Un enorme impianto solare galleggiante in mezzo al mare: così l’Olanda darà una mano al Pianeta

Per salvaguardare l’ambiente e continuare a svolgere tutte le attività che richiedono energia, ricorrere alle fonti rinnovabili è ormai divenuta una priorità essenziale.

Spesso si dice che è proprio così che dovrebbe essere l’energia del futuro: pulita e inesauribile. Purtroppo, però, ai buoni propositi non fanno sempre seguito iniziative concrete. E, considerando di quanto sole e vento disponiamo nel mondo – solo per citare due fonti green – è davvero un peccato.

Una speranza, in questo senso, arriva dall’Olanda. Con un progetto ambizioso e fortemente innovativo, il Paese nordeuropeo tende una mano all’ecosistema del Pianeta, provando a farlo risollevare dalle prospettive poco rassicuranti che si prevedono per i prossimi anni.

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immagine: Facebook

Si chiama Zon-op-zee, ossia “Sole sul mare“: un nome decisamente azzeccato per un enorme impianto energetico solare galleggiante che sorgerà proprio in mezzo al mare, a circa 15 chilometri dalle coste de L’Aia.

2500 metri quadrati d’acqua saranno dunque coperti da pannelli solari, posizionati in un punto “strategico” per le sue temperature e per l’irraggiamento del sole. Secondo le stime, questa enorme centrale solare dovrebbe generare il 15% in più di elettricità rispetto a quella prodotta sulla terraferma.

Va da sé, infatti, che porre i pannelli solari in mezzo all’acqua, superficie riflettente per eccellenza, sia una trovata ottima. La cosa che renderà unico questo impianto sarà il fatto che i pannelli saranno ormeggiati tra le turbine eoliche esistenti in quel tratto marino, e collegati agli stessi cavi. Un “mix” rinnovabile, che darà vita a una vera e propria “zona green“.

immagine: Facebook

Un’installazione del genere potrebbe sembrare talmente grande e massiccia da poter mettere a rischio l’ecosistema marino del luogo. Gli olandesi, però, stanno pensando anche a questo, dato che hanno predisposto un team di ecologi marini che valuterà minuziosamente l’impatto ambientale ed eventuali problemi legati alla vita marina.

Dagli iniziali 30 metri quadrati messi in uso, che saranno testati dall’Università di Utrecht come prototipo, si prevede di arrivare ai 2500 già citati entro la fine del 2021. Il tutto grazie a un iniziale stanziamento di fondi governativi di 1,2 milioni di euro.

Progetti del genere fanno sorgere grandi speranze su un futuro in cui ci si renda conto che le fonti da cui prendiamo energia non dureranno per sempre: l’unica via d’uscita è reinventarsi, anche attraverso quello che ci sembra più scontato.

Source:

https://www.uu.nl/nieuws/universiteit-utrecht-onderzoekt-eerste-drijvende-zonnecentrale-op-zee-0

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