Quanti incidenti UFO prima del crash di Roswell…

Il più famoso si è verificato all’inizio del mese di luglio del 1947, quando un velivolo sconosciuto (ma c’è chi giura che fossero almeno due) precipitò in una fattoria del New Mexico a circa 100 km di distanza dalla base aerea di Roswell, sede del primo squadrone dotato di armi atomiche. È stato il crash più noto, certo, ma è stato anche il primo? Sembra proprio di no, almeno stando ad articoli di giornale, testimonianze e documenti spesso controversi e contestati che fanno risalire la casistica degli incidenti UFO indietro nel tempo di almeno qualche decennio e che conducono persino nel nord Italia, dove 14 anni prima della celebre vicenda statunitense  sarebbe accaduto qualcosa di clamoroso.

IL CARTELLO CHE INDICA IL LUOGO DELLO SCHIANTO DI ROSWELL

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Ad affrontare nel dettaglio “Il problema degli UFO-crash prima di Roswell” sarà Roberto Pinotti, ospite domenica 14 novembre del 9° Meeting Internazionale “Figli delle Stelle” organizzato da Extremamente che si svolgerà in contemporanea con il XXII Convegno Ufologico di Firenze promosso del GAUS. Pinotti, decano dell’Ufologia italiana (è tra i fondatori del Centro Ufologico Nazionale, nato nel lontano 1967), autore di una cinquantina di saggi sull’argomento, instancabile ricercatore nonché presidente dell’ICER (International Coalition for Extraterrestrial Research), soffermerà la sua attenzione su alcuni episodi che hanno preceduto il presunto schianto di un disco volante nel ranch di William Mac Brazel nell’estate del ’47.  A partire da un evento che sarebbe avvenuto sempre negli Stati Uniti, ma questa volta in Texas, alla fine del XIX secolo, un’epoca nella quale il termine UFO non esisteva ancora e si utilizzava la parola “airship” per descrivere strani oggetti che potevano librarsi e volare nel cielo, tra lo stupore degli osservatori.

IL PRESIDENTE DELL’ICER E DEL CUN, ROBERTO PINOTTI

Ma in questo caso, l’oggetto in questione cadde rovinosamente sopra un mulino a vento, nella proprietà di un giudice ad Aurora il 17 aprile 1897. Nell’incidente morì il pilota, che un giornale locale -nel rivelare tutti i dettagli della vicenda sconcertante- definiva “non di questo mondo”. L’individuo venne tuttavia sepolto con rito cristiano nel cimitero della cittadina texana, insieme ad alcuni frammenti della sua astronave, e sul luogo venne posta una lapide, poi nel tempo scomparsa. Quasi cento anni dopo, però, un anziano residente di Aurora sostenne che si era trattato solo di uno scherzo organizzato dal giornalista del quotidiano per attirare l’attenzione sulla piccola cittadina dimenticata da tutti. L’impossibilità di trovare la tomba del misterioso pilota e i dubbi sull’effettiva esistenza del mulino a vento hanno fatto pensare che l’intera storia fosse solo una burla. Ma è davvero così?

IL CIMITERO DI AURORA, TEXAS

Tanti dubbi e tanti sospetti hanno circondato anche i cosiddetti “X-File del Fascismo”, portati alla luce proprio da Roberto Pinotti insieme all’ufologo Alfredo Lissoni. Copie di telegrammi e di documenti riservati, inviate alla fine degli Anni Novanta del secolo scorso da una fonte anonima mai identificata, dimostrerebbero che nel giugno 1933, nel varesotto, vennero trovati i rottami di un velivolo sconosciuto di forma cilindrica insieme a due individui di aspetto nordico senza vita. Tutto venne trasportato nella massima segretezza in uno stabilimento della SIAI-Marchetti, dove i resti del mezzo e i corpi conservati in formalina sarebbero rimasti per 12 anni prima di essere requisiti, a guerra conclusa, dagli Alleati per finire poi negli Stati Uniti. Mussolini credeva che si trattasse di un aereo sperimentale tedesco, mentre i componenti del Gabinetto RS/33, creato proprio per studiare quello strano evento e diretto- pare- da Guglielmo Marconi, ritenevano che potesse avere un’origine extraterrestre.

