Perché è pericoloso fare pipì in piscina

Avete presente la leggenda metropolitana secondo cui nelle piscine esisterebbe una sostanza in grado di reagire con la pipì, colorando l’acqua di rosso? Una bugia è vero, ma a fin di bene, perché diciamocelo: a nessuno piace l’idea di nuotare immersi nell’urina. “Che male può fare però un po’ di pipi?”, diranno i meno schizzinosi, per poi aggiungere: “C’è il cloro che disinfetta, no?”. La risposta alle loro domande arriva da uno studio dell’Università di Pechino e dell’americana Purdue University, pubblicato sulle pagine della rivista Environmental Science & Technology: mischiandosi con il cloro delle piscine, l’urina sarebbe infatti in grado di produrre sostanze chimiche pericolose per i polmoni, il cuore, e anche per il sistema nervoso centrale.

Nonostante venga aggiunto per disinfettare le acque delle piscine, il cloro può produrre anche effetti nocivi, reagendo con le sostanze organiche presenti nell’acqua e formando composti tossici per il nostro organismo. Due di questi in particolare sono estremamente pericolosi: il tricloruro d’azoto, che ha effetti tossici sui polmoni, e il ilcloruro di cianogeno, pericoloso per i polmoni, il cuore, e per il sistema nervosocentrale. Entrambe le sostanze sono estremamente diffuse nelle piscine di tutto il mondo, ma fino ad oggi gli scienziati non sapevano quale reazione chimica fosse esattamente responsabile della loro produzione.

I ricercatori hanno deciso di cercare i possibili responsabili tra le due sostanze che gli utenti delle piscine disperdono più frequentemente nell’acqua: il sudore e l’urina. Hanno quindi provato a mischiare il cloro con l’acido urico, contenuto in entrambi i liquidi, scoprendo che la reazione chimica tra le due sostanze è in grado di produrre alte quantità di tricloruro d’azoto e cloruro di cianogeno in meno di un’ora.

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Dai calcoli degli scienziati, oltre il 90% di questi composti tossici presente nelle acque delle piscine si forma a causa dell’urina rilasciata dai nuotatori. “Poiché la minzione per molti nuotatori è un’azione volontaria – scrivono gli autori nello studio – i nostri risultati dimostrano che un miglioramento delle abitudini igieniche da parte degli utenti potrebbe portare importanti benefici per la salubrità dell’acqua e dell’aria dellepiscine”. Come a dire: i bagni ci sono, perché non usarli?

Riferimenti: Environmental Science & Technology DOI: 10.1021/es405402r

Creduits immagine: Omar Eduardo/Flickr

Di Simone Valesini

Fonte: www.galileonet.it

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