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6 Ragazzi Italiani Si Trasferiscono In California E Scoprono Come Trasformare I Rifiuti In Energia Pulita

Nessuna azienda italiana ha creduto nel loro progetto.

Nel 2012 sei ragazzi italiani tra i 20 e i 30 anni si trasferiscono in California con il sogno di convertire i rifiuti in energia senza inquinare. Tutto era iniziato alcuni anni prima, quando i compagni di università Dario Presezzi, Marco Mosciariello e Stefano Pessina avevano ipotizzato e poi gradualmente delineato lo sviluppo del loro progetto. A loro si erano poi aggiunti Valentino Villa, esperto nella gestione aziendale, Mattia Bonfanti, programmatore e Matteo Longo, esperto di acquisti e comunicazione.

I loro primi esperimenti furono presentati a varie aziende italiane, ma niente: nessuno voleva credere o investire in questo nuovo progetto; era necessario aprirsi al mondo, e fu così che sbarcarono nella Silicon Valley.

 via: Bioforcetech

Come funziona:

Il sistema progettato e realizzato da Bioforcetech Corporation (questo il nome della loro start-up) in 5 anni di esperimenti permette di essiccare i rifiuti liquidi delle fognature trasformandoli in un fertilizzante nutriente e privo di elementi nocivi.

All’interno del Biodryer (l’essiccatore), i fanghi vengono privati del 70% della loro umidità sfruttando il calore prodotto dai batteri stessi, quindi senza l’uso di energia additiva; successivamente, tramite un secondo passaggio (P-Five) viene eliminata la carica batterica e prodotta energia rinnovabile. Bioforcetech ha ottenuto l’autorizzazione ad operare della BAAQMD (protezione ambientale della California, corrispettivo dell’ARPA in Italia) la quale è la più severa negli Stati Uniti e una delle più severe a livello mondiale. Questo permesso viene considerato uno dei più grandi successi di Bioforcetech.

Il primo beneficio di questo processo è il risparmio a livello di trasporti: niente più mezzi pesanti adibiti al trasporto dei liquami fino alle zone di smaltimento. Inoltre, tutto quel materiale organico che andrebbe altrimenti sprecato può essere riutilizzato e tornare all’ambiente. In che modo? Ovviamente sotto forma di fertilizzante naturale.

Da vari test si è notato che il prodotto finale, chiamato Nutrieno, è un ottimo ammendante agricolo sia per la sua porosità sia per il contenuto di principi nutritivi.

Fonte: www.curioctopus.guru 

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