Egitto,i Segni evidenti del Passato Remoto 5° parte del quarto capitolo-Le Divinita’.-

Il Dio di primaria importanza del antico Egitto in origine una delle otto divinità primordiali adorate ad Ermopoli. Diviene poi il dio supremo, la divinità solare Amon-Ra. La città di Tebe è il centro principale del suo culto. Il suo significa “il misterioso”, assieme alla moglie Muth e al figlio Khons forma la triade di Tebe. Il suo animale è l’ariete, come si può intuire dal viale cerimoniale del suo tempio principale a Karnak.Amon-Ra è una divinità egizia nata dalla fusione del dio Ra di Eliopoli con la principale divinità tebana, Amon.
Da quanto risulta dai testi che possediamo, la fusione fu un accordo tra i due collegi sacerdotali per far in modo che la nuova divinità fosse riconosciuta come re di tutti gli dei del pantheon egizio.
La nascita di Amon-Ra può essere posta durante la fase storica detta secondo periodo intermedio, che comprende la travagliata vicenda della dominazione hyksos.
Il dio era, a Tebe, sposo di Mut e padre di Khonsu mentre a Eliopoli era sposo di Hathor e padre di Harmachis.

Nella fase tarda della storia egizia, quando la carica di primo sacerdote di Amon divenne, di fatto, il titolo di colui che governava buona parte dell’Egitto, Amon-Ra assurse al rango di demiurgo universale, creatore di tutto.
Deificazione del sole visibile, fu adorato in diverse località dell’Egitto prima che se ne prendesse possesso la teologia eliopolitana. Il primo aspetto del mito, è il dio che nella sua imbarcazione diurna percorre il cielo durante il giorno, per montare la notte nella barca notturna che percorre allo stesso modo il mondo inferiore. Per conciliare la sua esistenza con quella di altre due divinità solari, lo scarabeo Khepri e Atum, fu al mattino Khepri sotto forma d’un bambino ( ma soprattutto come scarabeo), a mezzogiorno Ra trionfante sotto forma d’un adulto, e la sera Atum, sole calante, sotto forma di un vecchio.

Loading...

Si trattava anche in questo caso di un richiamo al mito del regno terrestre di Ra. Dio creatore e padre dell’Enneade, Ra regnava sulla terra tra gli uomini e gli dei. Durante il suo regno, conobbe le vicende umane e invecchiò e fu in quel momento che approfittando della sua debolezza, gli uomini gli si rivoltarono contro ed egli dovette difendersi inviando il suo occhio (Hathor e Sekmet) per castigarli. Anche Iside approfittò della sua vecchiaia per rubargli la sua potenza magica. Stanco Ra si fece elevare al cielo sulla schiena di Nut. E’ senza dubbio questo regno terreno all’origine dei tempi che giustificò l’appellativo di “Figlio di Ra” (Sa Re) che i faraoni prenderanno a partire da Chefren e che seguirà il loro nome, quinto del titolo. Durante tutta la storia egizia, Ra saprà conservare una sorta di preminenza, solarizzando il pantheon; i grandi dei saranno Amon-Ra, Mont-Ra, Khnum-Ra, Sobek-Ra. Nel suo destino solare, il re raggiunge Ra nel cielo e questi, prima signore dell’al di là, che attraversa nella sua corsa notturna, troverà il completamento in Osiride, che gli fu rivale. (2 foto di AMON RA)

DEA AMMIT Ammit, la dea divoratrice, era la mostruosa entità preposta alla distruzione dello spirito nel caso di verdetto sfavorevole del tribunale osiriano.
Se il cuore del defunto pesava più della piuma della dea Maat, l’organo veniva ingoiato da Ammin, simboleggiando così la caduta dello spirito nel caos.
Possiamo trovarla raffigurata nelle scene del giudizio nel Libro dei Morti.
Il suo aspetto incute terrore, “colei che annienta i colpevoli” viene rappresentata come animale ibrido: capo di coccodrillo, zampe anteriori e tronco di leonessa, zampe posteriori di ippopotamo.La dea Ammit (colei che ingoia il defunto)siede dietro a Thot,
dio della sapienza, che prende nota del peso del cuore.
Se il cuore sarà più pesante della piuma della dea Maat, Ammit lo ingoierà .

