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Riscaldamento globale, la situazione è tragica: vivremo sul Pianeta ‘Serra’, cos’è la Hothouse Earth

riscaldamento globale

I ricercatori svedesi annunciano che potremmo vivere presto su una ‘Hothouse Earth’ (Pianeta Serra) perché quanto stiamo facendo per limitare il riscaldamento globale potrebbe essere inutile: il limite di 2 gradi infatti potrebbe innescare eventi a catena che condurrebbero comunque ad un incremento del caldo con conseguenze devastanti. Ecco quali potrebbero essere le conseguenze.

Il riscaldamento globale potrebbe essere ad un punto di non ritorno e la Terra sembrerebbe destinata a cambiare nome per diventare il Pianeta ‘Serra’. A quanto pare infatti tutti gli sforzi (che non sono neanche troppi) che stiamo facendo per rispettare gli accordi di Parigi, e quindi ridurre l’inquinamento e di conseguenza l’innalzamento delle temperature, potrebbero essere del tutto inutili: il limite di 2 gradi potrebbe non bastare e rischiamo eventi a catena catastrofici che ci porterebbero a vivere in una vera e propria mega serra.

Una ‘Hothouse Earth’, un Pianeta Serra. I ricercatori dello Stockholm Resilience Centre hanno calcolato quali sarebbero le reali conseguenze dell’accordo di Parigi (sempre dando per scontato che tutti noi lo rispetteremo) e hanno scoperto che c’è il rischio che quanto pianificato fino ad oggi non sia sufficiente da fermare l’effetto serra che potrebbe inglobare il nostro Pianeta. Quanto parliamo di ‘Hothouse Earth’ ci riferiamo ad un incremento globale delle temperature di 4-5 gradi e un innalzamento del livello del mare di 10-60 metri: con evidenti conseguenze devastanti.

Il caldo aumenta, la Terra risponde. I ricercatori spiegano che un incremento delle temperature entro i 2 gradi (come previsto dall’accordo di Parigi) potrebbe portare ad un processo chiamato ‘feedbacks’ (di risposta, diciamo) che porta comunque ad un ulteriore riscaldamento (anche in caso di stop totale di emissioni di gas serra). Questi ‘feedbacks’ sono: disgelo del permafrost, perdita di idrati di metano dai fondali oceanici, indebolimento dei pozzi di carbonio, incremento della respirazione batterica negli oceani, la morte della foresta pluviale amazzonica, deperimento della foresta boreale, riduzione del manto nevoso nell’emisfero settentrionale, perdita del giaccio marino estivo artico e riduzione del ghiaccio marino antartico e degli strati di ghiaccio polare.

Quindi che fare? Considerate queste catastrofiche premesse, viene da chiedersi cosa possiamo fare e, soprattutto, se possiamo realisticamente fare qualcosa. I ricercatori sostengono che per ridurre l’effetto ‘Hothouse Earth’ non è necessaria solo la riduzione delle emissioni di anidride carbonica e altri gas, ma dobbiamo migliorare e creare nuovi depositi biologici di carbonio quindi evitare la deforestazione e lo sfruttamento del suolo, poi risulta necessario concentrarsi sulla conservazione della biodiversità e sullo sviluppo di tecnologie in grado di rimuovere l’anidride carbonica dall’atmosfera. Per riuscire a vivere in una ‘Stabilized Earth’ (Terra Stabilizzata) dovremmo addirittura diminuire le temperature di 2 gradi rispetto all’era pre industriale: un miracolo? Lo scopriremo molto presto.

Zeina Ayache

Fonte:scienze.fanpage.it

 

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