Ecco perché gli orsi polari assediano un avamposto militare nucleare russo (VIDEO)

L’invasione degli orsi bianchi affamati in Novaya Zemlya è causata dal riscaldamento globale

In Russia, il governo regionale di Archangelsk ha annunciato la decisione di dichiarare dal 9 febbraio lo stato di emergenza sul territorio della Novaya Zemlya  a casa «dell’invasione di massa degli orsi polari nelle aree residenziali».

Il problema riguarda soprattutto  Belushya Guba, il più grande (meno di 2.000 abitanti) centro del  remoto arcipelago russo della Novaya Zemlya, nell’Oceano Artico, un insediamento militare che tiene sotto controllo i siti dei test nucleari e che si è trovato sotto assedio da parte di un nemico inaspettato: gli orsi polari.

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Gli orsi sono stati spinti verso il centro abitato dal cambiamento climatico che li costringe a cercare cibo a terra – in questo caso nelle discariche – invece che sulla banchisa ghiacciata sempre meno estesa e più sottile. Gli orsi hanno attaccato (o meglio intimidito) alcune persone, senza finora fare vittime o feriti, e si sono introdotti in edifici residenziali e pubblici seminando il panico.

In Russia la caccia all’orso bianco – specie a rischio estinzione – è proibita e l’agenzia federale per l’ambiente si è finora rifiutata di concedere  permessi straordinarie per sparare ai plantigradi.

Il problema è che gli orsi bianchi ormai non sembrano avere più nessuna paura delle pattuglie e delle sirene della polizia, dei cani e nemmeno dei tentativi di qualcuno di sloggiarli a fucilate. E i funzionari locali invocano misure più drastiche per allontanare/eliminare la minaccia costituita da 52 orsi che scorrazzano nelle vicinanze di  Belushya Guba, tra i quali una decina ormai passeggiano tranquillamente per le vie del paese.

Il capo dell’amministrazione della Novaya Zemlya, Vigansha Musin ha detto che «Più di cinque sono  sul territorio della guarnigione militare locale, dove si trovano le forze di difesa aerea e aerea. Sono nella Novaya Zemlya dal 1983.  Non c’era mai stata un’invasione di massa di orsi polari. Ricordo che più di 5 rsi polari sono entrati nella guarnigione [militare] a caccia di persone e sono entrati in edifici residenziali. Dato che è vietato abbatterli, dovremo trovare un modo che richiederà più tempo e che è meno sicuro per i residenti. In totale, una cinquantina di orsi polari sono vicini agli insediamenti umani, quindi abbiamo molto lavoro da fare».

Il suo vice, Alexander Minayev,  ha detto alla Tass che «La nostra vita normale è stata interrotta da questa minaccia. Le persone sono spaventate, hanno paura di lasciare le loro case, le loro abitudini quotidiane vengono infrante e i genitori non vogliono lasciare andare i loro figli a scuola o all’asilo». Intorno alle scuole sono state installate recinzioni anti-orso e i militari e il personale dipendente della base militare vengono portati a lavoro su veicoli blindati, mentre l’area è costantemente pattugliata. Ciononostante, le misure non hanno prodotto risultati tangibili.

Ma non tutti gli abitanti di Belushya Guba sembrano spaventati, in un video si vede un uomo che cammina con noncuranza davanti a un orso che si aggira vicino a dei condomini.

Non è la prima volta che un insediamento russo viene assediato dagli orsi polari: nel 2016 un team di scienziati restò chiuso per diverse settimane in una stazione meteorologica sull’isola di Troynoy, a est di Novaya Zemlya, aspettando che decine di orsi se ne andassero.  Nel 2007 gli orsi polari assediarono il villaggio di Vankarem e altri piccoli insediamenti lungo la costa della Chukokta, nel nord-est dell’estremo oriente russo e il governo federale fu costretto a togliere temporaneamente il bando di abbattimento degli orsi polari (risalante al 1956, in piena epoca sovietica). Da quello scontro tra uomini e orsi nacque un programma di pattugliamento per  avvistare gli orsi polari e tenerli lontani dai centri abitati.  Già allora il biologo  Anatoly A. Kochnev avvertì politici e amministratori locali che «Il normale spazio vitale degli orsi polari si sta restringendo».

Ma a Belushya Guba l’assedio è in corso da dicembre e gli orsi non sembrano avere nessuna intenzione di andarsene. Per questo il governo federale russo ha inviato  nel remoto arcipelago –  che prima dei test atomici ospitava gulag stalinisti – un team di esperti per valutare e prevenire i possibili attacchi agli esseri umani da parte di questi possenti e affamati carnivori (e viceversa).  Ma la Tass scrive che «Tuttavia, se tali misure non aiuteranno a risolvere la situazione, l’abbattimento rimarrà l’unica risposta obbligata».

La popolazione mondiale di orsi polari è calcolata in 22.000 – 25.000 individui e con la diminuzione del ghiaccio artico a causa dei cambiamenti climatici, gli orsi polari sono costretti a cambiare le loro abitudini di caccia e a trascorrere più tempo sulla terra ferma in cerca di cibo, il che potenzialmente li pone in conflitto con gli esseri umani.

Nell’arcipelago di Novaya Zemlya, gli orsi polari migrano tradizionalmente da sud verso  nord, «Dove il ghiaccio è solido – ha detto alla Tass la ricercatrice Ilya Mordvintsev –  Ma lo scorso  autunno, il ghiaccio marino dell’isola era insolitamente scarso, il che ha reso difficile la   caccia alle foche» e,  su Motherboard,  Andrew Derocher, dell’università dell’Alberta, spiega: «E’ un po’ come quando vai in un ristorante e il ristorante è chiuso. Allora dove vai? Continui a vagabondare finché non trovi quello che è aperto». In questo caso, il ristorante aperto, erano la discarica e i bidoni dei rifiuti di Belushya Guba, «Una fonte di cibo alternativa irresistibile, anche se meno nutriente», conclude la Mordvintsev.

 

Videogallery

  • Bear invasion – 3

https://youtu.be/c2zCggBxWrQ

Fonte: www.greenreport.it 

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