l’ex Urss aveva imparato a contattare gli alieni

Va bene porsi domande, cercare risposte anche “non ufficiali”, sospettare di chi vorrebbe fin troppo rapidamente archiviare l’argomento Ufo classificando i tanti casi di avvistamenti (o persino di incidenti sfiorati in volo) di oggetti volanti non identificati come semplici allucinazioni o bufale, ma il primo dubbio dovrebbe sempre riguardare l’autenticità dei documenti e delle fonti, che si tratti di informazioni ufficiali o “controinformazione”.

 

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Vasily Yeremenko
Vasily Yeremenko.

In questi giorni su internet fanno rumore le dichiarazioni di Vasily Yeremenko, che un articolo a firma di Svetlana Smetanina (link) apparso in questi giorni sul sito in inglese della Pravda definisce un exMaggiore Generale del Fib (Federalnog istražnog biroa o Servizio federale di investigazione, il servizio di intelligence che nel 1991 sostituì il Kgb) nonché membro dell’Accademia di sicurezza, difesa e forze dell’ordine, secondo cui durante l’era sovietica, quando Yeremenko prestava servizio presso il Kgb (il servizio segreto militare russo) e supervisionava l’aeronautica militare e lo sviluppo della tecnologia aeronautica, venne a contatto con “una gran quantità di informazioni” relative alla comparsa di oggetti volanti non identificati.

Bella storia, direte voi: bella di sicuro, ma quasi nessuno sembra essersi reso conto che era già stata diffusa dalla stessa Pravda, in russo, nel febbraio 2013 (link). Tra le altre dichiarazioni di Yeremenko, secondo cui l’ex Urss aveva “imparato a contattare gli Ufo a Vladimirovka” (presso un poligono di tiro su terreni dell’Accademia delle Scienze, dove il ministero della Difesa e il Kgb avrebbero condotto esperimenti su larga scala di fenomeni paranormali, “attirando” gli alieni con test di nuove armi e ammassamenti di forze armate).

“Per fare questo – sempre secondo Yeremenko – abbiamo notevolmente aumentato il numero di voli militari e di movimento delle apparecchiature. Se l’intensità dalla nostra parte aumentava, la probabilità che gli Ufo apparissero era del 100%”. In un’altra versione della storia (perché esistono varie versioni di questa storia, altro particolare alquanto curioso), la Smetanina aggiunge una ulteriore dichiarazione di Yeremenko secondo cui i partecipanti ai test iniziarono a cercare il contatto con gli extraterrestri: “Funzionava così: una persona a terra agitava le braccia, muovendole due volte a destra e due volte a sinistra. La sfera nel cielo reagiva facendo altrettanto, oscillando due volte a destra e due volte a sinistra. Ma non siamo mai riusciti a capire di cosa si trattasse”.

Così dopo sei mesi di lavoro, è ancora Yeremenko che parla, “gli scienziati arrivarono a tre conclusioni riguardo agli Ufo: che la scienza moderna non è/era ancora in grado di identificare tali fenomeni; che si sarebbe potuto trattare di mezzi di ricognizione degli Stati Uniti o del Giappone; che effettivamente vi sarebbe potuto essere l’influsso di una civiltà extraterrestre”. Verrebbe da dire: “Quale busta scegliete, la uno, la due o la tre?” A sciogliere il dubbio ci pensa provvidenzialmente Alexey Savin, che la Smetanina qualifica come Tenente Generale a capo dell’Unità di gestione di Esperti dello Stato maggiore generale sovietico.

Nell’ambito degli esperimenti paranormali, ai quali parteciparono 200 esperti da tutto il paese, sostiene Savin, gli scienziati avrebbero creato tre gruppi (composti rispettivamente da scienziati, militari e donne), riuscendo infine a entrare in contatto con una civiltà aliena grazie alla sintonizzazione del “contorno energetico del cervello umano su una particolare onda, simile ad un onda radio”. A 6 dei partecipanti agli esperimenti sarebbe stata concessa da parte degli extraterrestri una possibilità di contatto fisico e due di loro riuscirono anche a visitare un Ufo alieno.

Perché in tanti anni nessuno disse mai nulla, né da parte delle autorità né di coloro che a dire dei due militari furono coinvolti negli esperimenti? Perché la Pravda ha pubblicato la storia prima in russo e poi, dopo oltre due anni, in inglese? E perché i siti ufologici americani non hanno minimamente ripreso la notizia? Sono solo alcune delle domande che ci si dovrebbe porre prima di prendere per oro colato questa storia. Eppure il web è visibilmente affascinato da queste “dichiarazioni”, che in fondo ci fanno riflettere come, data la vastità dell’universo e il numero elevatissimo di pianeti extrasolari, pensare che siamo soli è in fondo più difficile e forse meno sensato che non ammettere che gli alieni esistono e forse sono persino tra noi, o quanto meno ci sono stati contatti, dagli Usa all’ex Urss.

Di Gianni Rizzo

Fonte:http://www.fanwave.it/articoli/158-i-russi-sanno-come-mettersi-in-contatto-con-gli-alieni.html

 

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