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Natale magro, ma tredicesime più sostanziose: si abbassa il budget per i regali

La situazione a pochi giorni dal Natale è la seguente: nel bergamasco sale la spesa mensile, ma non si fanno regali!

 

In poche parole, nonostante si stia spendendo di più, solo una minima parte di questi soldi è destinata ai regali natalizi.

 

Sembrerebbe, quindi, che i bergamaschi siano impegnati a rimettere in pari il bilancio, a concedersi un po’ di sano relax con la vacanza piuttosto che comprare i canonici regali di Natale.

Buone notizie per quel che concerne il livello di spesa mensile, che dovrebbe avvicinarsi di molto alla media nazionale anch’essa in crescita, ma pochi soldi spesi per i doni: si parla di un budget di circa 166 euro a testa, che mette in luce il fatto che le priorità sono alte.

Questa voce di spesa rimane, quindi, costante e lo è dal 2013, nel pieno della crisi economica che sembra ormai essere alle spalle.

A rendere noti i dati in questione ci ha pensato l’Ufficio Studi Confcommercio, in una analisi annuale sull’andamento dei consumi, sull’ammontare delle tanto attese tredicesime e su quella che è la relativa la propensione alla spesa e ai regali natalizi.

 

Paolo Malvestiti, Presidente di Ascom Confcommercio Bergamo, ha dichiarato che era prevedibile una situazione di questo tipo e spiega che, alla fine dei conti, questo significa che la crisi non è peggiorata rispetto allo scorso anno.

Si spera, quindi, che quelli che sono stati gli acquisti del Black Friday, approfittando dei famosissimi saldi online che molti siti propongono, non siano stati sostitutivi di quelli del Natale.

Naturalmente, come ogni anno, la vera impennata negli acquisti si ha nel momento in cui arrivano le tredicesime, che riescono a far respirare le famiglie. Proprio quest’anno, sottolinea Malvestiti, si sono avute tredicesime ben più robuste rispetto agli altri anni anche se, almeno al momento, non sono previste spese folli per gli acquisti che non siano spese per la casa, per gli alimentari e per le vacanze.

Infine sottolinea: “siamo in una situazione strana, in bilico tra la fine della crisi e una vera crescita. E in questo contesto serve solo fiducia”.

 

Questa è, quindi, la parola chiave per uscire definitivamente dal periodo della crisi economica che per quasi un decennio ha vessato il nostro paese e che, finalmente, sembra lentamente scomparire.

 

Qual è il settore che, più di tutti, sta patendo in questo momento? Di certo quello dell’abbigliamento e delle calzature. Diego Pedali, del Gruppo Abbigliamento, calzature e articoli sportivi Ascom ha dichiarato che al momento non si respir aria natalizia e gli sforzi dei commercianti per abbellire strade e vetrine pesano eccome sui loro bilanci.

 

Come sempre, le ultime giornate prima delle feste saranno quelle decisive e, quindi, come ogni anno si confida sui regali fatti all’ultimo momento.

Rimangono, invece, in buona posizione gli smartphone, che vengono sempre molto venduti e sono amati da diverse fasce di età.

 

Anche i libri non subiscono un forte calo di vendite, dato che rimangono sempre un regalo molto gettonato e gradito. Per quanto riguarda, invece, le spese del settore alimentare è più difficile fare i conti perché solitamente i classici cesti vengono acquistati proprio pochi giorni prima del Natale.

 

Al momento, però, si parla di consumi piuttosto stabili e, quindi, non dovrebbero esserci scossoni, né in positivo né in negativo, rispetto allo scorso anno.
Si vendono meno gioielli e questo è un altro dato di fatto e i bergamaschi, così come gli italiani in generale, risultano essere più oculati nelle scelte.

Un Natale, quindi, che anche se più ricco economicamente potrebbe non esserlo a livello di regali: si preferiscono, almeno al momento, altre spese ritenute più importanti.

Angelo Vargiù

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