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Come produrre elettricità dalle lacrime

Lacrime, saliva, latte, albume d’uovo: tutte sostanze che se compresse meccanicamente potrebbero generare elettricità. Come? Grazie ad una particolare proprietà fisica, detta piezoelettricità. E il risultato potrebbe aprire nuovi scenari biomedici

Ottenere elettricità dalle lacrime: un esperimento apparentemente fantascientifico che invece è stato svolto nella realtà da un gruppo di ricercatori irlandesi, guidato dall’Università di Limerick. I ricercatori hanno compresso alcune sostanze delle lacrime, ottenendo da questeenergia elettrica. Lo studio è stato appena pubblicato su Applied Physics Letters.

Così, particolari componenti contenuti nelle lacrime e nella saliva, quando premuti potrebbero essere in grado di trasformare questa energia meccanica impressa dall’esterno in energia elettrica. Un risultato che presenta ampie potenzialità di applicazione nell’ambito della biomedicina.

La generazione di elettricità avviene grazie a una specifica proprietà fisica che accomuna questi materiali. Alcuni corpi, infatti, quando compressi meccanicamente, sono in grado di produrre elettricità: grazie a questa proprietà fisica, tali materiali si definiscono piezoelettrici, un termine composto da piezo (dal greco comprimere) ed elettricità.

Ma non tutte le sostanze sono piezoelettriche e soltanto alcuni corpi che hanno una struttura molto regolare, detta cristallina, possono essere dotati di questa proprietà. Un esempio? Il quarzo, il secondo minerale più abbondante sulla Terra, le cui piezoelettricità è impiegata all’interno di apparecchiature elettroniche e ad esempio nei noti orologi al quarzo, che sfruttano proprio la tensione elettrica che si genera fra due punti del materiale quando sottoposto a una compressione.

Foto anteprima:SEAN CURTIN, TRUE MEDIA

di Viola Rita

Fonte:www.wired.it

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