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ATTACCHI DI PANICO: SIGNIFICATO E CAUSE, ESTERNE E INTERNE

Poi quando qualcuno si apre e ne parla, allora si scopre che molte altre persone hanno da raccontare esperienze analoghe, e viene così a galla un sommerso comune fatto di notti insonni e paure soffocanti talvolta inesprimibili a parole. Allora mi sono chiesto come mai ci sia così tanta gente affetta da questo problema, se è solamente perché adesso se ne parla più che in passato e perché sono ormai stati delineati gli aspetti precisi che lo contraddistinguono (ma in realtà la gente ne ha sempre sofferto in egual misura anche prima); oppure se effettivamente si tratti di un disagio che riflette l’attuale situazione della nostra civiltà, in un’epoca di profonde insicurezze e timori, che si concretizzano attraverso queste reazioni inconsce del nostro animo.

Attacchi di panicoHo chiesto così un parere ad un insegnante di yoga, su quale fosse il significato sottile degli attacchi di panico e quali fossero le cause scatenanti. Ed ecco qui la sua risposta, molto interessante per la chiave di lettura che propone.

Quando apparentemente hai paura, in realtà è l’ego che ha paura. Non sei tu ad aver paura, tu sei l’anima, l’anima che sostiene l’ego (ego inteso come identificazione del nostro “io”). Anzi, sei molto di più, sei il Sé, che è il cuore dell’anima, e che non può essere intaccato da niente. È una verità che sappiamo, ma la sappiamo solo con la mente. Dovremo invece essere capaci di viverla anche con il cuore. Solo allora non ci sarà più nessuna paura, mai più.

È una cosa che bisogna spiegare alle persone. Non sono loro ad aver paura. Ma siccome si identificano con la mente e con l’ego, si identificano automaticamente anche con la paura che l’ego vive. Quindi, la soluzione è una sola: occorre risvegliare l’anima. Ma vediamo la questione più nello specifico: in principio ci sono due cause riguardanti gli attacchi di panico che provano le persone, in particolare coloro che iniziano una ricerca interiore o un cammino spirituale.

1. Causa esterna:

Noi alimentiamo tutta una serie di risonanze inferiori nell’aura attraverso i pensieri, le emozioni e le intenzioni che abbiamo ogni giorno, quotidianamente. Da un lato abbiamo le ansie, le preoccupazioni, diversi tipi di stress, tutti aspetti amplificati dal mondo in cui viviamo. E dall’altra parte ci sono le cattiverie, le invidie, le gelosie, i desideri inferiori che riguardano noi, che siamo noi ad alimentare, portandoli sempre con noi nella testa. Tutte queste risonanze creano delle fessure, dei buchi nell’aura. E noi risuoniamo con tutto ciò che intorno a noi ha una vibrazione simile alla nostra.

Spesso, di questi pensieri, emozioni ed intenzioni negative che ci portiamo dentro non siamo nemmeno consapevoli. Continuando quindi ad alimentare questi aspetti, ad avere pensieri di sfiducia, tendiamo a creare delle forme-pensiero, che sono come delle vere e proprie entità sottili, energetiche, che si nutrono di queste nostre emozioni inferiori. Queste entità arriveranno persino a coabitare nella nostra aura. Se invece siamo persone equilibrate, se ci siamo purificati dagli aspetti inferiori, allora non potremo essere influenzati da queste risonanze disarmoniche.

Quando iniziamo a trasformarci coscientemente (in quei momenti speciali in cui decidiamo, ad esempio, di smettere di fumare od ogni altra abitudine dannosa, che sappiamo non farci bene, quando iniziamo a fare qualcosa per noi e intraprendiamo un percorso interiore, quando interiormente chiediamo aiuto, cerchiamo una via, una guida, ecc.), iniziamo allora a raffinare ed elevare la nostra frequenza predominante di vibrazione. Queste entità incominciano a loro volta a spaventarsi, a sentirsi minacciate, sia nella loro stessa esistenza che nella possibilità che avevano, sino a quel momento, di nutrirsi all’insaputa di noi.

Molte volte quindi questi stati di panico vengono trasmessi proprio da queste entità inferiori, che ovviamente fanno di tutto pur di allontanare l’aspirante (principiante) dalla via spirituale che ha da poco imboccato. Per un po’ di tempo, nei primi mesi di pratica, queste entità inferiori possono creare diversi guai all’aspirante, inducendogli tutta una serie di strani pensieri.

