Le api sono state dichiarate l’essere vivente più importante della Terra

Ogni giorno, siamo abituati a vedere moltissime forme di vita intorno a noi. Da quelle animate a quelle inanimate, dalle piante agli animali: ogni essere vivente, nell’ecosistema terrestre, gioca un suo ruolo specifico, che la maggior parte delle volte serve alla sopravvivenza e al buon andamento di altre vite e meccanismi che regolano la vita sulla Terra.

Fra tutti, però, esistono degli esserini che, per le loro caratteristiche e per il lavoro che svolgono giorno dopo giorno, rivestono un’importanza tanto alta, quanto purtroppo messa a serio rischio dalle attività umane, che minacciano sempre di più la loro sopravvivenza. Sono le api, piccole ma fondamentali per la sopravvivenza della natura, tanto da essere state definite l’essere vivente più importante sull’intero Pianeta. Vediamo perché.

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Che le api abbiano un ruolo di primissimo piano nel mantenimento della biodiversità e nella conservazione degli ecosistemi è cosa nota. Questi insetti permettono infatti l’impollinazione, processo che favorisce la formazione di frutti. Trasportando il polline da un fiore all’altro, garantiscono la presenza di specie vegetali diverse, e ciò significa che ci permettono di poter godere appieno dei prodotti della terra.

Non si tratta solo di miele, dunque, ma di centinaia di altri frutti e derivati che, se mancassero, renderebbero tristemente vuoti gli scaffali dei nostri supermercati. A decretare la massima importanza delle api fra tutti gli esseri vivienti è stato l’Istituto Earthwatch, durante un incontro della Royal Geographical Society di Londra.

Secondo The Science Times, ben il 70% dell’agricoltura mondiale dipende esclusivamente dalle api, così come è grazie a loro che le piante riescono a riprodursi, con evidenti benefici per la fauna che se ne nutre, uomini compresi.

immagine: Pexels

Tutto molto positivo, se non fosse che, come già accennato in precedenza, questi insetti gialli e neri stanno inesorabilmente scomparendo. Il fenomeno dello “spopolamento degli alveari” è una triste realtà, che ha visto un declino di circa il 90% della popolazione di api mondiale negli ultimi anni. 

Uso smodato di pesticidi, deforestazione, distruzione degli habitat sono, al di là di qualunque catastrofismo, fra le maggiori cause di questo fenomeno, che dimostra ancora una volta che l’uomo è tristemente incapace di preservare al meglio l’unico ambiente che ha a disposizione per vivere. 

È davvero necessario un cambiamento di rotta nel rapporto che abbiamo con i fragili ecosistemi della Terra, e un primo, importante passo può essere quello di favorire e supportare la protezione delle api e il loro ripopolamento.

I sistemi ci sono, si basano sul ripristino di tecniche di coltura naturali e non invasive, e in molti casi sono anche in via di sviluppo e utilizzo. Solo con una diversa consapevolezza potremo far sì che il cibo che mettiamo in tavola non si trasformi in un prodotto proveniente da raccolti cresciuti solo grazie alla chimica e in maniera artificiale. Ne va della nostra salute.

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