Lo sfuggente Pianeta 9 forse è reale: rilevato oggetto misterioso nei dati di un vecchio satellite

Analizzando immagini a infrarossi raccolte nel 1983 da un vecchio satellite è stato scoperto un oggetto misterioso: potrebbe essere lo sfuggente Pianeta 9.

Nel Sistema solare vi sono otto pianeti propriamente detti, ovvero Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano e Nettuno, in ordine di distanza dal Sole. Fino al 2006 erano nove, ovvero fino a quando l’Unione Astronomica Internazionale – dopo un accesissimo dibattito – non ha deciso di declassare Plutone a pianeta nano. Sebbene l’attuale configurazione venga considerata definitiva, in realtà nei recessi più remoti del nostro sistema potrebbe annidarsi un “vero” nono pianeta, il misterioso Planet 9 cui la NASA ha aperto ufficialmente la caccia grazie all’iniziativa “Backyard Worlds: Planet 9” sul portale Zooniverse, nella quale chiunque può consultare e scandagliare immagini alla ricerca di potenziali indizi (da segnalare agli esperti). Ora, grazie a un nuovo studio, uno scienziato dell’Imperial College di Londra potrebbe aver trovato la “pistola fumante” della sua esistenza nei dati raccolti da un vecchio satellite.

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A condurre l’indagine è stato il professor Michael Rowan-Robinson, ricercatore presso il Gruppo di Astrofisica – Laboratorio Blacket dell’ateneo londinese. Lo scienziato ha analizzato le immagini a infrarossi riprese dall’IRAS (acronimo di InfraRed Astronomical Satellite, Satellite Astronomico Infrarosso), lanciato nel lontano 1983 dalla base di Vandenberg, negli Stati Uniti. Gestito dalla NASA e dalle agenzie spaziali del Regno Unito e dei Paesi Bassi, il telescopio spaziale nella sua “carriera” ha scoperto ben 500mila sorgenti infrarosse, moltissime delle quali devono ancora essere studiate e identificate. Del resto gli archivi di immagini astronomiche sono immensi ed è per questo che talvolta gli esperti si avvalgono della collaborazione della “citizen science”, come nel caso del progetto Backyard Worlds: Planet 9. Analizzando alcune immagini catturate proprio nel 1983, il professor Rowan-Robinson ha rilevato tre puntini (sorgenti puntiformi di appena 60 micron) che potrebbero essere proprio il misterioso Pianeta 9. L’esperto è conscio che le probabilità che si tratti veramente di questo oggetto sono basse, tuttavia non è possibile escluderlo al 100 percento, pertanto raccomanda indagini più approfondite con strumenti ad hoc.

“Data la scarsa qualità dei rilevamenti dell’IRAS, al limite delle sue possibilità, e in una parte del cielo molto difficile per i rilevamenti a infrarossi lontani, la probabilità che il candidato sia reale non è schiacciante”, ha sottolineato Rowan-Robinson. “Tuttavia – aggiunge l’astrofisico – visto il grande interesse sull’ipotesi del Pianeta 9, varrebbe la pena di verificare se un oggetto con i parametri proposti e nella regione di cielo proposta, è incoerente con le effemeridi planetarie”. È da diversi anni che si parla dell’esistenza di questo presunto e lontanissimo corpo celeste, che si troverebbe in orbita tra ben 400 e 800 Unità Astronomiche (UA) dal Sole. Per comprendere questa distanza, basti pensare che una unità astronomica è la distanza che separa la Terra dal Sole (circa 150 milioni di chilometri) e che Urano, il pianeta del Sistema solare più distante dalla stella, si trova a 19,1 UA, pari a 2 miliardi e 870 milioni di chilometri circa. Questi numeri sottolineano quanto possa essere difficile rilevare un presunto Pianeta 9, a maggior ragione se si considera che avrebbe una massa fino a 10 volte quella della Terra; sarebbe dunque relativamente piccolo e non rifletterebbe nemmeno la luce solare. Non a caso la possibile presenza di questo oggetto è stata legata a indizi indiretti, come l’influenza gravitazionale sugli oggetti della Fascia di Kuiper, che si comporterebbero in modo “strano” proprio a causa della possibile presenza dell’oggetto.

Indagini condotte nell’area di interesse individuata dall’IRAS col telescopio Panoramic Survey Telescope e Rapid Response System (Pan-STARRS) non hanno rilevato la fonte degli oggetti puntiformi, che potrebbero essere dunque semplice rumore di fondo. Ma Rowan-Robinson non si dà per vinto. Secondo i suoi calcoli, l’oggetto sarebbe più piccolo e più vicino rispetto a quanto stimato da altri lavori, ovvero con una massa tra le tre e le cinque masse solari e a una distanza di 225 UA. Andrebbe ricercato in un’area specifica: “Le rilevazioni IRAS non sono della massima qualità, ma varrebbe la pena cercare alle lunghezze d’onda ottiche e del vicino infrarosso in un anello di raggio 2,5-4 gradi centrato sulla posizione del 1983. Questo candidato potrebbe essere escluso se le osservazioni radio o di altro tipo confermassero la realtà (e stazionarietà) delle fonti dell’IRAS alle posizioni del 1983”, ha concluso l’esperto. I dettagli della ricerca “A search for Planet 9 in the IRAS data” sono stati caricati sul database ArXiv, in attesa della revisione fra pari e la pubblicazione su una rivista scientifica.

Foto anteprima: Rappresentazione artistica del Pianeta Nove come un gigante di ghiaccio che eclissa la Via Lattea centrale, con un Sole simile a una stella in lontananza. L’orbita di Nettuno è mostrata come una piccola ellisse attorno al Sole. La vista e l’aspetto del cielo si basano sulle congetture del suo co-proponente, Mike Brown.  Di nagualdesign; Tom Ruen, background taken from File:ESO – Milky Way.jpg – Opera propria, CC BY-SA 4.0,  commons.wikimedia.org

Andrea Centini

Fonte: scienze.fanpage.it

 

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