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Come riconoscere i sintomi dell’intolleranza al lattosio

L’intolleranza al lattosio è l’incapacità di digerire questa sostanza, ovvero lo zucchero principale che si trova in latte e derivati. Viene causata da una mancanza totale o parziale della lattasi, l’enzima necessario per digerire il lattosio nell’intestino tenue. Non viene considerata una patologia pericolosa, ma può causare fastidiosi disturbi allo stomaco o all’intestino (gonfiore, dolore addominale, flatulenza) e comportare scelte alimentari restrittive. Molti adulti sono intolleranti al lattosio senza avere altri disturbi. Ricorda però che anche molte altre malattie e situazioni patologiche causano problemi gastrointestinali, quindi saper riconoscere in maniera precisa i sintomi associati all’intolleranza è importante.

Riconoscere i Sintomi

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    Fai attenzione ai sintomi gastrointestinali. Come succede con molte patologie, è difficile capire se i sintomi che accusi sono insoliti. Per esempio, se una persona soffre puntualmente di problemi gastrointestinali dopo i pasti, probabilmente lo considera “normale” e pensa che gli altri si sentano nello stesso modo. Tuttavia, avere gonfiore, flatulenza (produzione di gas), crampi, nausea e feci acquose (diarrea) dopo i pasti non è affatto normale ed è sempre sintomatico di problemi digestivi [2][3]. Diverse patologie e disturbi causano sintomi gastrointestinali simili, quindi la diagnosi può essere difficile. Il primo passo da compiere è capire che avere problemi di questo tipo non è normale e non va considerato inevitabile.

    • La lattasi divide il lattosio nei suoi componenti semplici, il glucosio e il galattosio, che vengono assorbiti dall’intestino tenue e trasformati in energia dal corpo [4].
    • Non tutte le persone affette da un deficit di lattasi accusano problemi digestivi o gastrointestinali: pur producendo basse quantità di questo enzima, riescono comunque a digerire il lattosio.
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    Cerca di capire se questi sintomi sono associati al consumo di latte e derivati.Le classiche avvisaglie dell’intolleranza al lattosio (gonfiore, dolore addominale, flatulenza e diarrea) spesso si presentano in un arco di tempo compreso tra 30 minuti e due ore dopo il consumo di cibi o bevande contenenti questo zucchero complesso [5]. Di conseguenza, prova a capire se esiste una correlazione tra questi disturbi gastrointestinali e il consumo di prodotti lattiero-caseari. Al mattino, fai colazione evitando prodotti contenenti lattosio (leggi le etichette in caso di dubbio) e stai a vedere come ti senti. A pranzo, prova invece a mangiare del formaggio o uno yogurt, oppure a bere un bicchiere di latte. Se l’apparato gastrointestinale reagisce in maniera sostanzialmente diversa, allora è molto probabile che si tratti di intolleranza al lattosio.

    • Se dopo entrambi i pasti osservi gonfiore e flatulenza, allora può darsi che tu abbia un problema gastrico o intestinale, come una malattia infiammatoria cronica intestinale (per esempio quella di Crohn).
    • Se ti senti piuttosto bene dopo entrambi i pasti, allora è possibile che tu sia allergico ad altre sostanze che assumi.
    • Questo approccio solitamente viene definito “dieta di eliminazione”. In questo caso, bisogna evitare latte e derivati in modo da capire per esclusione le cause dei propri problemi gastrointestinali.
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    Distingui tra intolleranza al lattosio e allergia al latte. L’intolleranza è dovuta sostanzialmente alla mancanza di un enzima, dunque il lattosio non digerito finisce nell’intestino crasso (l’ultima parte del sistema digestivo). A quel punto, i batteri intestinali consumano lo zucchero e come effetto secondario producono gas idrogeno (e del metano). Questo spiega il gonfiore e la flatulenza tipici dell’intolleranza al lattosio [6]. Invece, l’allergia al latte è una risposta anomala del sistema immunitario a prodotti lattiero-caseari. Spesso si verifica a pochi minuti dall’esposizione alla proteina responsabile (caseina o proteine del siero del latte) [7]. I sintomi possono includere respiro affannoso-sibilante, orticaria, gonfiore nella zona di labbra/bocca/gola, naso che cola, lacrimazione, vomito e problemi digestivi.

    • L’allergia al latte vaccino è una delle più diffuse tra i bambini.
    • Solitamente è il latte vaccino a causare una reazione allergica, ma anche quello di pecora, capra e altri mammiferi può scatenarla.
    • Gli adulti che soffrono di febbre da fieno o altre allergie alimentari sono più predisposti ad avere una reazione negativa ai derivati del latte.
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    Ricorda che l’intolleranza al lattosio spesso è associata a fattori etnici. È vero che la quantità di lattasi prodotta nell’intestino tenue diminuisce con l’avanzare degli anni, ma questo meccanismo è collegato anche alla genetica. Infatti, tra certi gruppi etnici l’incidenza del deficit di lattasi è piuttosto elevata. Per esempio, circa il 90% degli asiatici, l’80% degli afroamericani e l’80% dei nativi americani sono intolleranti al lattosio [8]. Il disturbo è meno diffuso tra le popolazioni originarie del Nord Europa. Di conseguenza, se hai origine asiatica o afroamericana e spesso accusi fastidi gastrointestinali dopo i pasti, è piuttosto probabile che siano causati dall’intolleranza al lattosio.

