Mimosa si …..ma quella pudica!

Sebbene il fiore associato all’8 marzo sia la mimosa gialla, inflazionata e dall’odore piuttosto sgradevole, c’e n’è un altro tipo, meno conosciuto, ma molto, molto più interessante!

E’ la mimosa pudica, pianta sempreverde, che già dal nome è tutto un programma.


Viene chiamata pudica per la strana reazione quando la si tocca, infatti se viene anche solo sfiorata, si ritrae, come se non gradisse, chiudendo immediatamente le foglie su se stesse!

Il motivo esatto di questo comportamento è per ora sconosciuto, ma gli scienziati pensano che la pianta utilizzi questa funzionalità per spaventare i predatori.

Le delicate foglie bipennate si chiudono a libro sovrapponendosi, per riaprirsi dopo qualche minuto, dando quindi una risposta simile a quella delle piante carnivore. 

Una pianta timida ma affascinante, non solo per gli appassionati come me, ma anche per chi non ha il pollice verde, seppur solo per il fenomeno curioso da osservare.

L’hanno addirittura citata in un episodio di C.S.I. e ho scoperto in quel momento questa pianta sensibile!

In rete si trovano vari video sull’effetto che le carezze hanno sulla mimosa pudica, tra cui il sottostante, dal quale si capisce chiaramente di cosa sto parlando.

Per quanto riguarda la sua coltivazione, si tratta di un arbusto sempreverde di piccole dimensioni, ricadente o eretto, originario dell’America meridionale, appartenente alla famiglia delle leguminose, a differenza della classica mimosa a fiore giallo, che invece appartiene al genere delle acacie.
È diffusa in molte zone del mondo, ma si trovano maggiormente a suo agio nelle aree con clima tropicale, dove possono diventare piante infestanti.
Ha sottili fusti di colore marrone rossastro, scarsamente ramificati, che portano lunghe foglie costituite da piccole foglioline ovali, leggermente pruinose, che ricordano quelle delle felci.
In primavera inoltrata produce piccoli fiori a pompon, di colore rosa lilla, molto profumati.
Ai fiori seguono piccoli baccelli tondeggianti, riuniti in grappoli, di colore marrone chiaro.
Subito dopo la fioritura sviluppa dei baccelli che contengono i semi.
Tutte le parti della pianta sono tossiche se ingerite.

Predilige un’esposizione semi-ombreggiata, con luce diretta solo nelle ore meno calde della giornata.
Teme il freddo e il vento, quindi è consigliato ripararla in inverno con tessuto non tessuto.
In Italia infatti, la mimosa pudica viene coltivata come annuale, ma se ben protetta può durare anche più anni.
Ha una crescita veloce e riesce a fiorire già nel primo anno di vita, ma difficilmente supera i 150 cm d’altezza .
Le annaffiature devono essere regolari da marzo a ottobre, ma senza eccedere, per evitare ristagni idrici dannosi per la pianta, soprattutto se coltivata in vaso.

Durante il periodo vegetativo è consigliabile fornire del concime liquido per piante fiorite, ogni 15-20 giorni, miscelato all’acqua delle annaffiature.

La propagazione della mimosa pudica può avvenire per talea semilegnosa in estate, oppure per seme, in primavera.

Le giovani piante hanno radici delicate e vanno quindi maneggiate con cautela.
Non l’ho coltivata personalmente, ma se vi piace il tipo di fiore, mi sembra una buona alternativa alla mimosa classica.
Peccato che in questo periodo non sia ancora fiorita…
Voi la conoscevate?

Di Ilaria Benassi

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Fonte: http://ilmondoinungiardino.blogspot.it/2013/03/mimosa-si-ma-quella-pudica.html#more

 

 

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