Villa Lante della Rovere

Beatrice Mummolo :__Tra le ville, i complessi monumentali, le dimore storiche e i castelli presenti sul territorio viterbese, villa Lante interpreta meglio di tutti il più attuale concetto di rapporto tra architettura e paesaggio ambiente, tra costruito e natura. Ideata come residenza estiva dei vescovi di Viterbo e realizzata tra il XVI e XVII secolo per volere del cardinale Raffaele Riario, nipote di papa Sisto IV della Rovere, la villa si trova a sud del borgo medioevale di Bagnaia, alle pendici dei monti Cimini ed è ad esso collegata attraverso tre assi viari convergenti verso la piazza principale.

Beatrice Mummolo__Villa Lante a Bagnaia,Parco Villa e Giardino,Villa Lante a Bagnaia è una delle più
splendide realizzazioni dell’arte del
giardino all’italiana.Un’opera originale che brilla tra le altre nella gara di bellezza che nel ‘500 vede avvicendarsi i migliori artisti dell’epoca.In essa prevale l’arte del giardino sull’opera architettonica, l’elemento scultoreo e i giochi d’acqua, l’acqua che sorge, scorre, scroscia e zampilla, scompare e riappare, saltella e si placa in un susseguirsi di fontane e percorsi.

Beatrice Mummolo__…l’acqua riprende poi la sua corsa e va a zampillare nella
Fontana dei Lumini
come a formare tante fiammelle di candele d’argento……arrivando infine a placarsi alla Fontana dei Quattro Mori, per risplendere con le altre bellezze nel meraviglioso giardino all’italiana.

Beatrice Mummolo___ …per poi acquetarsi nella
Fontana della Tavola
(o Tavola del Cardinale)
come a costituire, per un raffinato gioco di forme e trasparenze, una tavola con tovaglia cristallina…

Beatrice Mummolo___…sfociando nella Fontana dei Giganti, rappresentante i fiumi Tevere e Arno (ossia i buoni rapporti tra il papato di Roma e la famiglia Medici di Firenze) …

Beatrice Mummolo__Tra le ville, i complessi monumentali, le dimore storiche e i castelli presenti sul territorio viterbese, villa Lante interpreta meglio di tutti il più attuale concetto di rapporto tra architettura e paesaggio ambiente, tra costruito e natura. Ideata come residenza estiva dei vescovi di Viterbo e realizzata tra il XVI e XVII secolo per volere del cardinale Raffaele Riario, nipote di papa Sisto IV della Rovere, la villa si trova a sud del borgo medioevale di Bagnaia, alle pendici dei monti Cimini ed è ad esso collegata attraverso tre assi viari convergenti verso la piazza principale.

Il parco attualmente è annesso solo in piccola parte alla villa e originariamente era destinato ad attività venatoria e al riposo. Nel 1566 il cardinale Gian Francesco De Gambara, affascinato dal luogo, commissionò al celebre architetto Jacopo Barozzi, detto il Vignola, un progetto che desse concretezza e originalità alla sua idea.

Tra il parco di Villa Lante e il giardino formale esiste un rapporto tematico, costituito da numerose fontane presenti nel parco con elementi scolpiti in peperino e sedili distribuiti lungo i 18 ettari per gratificare la sosta durante le passeggiate. Il giardino formale è delimitato dal muro di cinta che costeggia la strada romana e, verso il parco, da muri di terrazzamento. Inizia alla sommità della Grotta del Diluvio, sullo stesso terrazzamento, circondata da alte siepi di bosso e sedili in peperino, si trova la fontana dei Delfini.

Il parterre è dominato al centro da una grande fontana quadrata, contornata da aiuole di bosso che, oltre a disegnare fantasiose forme geometriche, è modellato a mò di vasca. La fontana detta dei Mori è ripartita in quattro vasche che presentano al centro una barchetta occupata da un guerriero.

Tavola Cronologica: 1566 ,Fonte web_

La Fontana del Pegaso è invece ad accoglierci all’ingresso della villa…

…un festoso gioco di sculture, zampilli e spruzzi d’acqua immerso nel verde…

Beatrice Mummolo__Una bellezza che nel ‘500 vede avvicendarsi i migliori artisti dell’epoca.

