Come Riconoscere l’Avvelenamento da Radiazione

La malattia acuta da radiazione, conosciuta clinicamente come “sindrome da radiazione acuta” e spesso chiamata “avvelenamento da radiazione” o “male da raggi”, è un insieme di sintomi che si verifica dopo l’esposizione a una grande quantità di radiazione ionizzante durante un breve periodo di tempo.L’avvelenamento da radiazione viene generalmente associato all’esposizione acuta e possiede una serie di sintomi caratteristica che si presenta in maniera ordinata. Prosegui la lettura per saperne di più.

Passaggi

  1. 1Comprendi la causa dell’avvelenamento da radiazione. Questa malattia è provocata dalla radiazione ionizzante. Questo genere di radiazione potrebbe assumere la forma di raggi X, raggi gamma e bombardamento di particelle (fascio neutronico, fascio elettronico, protoni, mesoni e altre). La radiazione ionizzante provoca immediati effetti chimici sui tessuti umani.[3] Esistono due possibili tipi di esposizione: l’irradiazione e la contaminazione. L’irradiazione comporta l’esposizione alle onde radioattive come è stato appena illustrato, mentre la contaminazione implica il contatto con polvere o liquido radioattivo. La malattia acuta da radiazione si verifica solo con l’irradiazione, mentre la contaminazione deriva dall’assunzione di materiale radioattivo attraverso la pelle e dal raggiungimento del midollo osseo, dove può risolversi in un cancro.[4]
    • La radiazione non ionizzante si presenta sotto forma di luce, onde radio, microonde e radiazioni elettromagnetiche prodotte dai sistemi radar. Non produce danni al corpo.[3]
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2Comprendi lo sviluppo dell’avvelenamento da radiazione. Di solito questa malattia ha inizio quando il corpo (o la maggior parte del corpo) di una persona è stato esposto a una dose massiccia di radiazioni che è in grado di penetrarlo, raggiungendo quindi gli organi interni in un breve periodo di tempo (generalmente entro alcuni minuti).[5] Perché la malattia si verifichi è necessario che la quantità di radiazione superi una determinata soglia;[6] l’entità della dose è il singolo fattore che determina maggiormente l’impatto sulla salute. I seguenti tempi e livelli di esposizione sono indicativi della gravità dell’esposizione alle radiazioni:[7]

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  • Un dose alta (>8 Gy o 800 rad) di radiazione assorbita dall’intero corpo in un breve periodo di tempo; questo significa che, molto probabilmente, la morte sopraggiungerà entro pochi giorni o poche settimane.
  • Una dose moderata (1-4 Gy o 100-400 rad) può causare l’apparizione di sintomi entro poche ore o giorni dopo l’esposizione. I sintomi si svilupperanno in maniera piuttosto prevedibile, con buone possibilità di sopravvivenza, soprattutto con cure mediche immediate. È probabile che tale esposizione aumenti le probabilità di sviluppare un cancro nel corso della vita rispetto a quelle di una persona che non ha subito l’esposizione.
  • Una dose bassa (<0,05 Gy o 5 rad) di radiazione significa che non si verificherà alcun avvelenamento e probabilmente non ci sarà nessun aumento di probabilità di conseguenze visibili sulla salute nel corso della vita, anche se potrebbe esserci un elevato rischio di cancro, in confronto a quello della popolazione media.
  • Una singola dose di radiazione, grande e rapida, assorbita dall’intero corpo, può risultare fatale, mentre l’esposizione alla stessa dose distribuita in un periodo di settimane o mesi può produrre un effetto molto più piccolo.[8]
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3Impara a riconoscere i segni e i sintomi della malattia acuta da radiazione. L’esposizione alle radiazioni può provocare sintomi acuti (immediati) e cronici (ad azione ritardata) della malattia.[9] I medici possono identificare il livello di esposizione alle radiazioni in base alla tempistica e alla natura dei sintomi, dal momento che il loro livello ed estensione variano a seconda del dosaggio ricevuto (con sintomi conformi a ogni persona secondo la dose).[10] I seguenti sintomi sono piuttosto comuni in una persona che soffre di malattia acuta da radiazione:

