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Il riscaldamento globale fa nascere il 99% di tartarughe femmine

Questi antichissimi rettili potrebbero non avere il tempo per adattarsi al cambiamento climatico di origine antropica.

e temperature in aumento potrebbero portare all’estinzione grosse popolazioni di tartarughe marine

Un nuovo metodo di ricerca rivela che il rapporto tra i sessi delle colonie di tartarughe verde (Chelonia mydas) della Grande Barriera Corallina Australiana è stato fortemente alterato. Gli scienziati hanno utilizzato un nuovo approccio di ricerca per dimostrare che le temperature più calde stanno facendo diventare una delle più grandi colonie di tartarughe marine del mondo quasi interamente femminile, il che potrebbe entro i prossimi decenni far crollare il tasso di accoppiamento e quindi di deposizione, portando queste tartarughe verdi all’estinzione,

A dirlo è lo studio “Environmental Warming and Feminization of One of the Largest Sea Turtle Populations in the World” pubblicato su Current Biology da un team di ricercatori della Noaa Fisheries e del  Department of environment and heritage protection del Queensland e gli scienziati statunitensi e australiani  ricordano che «Le temperature della sabbia determinano il sesso dei piccoli di tartaruga, con temperature più calde che determinano più femmine. Negli ultimi due decenni, le temperature sulle isole della Grande Barriera Corallina Australiana stttentrionale sono aumentate al punto che praticamente nessuna tartaruga maschio viene ora prodotta da queste spiagge du nidificazione».

I ricercatori sottolineano che lo studio «solleva nuove preoccupazioni sulle minacce immediate dei cambiamenti climatici alle popolazioni di tartarughe marine» e alla National oceanic and atmospheric administration evidenziano che «I risultati dello studio saranno importanti per i gestori della fauna selvatica per prendere in considerazione del le strategie per abbassare le temperature di incubazione nelle colonie chiave di tutto il mondo, per aumentare la capacità delle popolazioni di tartarughe locali di adattarsi ai mutamenti dell’ambiente ed evitare un crollo della popolazione o addirittura l’estinzione».

Anche se da decenni si sa che l’aumento delle temperature altera il sesso della prole delle tartarughe marine, questa è la prima volta che questa tendenza viene documentato direttamente in una grande popolazione selvatica. In passato i ricercatori avevano determinato il sesso di singoli esemplari attraverso esami anatomici sulle spiagge dove avviene la nidificazione, fornendo così solo un’istantanea scattata partendo dai dati di pochi nidi. Alla Noaa spiegano che «Il nuovo studio utilizza una combinazione innovativa di endocrinologia e genetica per valutare il sesso di centinaia di tartarughe su un grande territorio di foraggiamento, rivelando il rapporto tra i sessi nelle tartarughe immature e mature provenienti da diverse spiagge di nidificazione, per molti anni».

L’analisi ha rivelato le diverse percentuali fra maschi e femmine e le tendenze in due popolazioni nidificanti nella Grande Barriera Corallina: le tartarughe verdi provenienti dalle spiagge di nidificazione più fredde del sud erano per circa il 65-69% femmine; le tartarughe marine adulte provenienti dalle più calde spiagge del nord erano per l’86,8% femmine, ma le femmine arrivavano 99,8% delle tartarughe subadulte e il  99,1% delle tartarughine appena uscite dalle uova si sono rivelate femmine.

Il principale autore dello studio, Michael Jensen, un biologo del Noaa Fisheries’ Southwest fisheries science center, vede però in questa preoccupante scoperta un’opportunità: «Questo ci ha aperto un’importante nuova finestra sui cambiamenti demografici in queste popolazioni negli ultimi decenni, che fino ad ora non erano stati rilevati. La cosa sconcertante è che ora possiamo vedere come i cambiamenti climatici potrebbero influenzare la longevità di questa e di altre popolazioni di tartarughe marine in tutto il mondo».
Negli Usa le tartarughe verdi sono protette dall’Endangered Species Act e sono considerate in pericolo di estinzione nella Lista Rossa dell’International union for the conservation of nature. La Grande Barriera Corallina Australiana ospita alcune delle loro più grandi popolazioni al mondo di questi antichissimi rettili marini e si stima che sulle sue spiagge settentrionali nidifichino circa 200.000 femmine, la maggior parte delle quali su due piccoli banchi corallini. Le stesso aumento delle temperature che fa nascere solo tartarughe femmine  sta anche portando allo sbiancamento di gran parte della Grande Barriera Corallina settentrionale.

I ricercatori scrivono che «Le nostre scoperte aggiungono un’altra dimensione al crescente numero di prove che l’aumento delle temperature sta interessando in modo ampio gli ecosistemi della Grande Barriera Corallina».
Le tartarughe marine vagano negli oceani fin dalla notte dei tempi e che sono riuscite a sopravvivere a sconvolgimenti climatici naturali planetari. Alla Noaa fanno notare che inizialmente un numero crescente di femmine potrebbe sembrare una buona cosa per le popolazioni di tartarughe marine, visto che aumenterebbe il potenziale riproduttivo della popolazione, ma «Il problema è che il clima moderno sembra cambiare più velocemente di quanto le tartarughe possano adattarsi».

Camryn Alle, del Pacific Islands fisheries science center della Noaa Fisheries, conclude: «Il ritmo del cambiamento che colpisce queste popolazioni è probabile che sia qualcosa di diverso da tutto ciò che hanno sperimentato prima. Sappiamo che le specie si evolvono in risposta al clima e ad altri cambiamenti ambientali, ma hanno bisogno di tempo per farlo. Sfortunatamente in questo caso, potrebbe essere una cosa che non hanno».

Fonte: www.greenreport.it

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