LA PROMESSA DELLA FUSIONE FREDDA POTREBBE DIVENTARE REALTÀ

E-Cat

Credit: Levi, Foschi et al.

La fusione fredda, una delle più grandi scoperte scientifiche che potrebbe non arrivare mai, apparentemente semplice ma in realtà estremamente complessa, forse è sulla buona strada per diventare realtà: sarebbe una di quelle innovazioni in grado di cambiare il mondo.

La fusione nucleare fredda è una reazione nucleare che avviene a temperature e pressioni molto più basse rispetto alla nota fusione nucleare.

Nonostante le varie affermazioni di vittoria, dal 1920 ad oggi, nessuno è stato in grado di replicarla in modo coerente ed affidabile. Ma questa settimana c’è stato un gran brusio: l’esperimento sarebbe stato replicato due volte ed avrebbe prodotto calore in eccesso con 10.000 volte la densità energetica e 1.000 volte la densità di potenza della benzina.

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I nomi coinvolti sono già noti negli ambienti della fusione fredda. Tra loro, Andrea Rossi che per diversi anni ha sostenuto che la sua realizzazione, l’E-Cat, produce calore attraverso una reazione nucleare a bassa energia (LENR), tirando fuori più energia di quella immessa.
Per molti anni Rossi ha mantenuto segreto il dispositivo non permettendo a nessuno ulteriori verifiche ma un nuovo documento pubblicato su arXiv testimonia che sette scienziati indipendenti hanno eseguito i test su due prototipi di E-Cat, in condizioni controllate, con strumentazione ad alta precisione.

ll rapporto è a cura del professor Giuseppe Levi dell’Università di Bologna, Evelyn Foschi, Torbjörn Hartman, Bo Höistad, Lars Tegnér, Hanno Essén e Roland Pettersson ed anche se, in base a quanto dichiarato, gli autori non sono stati autorizzati a vedere cosa stesse accadendo all’interno del reattore sigillato in un cilindro di acciaio, leggiamo: “anche per le ipotesi più conservative sugli errori di misurazione, il risultato è ancora un ordine di grandezza maggiore rispetto alle fonti energetiche convenzionali”.

Due sono gli esperimenti che hanno portato alle conclusioni appena pubblicate: uno svolto nell’arco di 96 ore dal 13 al 17 dicembre 2012 e l’altro di 116 ore dal 18 al 23 marzo 2013.
Le condizioni in cui gli esperimenti sono stati condotti erano differenti ma il risultato finale invariato: l’E-Cat ha funzionato.

A quanto pare l’E-Cat di Rossi è in grado di generare rame e calore partendo da atomi di nichel e idrogeno.
In precedenza, Rossi e il suo collega Sergio Focardi avevano dichiarato che il loro dispositivo funziona infondendo l’idrogeno in nichel, trasmutando il nichel in rame e liberando una grande quantità di calore. Ma non ci sono dati sul rame prodotto, o sul combustibile utilizzato durante i test: il nichel e l’idrogegeno verrebbero miscelati con un catalizzatore mantenuto segreto.

Il sito ecatnews.it riporta:

I test – ripetuti due volte su due differenti dispositivi – collocano la (sconosciuta) fonte di energia utilizzata dal’e-cat in una classificazione di ordini di grandezza superiore a quella di qualsiasi fonte convenzionale.
Seppur con caratteristiche diverse, la densità e la produzione di energia sono paragonabili a quelle ottenibili, fino ad ora, solo con la fissione.
Precisiamo che i test condotti sono stati estremamente conservativi, e rappresentano il limite minimo di prestazioni del dispositivo.

Ed alcune conclusioni ufficiali:
Anche da una posizione di una “cieca” valutazione di densità energetica volumetrica, se consideriamo l’intero volume del nucleo del reattore e i più conservativi parametri sulla produzione di energia, abbiamo ancora un valore di (7.93 ± 0.8) 10^2 MJ/litro che è un ordine di grandezza più alto di qualsiasi fonte convenzionale.
Per ultimo, deve essere sottolineato che entrambe i test sono stati terminati con deliberato spegnimento del reattore, non perché il carburante fosse terminato; quindi la densità di energia misurata dovrebbe essere considerata come il limite minimo dei valori reali.

Come previsto, il documento ha generato non poco scetticismo.

Steven Krivit, scrivendo sul New Energy Times ha detto che la carta di Levi, Foschi ed altri non descrive alcuna prova indipendente ma che gli autori erano solo testimoni di una manifestazione di Rossi.
Ethan Seigel del Starts With a Bang ha scritto che è solo un altro trucco magico di un ciarlatano e che la gente ci è cascata ancora una volta.

Alcuni pareri sono stati più cauti ed equilibrati, mentre altri ancora, quasi a sorpresa, come il giornale finanziario Forbes si sono manifestati entusiasti:
“Se la tecnologia della fusione fredda Rossi Focardi diventasse reale allora il mondo cambierà, molto, molto rapidamente”.

Ma nel frattempo, la teoria di Rossi – Focardi sulla fusione fredda, dopo 24 anni, seppur sotto altro nome, ha ricevuto il suo primo riconoscimento ufficiale dal governo americano: il 16 aprile l’ufficio brevetti Usa ha assegnato agli «Stati Uniti d’America rappresentati dal segretario della Marina militare» una licenza dal titolo “Sistema e metodo per generare particelle”.

Di Elisabetta Bonora

Fonte: http://www.aliveuniverseimages.com/flash-news/fisica-tecnologia/443-la-promessa-della-fusione-fredda-potrebbe-diventare-realta

 

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