    • L’intolleranza al lattosio è insolita tra neonati e bambini, indipendentemente dall’etnia. È un disturbo che generalmente compare in età adulta.
    • I bambini prematuri possono però manifestare una capacità limitata di produrre lattasi perché non hanno l’intestino interamente sviluppato.

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Confermare l’Intolleranza al Lattosio

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    Sottoponiti al breath test all’idrogeno. È l’esame più comune per diagnosticare il deficit di lattasi [9]. Viene eseguito nello studio di uno specialista o in ospedale, solitamente dopo aver provato la dieta di eliminazione. Per fare il test, bisogna bere un liquido dolce contenente molto lattosio (25 grammi). Il medico misura dunque la quantità di gas idrogeno nell’alito a intervalli regolari (ogni 30 minuti). Se il paziente può digerire il lattosio, verrà rilevato poco idrogeno, addirittura nessuna traccia. Per chi è intollerante al lattosio, la rilevazione dà luogo a valori molto più alti: lo zucchero fermenta nel colon a causa della flora batterica e viene prodotto gas.

    • Il breath test all’idrogeno è efficace per confermare l’intolleranza al lattosio perché è piuttosto attendibile e molto conveniente.
    • Per fare il test, solitamente bisogna digiunare la sera prima ed evitare di fumare.
    • Usare troppo lattosio causa falsi positivi per alcuni pazienti e lo stesso vale per la proliferazione batterica nel colon.
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    Informati sul test della glicemia o di tolleranza al lattosio. È un esame del sangue usato per valutare la reazione del corpo al consumo di livelli elevati di lattosio (solitamente 50 grammi) [10]. Il medico misura la glicemia a digiuno, che sarà il suo valore di riferimento. Successivamente, occorre consumare una bevanda a base di lattosio. Vengono dunque paragonate la rilevazione effettuata a digiuno e le letture eseguite una-due ore dopo il consumo di questo zucchero. Se nell’intervallo di tempo analizzato la glicemia non supera di 20 g/dl il valore di riferimento, il corpo non digerisce e/o assorbe correttamente il lattosio.

    • Il test della glicemia o di tolleranza al lattosio è un metodo più datato per diagnosticare il disturbo e non viene eseguito con la stessa frequenza del breath test all’idrogeno. In ogni caso può essere utile.
    • Il test della glicemia o di tolleranza al lattosio ha una sensibilità del 75% e una specificità del 96% [11].
    • I falsi negativi si presentano tra i soggetti diabetici e in caso di proliferazione batterica nell’intestino.
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    Informati sul test di acidità delle feci. Il lattosio non digerito produce acido lattico e altri acidi grassi nel colon, che finiscono negli escrementi [12]. Questo esame solitamente viene prescritto a neonati e bambini più piccoli. Può rilevare la presenza di questi acidi attraverso un campione di feci. Al paziente viene somministrata una piccola quantità di lattosio, poi vengono prelevati e testati diversi campioni consecutivi di feci per valutare se i livelli di acidità sono più alti del normale. Un bambino può anche avere glucosio nelle feci a causa del lattosio non digerito.

    • Per i bambini che non possono sottoporsi ad altri test per confermare un’eventuale intolleranza al lattosio, questo esame è una buona alternativa.
    • Sebbene questo esame sia efficace, il breath test all’idrogeno solitamente è preferito grazie alla sua praticità e convenienza.

Consigli

  • Se non riesci a rinunciare al latte per i cereali o il caffè, compra prodotti a basso contenuto di lattosio o privi. In alternativa, prova il latte di soia o di mandorle.
  • Forse puoi tollerare meglio i prodotti a base di latte scremato rispetto a quelli contenenti latte intero.
  • Alcuni derivati del latte, come i formaggi a pasta dura (groviera e cheddar), contengono piccole quantità di lattosio e spesso non causano problemi gastrointestinali.
  • Per favorire la digestione del lattosio, puoi anche prendere integratori di lattasi in compresse o gocce poco prima di un pasto o uno spuntino.
  • Le persone affette da altre patologie gastrointestinali, come la diarrea del viaggiatore, possono diventare temporaneamente intolleranti al lattosio.
  • Ecco alcuni cibi ricchi di lattosio: latte vaccino, frullati, crema chantilly, crema per caffè, gelato, sorbetto prodotto con latte, formaggi morbidi, burro, budino, crema pasticcera, salse cremose e yogurt [13].

Avvertenze

  • L’intolleranza al lattosio causa sintomi che somigliano a quelli di patologie gastrointestinali più gravi; consulta sempre un medico, non provare ad autodiagnosticarti.

QUESTO ARTICOLO HA SOLO FINE ILLUSTRATIVO E NON SOSTITUISCE IL PARERE DEL MEDICO. NON È DESTINATO A FORNIRE CONSIGLI MEDICI, DIAGNOSI O TRATTAMENTO. 

Fonte: www.wikihow.it 

 

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