  • Nauseavomito, perdita di appetito e diarrea potrebbero verificarsi entro minuti o giorni dopo l’esposizione alle radiazioni; sono noti come “prodromi”. Questi sintomi tendono a manifestarsi tra le 2 e le 12 ore dopo l’esposizione a 2 Gy o più di radiazione (sindrome ematopoietica).[11]
  • Nel giro di 24 o 36 ore, i sintomi potrebbero presentarsi con intermittenza, e può verificarsi un periodo privo di sintomi della durata di circa una settimana, noto come “fase di latenza”.[12] Di solito, la persona sembra e si sente sana per un breve periodo, dopo il quale potrebbe ammalarsi di nuovo presentando perdita di appetito, spossatezza, difficoltà nella respirazione, debolezza generale, pallore, febbre, nausea, vomito, diarrea ed, eventualmente, convulsioni e coma.[5] Durante la settimana in cui “ci si sente bene”, le cellule del sangue nel midollo osseo, nella milza e nei linfonodi del paziente deperiscono senza venire sostituiti, provocando gravi danni al numero di globuli bianchi, piastrine e globuli rossi, in quest’ordine.[13]
  • Potrebbe verificarsi anche un danneggiamento della pelle. Si presenta sotto forma di rigonfiamento, prurito e arrossamento della pelle (come un brutto eritema solare). Di solito, l’arrossamento della pelle ha luogo con un dosaggio di circa 2 Gy.[14] Può verificarsi una perdita di capelli. Come i sintomi gastrointestinali menzionati sopra, anche i problemi alla pelle possono presentarsi con intermittenza: la pelle potrebbe sembrare guarita per un breve periodo, per poi manifestare nuovamente delle complicazioni.[5]
  • Generalmente, quando il sangue di una persona esposta alle radiazioni viene analizzato, si osserva una diminuzione delle cellule. Questo comporta un maggior rischio di infezioni a causa del basso numero di globuli bianchi, di emorragia dovuta alla scarsità di piastrine, e di anemia a causa del basso numero di globuli rossi.[1]
  • L’esposizione a 4 Gy o più di radiazione provocherà una sindrome gastrointestinale, durante la quale la persona subisce una grave disidratazione nei primi 2 giorni, ha poi una tregua di 4 o 5 giorni nei quali il paziente “si sente bene”, ma, infine, ritorna la disidratazione con diarrea sanguinolenta, mentre i batteri provenienti dal tratto digestivo iniziano a invadere tutto il corpo, provocando infezioni.[15]
  • Una persona che soffre di sindrome cerebrovascolare per essere stata esposta a una quantità di radiazioni compresa tra i 20 e i 30 Gy in una sola dose presenterà, probabilmente, nausea, vomito, diarrea sanguinolenta e shock. La pressione sanguigna precipita entro qualche ora e, infine, il paziente cade vittima delle convulsioni e del coma, e muore nel giro di ore o giorni.[16]
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4Se ritieni che tu o qualcun altro sia stato esposto a grandi quantità di radiazioni, cerca assistenza medica immediata.[5] Anche se non hai manifestato i sintomi citati, farsi visitare al più presto possibile è sempre una cosa saggia.

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5Comprendi le conseguenze. Non esiste una singola cura (al momento) per la malattia da radiazione, ma il livello di dosaggio determina le conseguenze, e, generalmente, una persona esposta a 6 Gy o più di radiazione è destinata a morire.[17] Per una persona che ha subito un grave avvelenamento da radiazione, la terapia è solitamente di supporto. Questo significa che un medico prescriverà farmaci o eseguirà procedure per alleviare i sintomi e aiutare il paziente ad affrontarli nella misura e nel momento in cui si presentano.[1] Nel caso di una grave esposizione alle radiazioni in cui la morte è la probabile conseguenza, i familiari e gli amici devono essere preparati a trascorrere del tempo con il paziente (se consentito) e ad essere d’aiuto per qualunque cosa che possa alleviare il suo dolore.