IL TELEGRAMMA CHE NEL 1933 PARLAVA DI UN “AEROMOBILE MISTERIOSO”

Sempre prima di Roswell, va poi ricordato un altro fatto di cui si è discusso molto e che ebbe luogo in California all’inizio della Seconda Guerra Mondiale, passato alla storia come “La Battaglia di Los Angeles”. Nella notte tra il 24 e il 25 febbraio 1942, scattò l’allarme aereo sulla metropoli, per il passaggio di una serie di oggetti non identificati-si temeva provenienti dal Giappone- contro i quali si scatenò la contraerea americana. Al mattino, si contarono alcune vittime di “fuoco amico” tra gli abitanti, ma neanche un velivolo nemico abbattuto. Nei giorni seguenti, il segretario della Marina affermò che era stato solo un falso allarme, suscitando le proteste della stampa locale, che invece riportò le testimonianze di tanti cittadini: avevano visto chiaramente dei velivoli luminosi attraversare silenziosi e indisturbati il cielo di Los Angeles. Una celebre fotografia ne avrebbe immortalato uno, apparentemente enorme, di forma discoidale, che secondo i testimoni, pur centrato dai proiettili americani, non ne venne minimamente scalfito.

LA FOTO DELL’OGGETTO VOLANTE ATTACCATO DALLA CONTRAEREA AMERICANA

Nel 1983, l’USAF archiviò il caso spiegando che si era trattato semplicemente dell’incursione di alcuni palloni sonda (di cui però non venne ritrovata alcuna traccia sul terreno), ma il sospetto che i vertici militari abbiano voluto insabbiare una verità differente è cresciuto quando è diventato di pubblico dominio un appunto, scritto a mano nel 1947 da Edgar Hoover, nel quale il capo dell’FBI esprimeva il suo interesse nell’indagare sugli UFO, ma- diceva- “dobbiamo insistere per avere pieno accesso ai dischi volanti recuperati. Per esempio, nel caso di Los Angeles, l’esercito ne ha preso uno e non ci ha permesso neanche un esame superficiale”. Senza dimenticare poi che due estati prima del caso Roswell, in quella stessa area ad altissima concentrazione nucleare (nel deserto del New Mexico si trovavano infatti anche il laboratorio di Los Alamos e White Sands, dove venne testata la prima bomba atomica della storia in un esperimento definito in codice “Trinity”) sarebbe avvenuto un altro crash, vicino alla città di San Antonio. L’oggetto in questione aveva una forma oblunga, simile ad un avocado. A trovarlo per primi, due bambini che videro anche due corpi tra i rottami. Tutto sparì all’arrivo dell’esercito.

Episodi sui quali è calato il silenzio o che sono stati negati e smontati come bufale, ma sui quali è lecito interrogarsi soprattutto oggi, dopo l’ammissione dell’Ufficio del Direttore della National Intelligence dell’esistenza di oggetti volanti (o fenomeni aerei, come si preferisce dire ora) non identificati che sembrano mostrare una tecnologia molto avanzata. Ora che gli UFO/UAP sono usciti dal reame della fantasia e sono entrati a pieno diritto nel mondo reale, anche questi avvenimenti del passato -rimossi come invenzioni o considerati mere leggende- meritano grande attenzione e ulteriori approfondimenti. Il congresso di Firenze del 14 novembre sarà l’occasione per farlo. Insieme a Roberto Pinotti parteciperanno altri grandi ospiti internazionali, come Luis Elizondo, l’ex uomo del Pentagono al centro di questa nuova fase di apertura dell’Intelligence, e l’astrofisico bulgaro Lachezar Filipov, sicuro che esistano altre civiltà intelligenti nello spazio.

LA LOCANDINA DEL MEETING DEL GAUS E DI EXTREMAMENTE, DOMENICA 14 NOVEMBRE 2021

Dagli Stati Uniti interverranno anche la ricercatrice Kathleen Marden, massima esperta della presunta abduction di Betty e Barney Hill (erano i suoi zii), e il reverendo Barry Downing, uno dei principali esponenti della Teoria degli Antichi Astronauti nella Bibbia. Paolo Guizzardi, referente italiano dell’ICER, ci parlerà del controverso Caso UMMO, mentre scopriremo le ultime novità sugli avvistamenti in Valmalenco con Pietro Marchetti, presidente del GAUS. A completare gli interventi, un’analisi del nuovo approccio della scienza al fenomeno UFO che proverò a tracciare io. Il meeting “Arrival: Disclosure and Encounters” (L’arrivo: rivelazioni e incontri), in italiano e inglese, si svolgerà sia in presenza che in diretta online: per sapere come seguirlo e per avere altre informazioni, consultate la pagina: https://www.gaus.it/eventi/convegno-2021-arrival-disclosure-and-encounters/ L’appuntamento è dunque per domenica 14 novembre, dalle 9:30. A presentare la giornata insieme a me,  Sara Rolando. Noi ci saremo. E voi?

Sabrina Pieragostini

Fonte:  www.extremamente.it

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