AMMIT

Anubi (Anpu o Inepu). Dio Anubi, dio dell’antico Egitto è raffigurato con la testa di cane nero (ritenuta da alcuni testa di sciacallo). La sua origine è incerta e si per de nella notte dei tempi. Già dall’epoca di Aha una tavoletta menziona la sua festa e, fino alla fine della V dinastia, quando Osiride farà la sua prima comparsa, è unicamente Anubi a presiedere al culto funerario. nubi era inoltre l’emblema del XVII nomos del Sud, la cui capitale, Kasa (Cynopolis), gli tributava un culto particolare.L’ animale sacro ad Anubi (nessun dubbio in proposito) era il cane errante della valle del Nilo che, al contrario del dio, (raffigurato come un cane nero o un uomo dalla testa canina nera), è raramente di colore nero. Si pensa comunque che tale colore sia simbolo di lutto, ma la tinta specifica utilizzata per la mummificazione, quindi si tratterebbe di un simbolo di rinascita.
L’accostamento allo sciacallo (animale che si nutre di carogne e strettamente connesso alla morte) è da attribuirsi alla vicinanza del dio al mondo ultraterreno. Anubi è anche conosciuto come il Guardiano dei Morti.
Ad Anubi veniva attribuita l’invenzione della tecnica della mummificazione e, nella leggenda osiriana, Ra lo inviava presso Osiride per rendergli gli onori funebri e sottoporlo a mummificazione, dopo la sua sventura con Seth. Tale leggenda appare su una tomba nel periodo del Medio Regno ma, senza alcun dubbio, rimonta ad epoca più alta: sicchè il rito del mummificare si configura soltanto come la ripetizione di un rituale divino mutuato da un archetipo, il sacerdote che lo officia si assimila ad Anubi, indossando una maschera che riproduce le fattezze del dio stesso.
Anubi fu originariamente il signore degli inferi, in seguito alla crescita del culto di Osiride ne divenne il guardiano. Il ruolo di Anubi come guardiano consistette in principio nel custodire la bilancia sulla quale le anime dei morti erano pesate con la piuma di Maat. Se l’anima era leggera come la piuma, Anubi lasciava l’anima ad Osiride; al contrario era data in pasto ad Ammit. In questo ruolo, è talvolta identificato con un dio conosciuto col nome di Upuaut (“colui che apre la via”)

Dea Anuket
Dea dell’isola di Sehel, presso Assuan faceva parte di una Triade divina locale insieme con il dio ariete Khnum e Satet dea dell’isola di Elefantina. E’ raffigurata con il capo ornato di piume e la sua origine è probabilmente nubiana.
Ebbe un santuario locale, unitamente agli altri membri della triade, santuario di cui restano solo pochi frammenti. seconda foto stessa

  

Il Dio Apis
Fin dalla I Dinastia il culto del toro Apis (Hop nella lingua locale) vive nell’Antico Egitto come divinità rurale simbolo della generazione e della forza fecondatrice.
Adorato a Menfi, fu presto assimilato a Ptah, patrono della città, di cui fu riconosciuto come incarnazione. A Ra, Apis deve il disco solare piantato, con l’ureus tra le sue corna.
I sacerdoti di Apis a Menfi, conosciuti durante l’Antico Regno come “Bastoni di Apis” battevano la campagna alla ricerca del toro recante il marchio divino, marchio che doveva essere presente su più parti del corpo dell’animale. Lo scopo era quello di fare di esso il successore dell’Apis regnante.
Quando un Apis moriva, veniva sepolto secondo un rituale preciso, dopo essere stato sottoposto a mummificazione. 
Al termine del cerimoniale funebre, veniva calato nei sotterranei del Serapeum, dove andava a raggiungere le precedenti incarnazioni del dio. Veniva allora posto sul trono il nuovo Apis, fatto che costituiva un’occasione di festa.
Dopo essere stato mostrato al popolo, il toro divino veniva condotto nel santuario, dove era destinato a vivere con il suo harem di giovenche, per non uscire più se non in occasioni di processioni che richiedessero la sua presenza. Oltre a ricevere offerte dai fedeli, nell’Apeion, il dio-toro rendeva anche responsi in qualità di oracolo. seconda foto stessa .