In essa prevale l’arte del giardino sull’opera architettonica, l’elemento scultoreo e i giochi d’acqua, l’acqua che sorge, scorre, scroscia e zampilla, scompare e riappare, saltella e si placa in un susseguirsi di fontane e percorsi.

Beatrice Mummolo__La villa viene realizzata ove nel 1500 alti prelati viterbesi della famiglia Riario costruiscono il “Barco”, un’area di 22 ettari recintata da un muro adibita a riserva di caccia.

Beatrice Mummolo___La Fontana del Pegaso è invece ad accoglierci all’ingresso della villa…
…un festoso gioco di sculture, zampilli e spruzzi d’acqua immerso nel verde…

Beatrice Mummolo___…arrivando infine a placarsi alla Fontana dei Quattro Mori, per risplendere con le altre bellezze nel meraviglioso giardino all’italiana.

Beatrice Mummolo___1 parte)…Storia della Villa Lante di Bagnaia, Villa Lante è uno dei più bei parchi del Rinascimento ed una delle perle della nostra terra di Tuscia. Solamente lo splendido giardino all’italiana, visto da vicino oppure dalla balaustra della fontana dei Giganti, vale la visita. Dall’alto la vista d’occhio è impressionante incrociando le precise geometrie del giardino con al centro la fontana dei Quattro Mori. I giochi d’acqua e le fontane, le palazzine “gemelle” Gambara e Montalto, il grande parco con la ghiacciaia, la casina di caccia e le numerose fontane sparse nel bosco completano quest’opera che nulla ha da invidiare a villa d’Este di Tivoli ed ai giardini di Palazzo Farnese di Caprarola.La storia della “villa” è strettamente legata a quella del Borgo di Bagnaia (il medievale Castrum Balneariae): i conti Lombardi di Castellardo, cui apparteneva, lo donarono al comune di Viterbo nel 1173; i consoli di Viterbo cedettero poi il tutto al loro vescovo Raniero ed ai suoi successori nel 1202; molto tempo dopo, nel 1498, il Cardinale Raffaele Galeotti Sansoni Riario, nipote di papa Sisto IV della Rovere, maturò l’idea di costruire un “Barco”, ovvero un vasto parco recintato dove dedicarsi alla caccia.Tale opera fu compiuta dal nipote Ottaviano Visconti che fece recingere, all’incirca nel 1514, venticinque ettari di terreno con un alto muro. Nel 1521 questi fece costruire il primo edificio del parco, il Casino di Caccia.

Il successore di Ottaviano Visconti, il Cardinale Niccolò Ridolfi, nipote di papa Leone X dei Medici, iniziò la trasformazione da riserva di caccia a parco ricco di fontane, con la costruzione, nel 1532, del primo acquedotto che convogliava le acque della sorgente Votamare in una enorme vasca posta in mezzo al bosco.

Nel 1568 prende possesso del castello di Bagnaia e di tutte le sue pertinenze il cardinale Giovanni Francesco Gambara da Brescia. Si tratta di una svolta decisiva per il futuro di Villa Lante, il Gambara è infatti tra i cardinali più ricchi e sensibili del suo tempo, e non mancherà di dimostrarlo con la realizzazione della maggior parte delle opere, giardino compreso, che oggi possiamo ammirare a villa Lante.

Proprio in quegli anni stavano sorgendo, a Caprarola, Roma e Tivoli, luoghi di rara bellezza, il Palazzo Farnese con i suoi giardini, gli Orti Farnesiani sul Palatino e la villa d’Este.

La tradizione vuole, anche se mancano prove documentali a sostegno di questa tesi, che il progettista di Villa Lante fosse il Vignola, che in quel tempo ha molto lavorato in tutta la Tuscia. Tale attribuzione è comunque confortata dall’analogia con i caratteri ed i dettagli dell’architettura vignolesca sviluppati in particolare negli Orti Farnesiani e nel Palazzo Farnese di Caprarola.

Sicuramente, in epoca successiva, e dopo la morte del Vignola avvenuta nel 1573, intervenne nei lavori l’architetto senese Tommaso Ghinucci, esperto di idraulica e creatore anche a villa d’Este.

Testo e Foto di:Beatrice Mummolo.