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Stephen Hawking ha scritto un documento scientifico due settimane prima di morire, e potrebbe condurre alla scoperta di universi paralleli

A pochi giorni dalla sua morte, divulgato l’ultimo lavoro dello scienziato, che dimostra come potremmo trovare altri universi oltre al nostro

Stephe Hawking continua a stupirci. Il suo ultimo studio, completato poco tempo prima delle sua morte e intitolato A Smooth Exit from Eternal Inflation, potrebbe essere l’eredità più importante dello scienziato britannico deceduto la settimana scorsa all’età di 76 anni, in quanto spiegherebbe la possibile esistenza di altri universi, o teoria del multiverso.

Il multiverso è una delle teorie più intriganti e controverse della fisica moderna, secondo cui dopo il Big Bang ci furono contemporaneamente un numero infinito di altre esplosioni che diedero vita ad altri universi paralleli. Ma l’ultimo lavoro di Hawking si spingerebbe oltre. Sostiene che le prove di altri universi dovrebbero essere misurabili, con una serie di complesse formule matematiche, attraverso la radiazione cosmica di fondo, (Cmb, acronimo di Cosmic Microwave Background), una radiazione nell’ordine delle microonde, che permea il nostro universo e che viene considerata una sorta di relitto dell’universo primordiale.

E che, sempre secondo questo ultimo studio, dovrebbe essere rilevabile da una sonda spaziale, attraverso la quale gli scienziati potrebbero trovare le prove sperimentali dell’esistenza di un universo parallelo.

Questa teoria, secondo la quale la radiazione cosmica di fondo sia legata in qualche modo agli universi paralleli, non è però del tutto nuova. Per esempio, nel 2015, lo scienziato Ranga-Ram Chary del California Institute of Technology (Caltech) aveva notato alcune anomalie nella mappa della Cmb che potevano essere la prova dell’esistenza di universi paralleli.

In particolare, secondo la sua ipotesi, alcuni punti nella mappa della Cmb sarebbero stati troppo luminosi e questo eccesso di luce sarebbe stato imputabile a un eccesso di materia (elettroni e protoni) che si sarebbe avuto nel punto di contatto con un altro universo.

Secondo il Sunday Times, che ieri ha dato la notizia dello studio, Thomas Hertog, coautore insieme a Hawking e professore di fisica teorica dell’Università Ku Leuven (Belgio), ha incontrato il fisico britannico all’inizio di marzo per ricevere la sua ultima approvazione. “Il nostro obiettivo era quello di trasformare l’idea del multiverso in un quadro che fosse accertabile scientificamente”, ha spiegato l’esperto. Il giornale ha anche riportato che nello studio, Hawking ipotizzerebbe una nuova fine del nostro universo, che sarebbe destinato a spegnersi progressivamente e a sparire quando le stelle avranno finito la loro energia.

(Foto: Jemal Countess / Stringer / Getty Images)

Fonte: www.wired.it 

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