  • Le terapie possono comprendere l’uso di antibiotici, emoderivati, fattori stimolanti la crescita delle colonie, trapianto di midollo osseo e trapianto di cellule staminali, come indicato clinicamente.[1][18] I pazienti sotto trattamento verranno spesso tenuti in isolamento, per evitare che gli agenti infettivi contagino gli altri pazienti (potresti quindi non avere il permesso di sederti accanto al suo letto). I farmaci possono venire somministrati per le convulsioni e per attenuare l’ansia, aumentando il benessere.[19]
  • Nella maggior parte dei casi, la morte dovuta a malattia da radiazione è causata da emorragie interne e infezioni.[20]
  • In una persona che sopravvive all’esposizione alle radiazioni, le cellule del sangue inizieranno a rinnovarsi dopo quattro o cinque settimane.[21] Comunque, l’affaticamento, la letargia e la debolezza persisteranno durante i mesi successivi.
  • Più bassa è la conta dei linfociti di una persona 48 ore dopo l’esposizione alle radiazioni, minori sono le probabilità di sopravvivenza.[22]
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6Sii consapevole dei potenziali effetti cronici (ritardati) dell’esposizione alle radiazioni. Questo articolo si è concentrato soprattutto sul riconoscimento e la reazione alla malattia acuta da radiazione, che richiede cure mediche immediate. Comunque, anche dopo essere sopravvissuto all’avvelenamento da radiazione, una persona può subire in seguito effetti cronici, come il cancro. Studi condotti su animali hanno mostrato che una grave irradiazione può provocare difetti di nascita causati da cellule riproduttive irradiate, ma questo non è stato ancora osservato negli esseri umani al livello di esposizione che le persone hanno subito finora.[23]

Consigli

  • 1 Gy = 100 rad.
  • Ogni anno, la persona media riceve circa 3 o 4 mSv da fonti radioattive naturali e artificiali.[24] (1 mSv = 1/1000 Sv)
  • I contatori Geiger possono rilevare solo una persona che è stata contaminata dalle radiazioni, non una che è stata sottoposta a irradiazione.[25]
  • La radizione si misura in termini di unità che illustrano quanta energia è stata depositata: röntgen (R), gray (Gy) e sievert (Sv). Anche se il sievert e il gray sono simili, il sievert prende in considerazione gli effetti biologici dell’esposizione alle radiazioni.[26]
  • La sterilità permanente si verificherà con un dosaggio di 3 Gy (300 rad) ai testicoli e di 2 Gy (200 rad) alle ovaie.[27]
  • Un’ustione da radiazione non è come un’ustione della pelle causata dal contatto col fuoco. Si riferisce invece al fatto che le cellule cutanee responsabili della rigenerazione della pelle sono state uccise dalla radiazione. Diversamente dalle ustioni cutanee causate dal calore o dal fuoco che si manifestano immediatamente, le ustioni da radiazione tendono ad aver bisogno di diversi giorni per mostrarsi.[28]
  • La malattia acuta da radiazione non è contagiosa o trasmissibile.[29]
  • Sii consapevole del fatto che alcune parti del corpo sono più sensibili di altre alle radiazioni. Questo è il motivo per cui alcune zone del corpo, come quella riproduttiva, vengono schermate durante la somministrazione di radioterapie per il cancro o altre malattie. Gli organi riproduttivi, così come i tessuti e gli organi in cui le cellule si moltiplicano rapidamente, sono più inclini a subire un danno da radiazione di altre parti del corpo.[30]
  • Il danno alle cellule causato dalle radiazioni ionizzanti è notevolmente simile al danno al DNA provocato dai processi metabolici quotidiani (sarai probabilmente a conoscenza del problema costituito dai radicali liberi che danneggiano le nostre cellule e della necessità di antiossidanti per contribuire a riparare il danno). Tuttavia, finora le ricerche hanno mostrato che parte del danno causato dalle radiazioni è più complesso di quello provocato quotidianamente dal DNA, e, di conseguenza, non viene riparato altrettanto prontamente dal nostro corpo.[31]

Avvertenze

  • Più breve è la “fase di latenza”, più alto è il dosaggio radioattivo.
  • Le probabilità di sopravvivenza con dosaggi radioattivi superiori agli 8 Gy, con completa esposizione del corpo, sono minime. Al di sotto di questa quantità, le possibilità di sopravvivenza dipendono dalla prontezza delle cure mediche e dal tipo di terapia ricevuta.[32]

Cose che ti Serviranno

  • Aiuto medico immediato

Fonte: www.wikihow.it

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