“Liberea”, la biblioteca scomparsa di Ivan il Terribile

"Liberea", la biblioteca scomparsa di Ivan il Terribile

Secondo la leggenda, per salvare la biblioteca degli imperatori bizantini unica nel suo genere Sofia, nipote dell’ultimo imperatore Costantino XI, si è sposata con il Gran Principe di tutte le Russie, Ivan  III, portando in gran segreto da Costantinopoli a Mosca 70 carri contenenti i libri. Più tardi la raccolta è stata sopranominata la “Biblioteca di Ivan il Terribile”.

La dote della zarina Sofia

Sofia Paleologa proteggeva con cura la raccolta dei libri, portati nella capitale della Russia: la città di legno s’incendiava spesso, perciò i manoscritti erano conservati nei bauli sottoterra. La raccolta comprendeva centinaia di rotoli in greco antico, latino e antico ebraico, una parte avrebbe fatto parte già dell’antica biblioteca di Alessandria. Dopo l’ennesimo incendio moscovita la sposa convinse il consorte a ricostruire radicalmente il Cremlino, sostituendo il legno con mattoni e pietra bianca. Su iniziativa di Sofia, in Russia dall’Italia venne invitato il famoso architetto e ingegnere Aristotele Fioravanti il quale, secondo la leggenda, ha costruito sotto il Cremlino un nascondiglio segreto per i libri preziosi portati da Bisanzio.

Maledizione

Si ritiene che lo zar Ivan il Terribile abbia aggiunto nuovi libri alla raccolta. Lo zar avrebbe unito la biblioteca bizantina alla biblioteca di uno dei più famosi antichi principi russi Yaroslav il Saggio, conservata per molti secoli nei sotterranei della cattedrale di Santa Sofia a Kiev. E dopo la conquista di Kazan ha aggiunto anche i manoscritti degli studiosi medievali arabi dalla raccolta dello khan. Liberea, così è stata chiamata biblioteca (dal latino liber – libro), conteneva anche le istruzioni magiche e rotoli sulla magia. Si ritiene che con l’aiuto delle conoscenze occulte Ivan il Terribile abbia imposto una maledizione alla raccolta: chiunque vi si avvicinava perdeva la vista. Tuttavia dopo la morte dello Zar i libri sono misteriosamente scomparsi.

La biblioteca esisteva davvero?

Le ricerche della biblioteca sono condotte, con intervalli da alcuni secoli e tuttavia anche al giorno d’oggi non è stata trovata. Per più di una volta sono stati sollevati dei dubbi circa l’esistenza stessa della raccolta dei libri dello zar. Si sa che per la traduzione dei libri è stato invitato il famoso studioso Maxim il Greco e ciò è menzionato insieme con la descrizione della biblioteca nei “Racconti su Maxim il Greco”. Tuttavia molti storici ritengono che queste annotazioni siano falsificazione di un’epoca più tarda. Anche il pastore Johann Vetterman della città di Derpt (ora la città estone di Tartu) che ha tradotto una parte dei libri dal latino su ordine di Ivan il Terribile. Lo cita Franz Nyenstaedt nella “Cronaca della Livonia”: “I libri, come un tesoro prezioso, sono stati conservati in due sotterranei ad arco murati”. C’è stata anche la lista di Christoph Christian Freiherr von Dabelow, professore dell’università di Derpt, che l’avrebbe trovata all’inizio del XIX-esimo secolo, ma conservato soltanto in copia.

Le ricerche

Nella prima metà del ХХ-esimo secolo l’archeologo Ignatij Stelletskij ha cercato la biblioteca. A Kolomenskoye ha scavato praticamente l’intero pavimento nella chiesa dell’Assunzione, ma poi i lavori sono stati sospesi. Le ricerche presso la chiesa del Battista nel villaggio di Diakovo pure sono state interrotte anche se la muratura in calce trovata sottoterra attestava che gli scavi erano già a una passo dal successo. Il manoscritto con una descrizione dettagliata delle ricerche è sparito misteriosamente, secondo le voci negli archivi della polizia segreta stalinista NKVD. Negli anni 1930 Apolos Ivanov, agente delle guardie del Cremlino, ha attraversato i passaggi sotterranei partendo dalla Cattedrale di Cristo Salvatore e arrivando nel Cremlino, trovando scheletri ridotti in polvere incatenati alle mura, e porte metalliche che dividevano diverse sezioni del sotterraneo. Tuttavia la NKVD ha murato l’uscita dal sotterraneo in superficie.

Nel 1997, alla vigilia delle celebrazioni dell’850-esimo anniversario dalla fondazione di Mosca, l’87-enne Apolos Ivanov ha ottenuto l’udienza dall’allora sindaco di Mosca Yuri Luzhkov, riuscendo a convincerlo di conoscere il luogo dove è nascosta Liberea di Giovanni il Terribile. Ingenti risorse finanziarie sono state messe a sua disposizione, mentre l’imprenditore German Sterligov ha perfino assicurato la mitica biblioteca per 1 miliardo di dollari. Due anni dopo i lavori infruttuosi sono stati chiusi.

Oggi esistono oltre 60 versioni sulla localizzazione sotterranea di Liberea. Le più popolari sono la localizzazione sotto il Cremlino e nelle colline lungo la Moscova nel villaggio di Kolomenskoye. Nessun dubbio circa l’esistenza stessa della biblioteca è in grado di raffreddare l’ardore dei cercatori del tesoro.

Di Anna Fedorova


Fonte: italian.ruvr.ru

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