A questo punto è importante continuare nella propria pratica spirituale, non fermarsi, ma andare avanti con tenacia e aspirazione. Man mano che la pratica vi porterà ad uno stato di armonia e di elevazione, queste entità saranno costrette ad andarsene (perché non avranno più una risonanza che le farà rimanere nell’aura). Da quel momento anche gli stati di panico spariranno.

Può darsi che certe risonanze inferiori non vengano eliminate del tutto, e così potranno esserci delle situazioni in cui ci si dovrà confrontare ancora con certe prove spirituali, e questo potrà succedere anche ai praticanti avanzati. Le situazioni con cui ci confrontiamo, le debolezze che riscopriamo in noi hanno però lo scopo di renderci coscienti di esse. In questo modo potremo eliminarle definitivamente. Tuttavia, non tutti saranno in grado di superare queste prove, e ciò li porterà ad abbandonare la via spirituale intrapresa. Tornando ai principianti, è importante che comprendano che l’arma che hanno a disposizione per trasformarsi è la loro pratica spirituale. Una pratica che dovrà essere sostenuta, se vorranno veramente eliminare le loro emozioni inferiori subconscie, e persino diventare immuni alle interferenze esteriori.

2. Causa interiore:

In questo secondo caso gli attacchi di panico, non sono direttamente connessi con una qualche causa esterna, come i pensieri negativi generati dalla società in cui viviamo, dalle influenze nefaste propagate dai mass-media o da entità sottili. Ma riguarda piuttosto l’Ego.

Spesso nel praticante che vive, man mano, stati sempre più profondi di meditazione, appare un forte stato di paura. È la cosiddetta paura dell’ignoto. Ma di fatto si tratta della paura dell’ego che sente la sua esistenza minacciata. L’ego, nonostante sia una parte di noi, è come se arrivasse ad avere una propria esistenza indipendente, e questa indipendenza è sostenuta dal fatto che noi ci identifichiamo di continuo con esso. Nel momento in cui noi (ovvero il nostro vero Io profondo) iniziamo ad evolvere, avendo così accesso ad ambiti della realtà che vanno oltre la mente e l’ego, esso (l’ego) entra nel panico.

Non identificandoci più con lui e non alimentandolo (almeno durante il tempo di quell’esperienza spirituale profonda) l’ego sente che inizia a disgregarsi. Appare allora una forte reazione di autoconservazione, per interrompere quell’esperienza spirituale.Sopraggiungono una moltitudine di pensieri, desideri, ricordi passati o proiezioni future (con i quali la mente cerca di riprendere il “dominio” su di noi, sul nostro stato di “presenza” che è oltre la mente), ma soprattutto, la forza più potente che l’ego mette in atto è proprio quella di amplificare un sentimento di panico. Se ti lasci prendere, se cadi nella trappola e ti identifichi con questo sentimento, tutto ciò ti riporterà immediatamente nell’ambito dell’ego e della mente, facendoti perdere il contatto con le dimensioni profonde dell’anima. E facendoti in sostanza perdere quella preziosa esperienza.

Per questo si dice sovente che nella via spirituale bisogna essere degli eroi. E’ necessario affrontare d’assalto tutte le prove che ci vengono incontro, con lo stesso coraggio e la stessa tenacia di un eroe in battaglia. Quindi, per chi è all’inizio, la cosa essenziale è di continuare la propria pratica, con costanza, ogni giorno. Occorre uno sforzo personale deciso. E’ bene anche ricordare alle persone di pregare, di rapportarsi sempre a Dio e al proprio Angelo Custode.

Quando gli attacchi di panico sorgono – in seguito a sentimenti negativi di paura, rabbia, tristezza, sfiducia – ciò è un indizio chiaro che la persona è troppo centrata nel proprio ego, e quasi per nulla nell’Anima. Infatti, un’evidenza del fatto che abbiamo veramente risvegliato l’anima, consiste nel non provare più paura. Qualcuno dirà che ci sono persone malvagie che non hanno paura di nulla, ma si sbagliano, è solo un’apparenza. Solo i veri eroi, quelli altruisti e con un grande spirito di sacrificio, sono realmente liberi dalla paura, perché di fatto, sono liberi dall’ego.

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