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Dall’Antartide si è appena staccato un iceberg da 1 miliardo di tonnellate

L’iceberg misura 6 mila km quadrati (poco più della Liguria): c’è timore per le possibili conseguenze sulle condizioni climatiche e sull’ecosistema dell’Atlantico meridionale.
Fonte: www.greenreport.it

È ancora presto per dire se il cambiamento climatico abbia avuto un’influenza diretta o meno dall’evento, ma i fatti mostrano che dall’Antartide si è appena staccata una massa di ghiaccio enorme: circa 5.800 km di superficie – ovvero più dell’intera Liguria –, con un peso di mille miliardi di tonnellate.

Rappresentazione grafica dell’iceberg: clicca sull’immagine per ingrandirla e avviare l’animazione. | ESA

Come spiegano i ricercatori del britannico Project Midas, che da anni seguono l’evoluzione del continente bianco, si tratta di uno degli iceberg «più grandi mai registrati», che ha abbandonato per sempre la piattaforma di ghiaccio Larsen C, modificando il profilo stesso dell’Antartide: la linea della frattura è lunga infatti oltre 200 chilometri, gli stessi che in Italia dovremmo percorrere per andare da Roma a Napoli.

Adesso la massa di ghiaccio vagherà negli oceani fino a giungere a completo scioglimento, ponendo fine al processo di distaccamento da tempo. Distaccamento che è giunto a maturazione dopo che il 2016 si è rivelato essere l’anno più caldo mai registrato dall’uomo, sulla spinta dei cambiamenti climatici.

 

«Lo scioglimento dei ghiacci in Antartide è stato sempre riconosciuto come un ammonimento a tutto il Pianeta sui pericoli dei cambiamenti climatici .- spiega Paul Johnston, capo della Science Unit di Greenpeace International – Il collasso di questa calotta di ghiaccio, il terzo registrato in questa regione negli ultimi anni, è verosimilmente un altro segnale dell’impatto globale del clima che cambia.

Non si può dire con certezza se i cambiamenti climatici abbiano giocato il ruolo più importante nel distacco di Larsen C, ma considerando le rotture relativamente recenti di altri pezzi di ghiacciai, e l’importante contributo che in questi casi le acque più cale hanno dato all’erosione di ghiacci nella Penisola Antartica, sembra più che possibile che le attività umane siano un fattore». Come ricorda Greenpeace siamo ancora in tempo per evitare le più disastrose conseguenze dei cambiamenti climatici, ma occorre agire rapidamente. Le decisioni prese oggi da governi e aziende incideranno sulla sicurezza e il benessere futuri di miliardi di persone: oggi l’imperativo è quello di implementare l’Accordo di Parigi, accelerando la transizione verso il 100 per cento di energie rinnovabili e lasciando sottoterra i combustibili fossili.

Condiviso da: www.blueplanetheart.it

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