L’olio esausto nel lavandino provoca un grave inquinamento ambientale

I pasti preparati con abbondante olio sono tra quelli più preferiti perchè molto gustosi,però medici e nutrizionisti consigliano di consumarli con molta moderazione . Ma se non riuscite proprio a rinunciarvi, sapete come  smaltire in modo corretto l’olio dopo averlo utilizzato?

Questo è molto importante infatti ci sono ancora molte persone che lo fanno nel modo sbagliato, versando l’olio nel lavandino,o nel secchio della spazzatura.

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L’olio della frittura prende il nome di “esausto” perchè durante la cottura dei cibi avviene il processo di ossidazione e ne facilita l’assorbimento di sostanze inquinanti dalla bruciatura dei residui di cibo ; quindi perde le sue qualità organolettiche e diventa un rifiuto.

Purtroppo molte persone non sanno che l’olio esausto non è biodegradabile: se viene eliminato buttandolo negli scarichi casalinghi, la sua composizione gli permetterà di galleggiare sull’acqua delle fognatura e poi dei corsi d’acqua provocando un grave inquinamento ambientale.

L’olio esausto sulla superficie dell’acqua crea una pellicola che impedisce il passaggio dei raggi solari e lo scambio dell’ ossigeno necessario alla flora e fauna, lo stesso avviene quando l’olio esausto viene disperso sul terreno.

Inoltre, se dovesse l’olio capitare che l’olio esausto brucia, la sua combustione, genera delle emissioni inquinanti pericolosissime per l’ambiente.

L’olio che finisce nella rete fognaria oltre a causare un grave inquinamento ambientale può danneggiare gli impianti idrici rendendo non disponibili le riserve d’acqua, e quindi sarà necessaria una costosa depurazione.

L’olio esausto andrebbe raccolto in un contenitore, portato nei centri di raccolta autorizzati  (vi basterà fare una ricerca online ) che provvederanno al riciclaggio per l’uso industriale, per la produzione di lubrificanti, tensioattivi e saponi.

Foto Anteprima: Pubblico dominio

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