 

DIo APOPHIS Nel suo viaggio celeste, il dio sole, doveva affrontare due volte al giorno un grave pericolo, Apophis (in egizio Aapep,Aapef) il serpente primordiale, il caos che odiernamente minacciava l’entità solare, all’alba e al tramonto, mettendo in pericolo l’ordine dell’universo.
Tuttavia, l’esistenza di Apophis era necessaria proprio per l’equilibrio del mondo stesso.
Le sue spire circondavano il mondo lungo la linea dell’orizzonte, questa posizione era il punto giusto per i suoi attacchi al sole nel momento in cui si avvicinava all’orizzonte.
Qual’era la tecnica del grande serpente?
Era quella di tentare con le sue spire di stringere il sole, spire rappresentate da banchi di sabbia.
Il sole rispondeva agli attacchi di Apophis, dalle cui ferite colava il sangue che colorava di rosso il cielo dell’alba e del tramonto.
Apophis, incarnazione del Nemico Divino, simbolo dei poteri dell’oscurità a volte veniva identificato con Seth, nemico degli dei.
Anche per i defunti era pericoloso il viaggio nell’aldilà, tuttavia i testi funerari assicuravano la sconfitta del serpente (“capovolgimento di Apophis”) con la formula magica “esso realmente la salva da tutti i mali”, che proteggeva il defunto nel suo viaggio.Una delle più famose rappresentazioni è quella del “Grande Gatto” che taglia la testa del serpente, mentre con le sue spire minaccia il sacro albero di persea, tratta dal capitolo 17 del Libro dei Morti, e che spesso appare nelle tombe del Nuovo Regno.Un’altra raffigurazione, molto importante, è quella rappresentata da Seth ( in origine divinità benefica e protettrice delle oasi) con la testa di falco e alato, nell’atto di trafiggere con una lancia il serpente Apophis.
Proprio da questa raffigurazione e da altre analoghe, i primi cristiani trassero l’iconografia di San Giorgio e del drago. seconda foto

Dio Atum Atum
Era una divinità solare, primitivo patrono di Eliopoli. Veniva rappresentato sotto forma di uomo con la corona dei faraoni e gli si associavano Shu e Tefnut, allo scopo di formare una triade.
Creatosi da solo, prima di generare Shu e Tefnut fu il dio primordiale di Eliopoli.
Sotto la II dinastia venne assimilato al sole Ra, in questo modo il dio iniziò a simboleggiare il sole che va a a dormire.
Nel “Libro di ciò che è nell’Ade” è nelle sembianze di Atum che Ra percorre il mondo notturno.
Gli animali sacri ad Atum erano il leone, il serpente e l’icneumone.

Dea di Bubasti. Raffigurata con testa di gatta, fa parte di un mito che la vede ultima trasformazione del ciclo: l’occhio del sole, figlio di Ra, si era infuriato e, trasformatosi in leonessa (Sekhmet) era fuggita in Nubia; qui, raggiunta da Thot, era stata calmata dal dio. Più tranquilla, si trasformò in donna dalla testa di gatta, dall’indole pacifica.

    

Bes

Nume protettore della casa e dei bambini.

Duamutef

Figlio di Horus, dalla testa di sciacallo. Dio funerario, rappresentato sul vaso canopo contenente lo stomaco. E’ posto sotto la protezione di Neith. seconda foto

TESTO E FOTO DI BEATRICE MUMMOLO RICERCATI DAL WEB e GOOGEL IMMAGINE .

(COPYRIGHT)Pianeta blu è titolare dei diritti intellettuali di questa pubblicazione. Salvo quanto previsto dalla vigente legislazione in materia di copyright, la visione di questo materiale non implica alcuna concessione di licenza, in quanto lo scopo è puramente divulgativo escludendo ogni fine di lucro. Il rispetto di tutte le leggi in materia di copyright è esclusivamente a carico dell’utente che lo visiona. Nessuna parte quindi potrà essere riprodotta o trasmessa sotto qualsiasi forma e per qualsiasi scopo senza il consenso scritto dell’Autore.

Ricordo ai visitatori di pianetablu news che su facebook è stata creata la pagina pianeta blu in cui vengono riportati gli articoli di pianetablu news ed anche altre notizie.Se la pagina è di vostro gradimento cliccate in alto a destra sul bottone mi piace e fatela conoscere anche ai vostri amici per aiutarla a farla crescere.

ecco il link della pagina:

https://www.facebook.com/pages/Pianeta-blu/190882504295322

Loading...