ricopriva la piramide, scoprì l’iscrizioni sulla facciata della piramide, scavò un tunnel nella camera funeraria e scoprì la base delle due statue accanto alla piramide.

Il sepolcro in una tavola antica, tratta da Itinerario overo nova descrittione de’ viaggi principali d’Italia, nella quale si ha piena notitia di tutte le cose piu notabili, & degne d’esser vedute, 1648.Di Franz Schott – Disponibile nella biblioteca digitale BEIC e caricato in collaborazione con Fondazione BEIC., Pubblico dominio, commons.wikimedia.org
La piramide era una tappa obbligata per molti che intraprendevano un giro turistico nel XVIII e XIX secolo. Era molto apprezzata dagli architetti e durante questo periodo divenne il modello principale per la costruzione di piramidi in Occidente. Percy Bysshe Shelley la descrisse nella sua elegia del 1821 per John Keats, Adonaïs, come una “piramide appuntita con un cuneo sublime”. A sua volta, il romanziere e poeta inglese Thomas Hardy vide la piramide mentre visitava un vicino cimitero protestante nel 1887 e fu ispirato a scrivere una poesia, Rome: The Pyramid of Cestius Near the Tombs of Shelley and Keats, chiedendo: “Chi era allora Cestio, / e che cos’è per me?”
Nel 2001 sono stati restaurati l’ingresso e l’interno della piramide. Altri lavori sono stati annunciati nel 2011 per ripristinare il rivestimento in marmo danneggiato della piramide per le infiltrazioni d’acqua che avevano messo in pericolo gli affreschi all’interno. Il restauro è stato possibile grazie alla donazione di 1 milione di euro dell’imprenditore giapponese Yuzo Yagi. I lavori di restauro sono iniziati nel marzo 2013.Per saperne di più:
Foto anteprima: Di Pierrette13 – Opera propria, CC BY-SA 4.0, commons.wikimedia.org
