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2050: le 3 previsioni catastrofiche di Jane Goodall si stanno gia’ avverando?

Tra meno di 50 anni il mondo sarà ancora come lo conosciamo oggi? Jane Goodall, nota antorpologa che per 40 anni ha studiato la vita sociale degli scimpanzè e autrice del libro “Reason For Hope”, ha espresso previsioni catastrofiche per i prossimi decenni. La sua visione sembra addirittura distopica, a prima vista, ma pare che alcuni cambiamenti drastici per il Pianeta e l’umanità siano già in corso.

Le 3 previsioni catastrofiche di Jane Goodall si stanno già avverando?

1) Le persone abbandoneranno le proprie case

Si parla di rifugiati del clima costretti a lasciare le proprie case e le loro patrie distrutte dall’innalzamento del livello del mare o ormai desolate a causa dell’avanzamento della desertificazione. Goodall prevede carestie per coloro che non riusciranno ad avere accesso ad acqua potabile e terra da coltivare.

La verità è che lo scorso anno 22 milioni di persone che vivono nei Paesi più disagiati sono state costrette a migrare a causa di disastri naturali. Si tratta di popolazioni che vivono lungo l’equatore, sulle coste e in altri luoghi del mondo dove gli effetti del riscaldamento globale saranno amplificati.

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2) Le infezioni saranno più difficili da controllare

Secondo Goodall, nel 2050 la scienza medica avrà grandi difficoltà a controllare le infezioni. Il problema maggiore riguarda la resistenza dei batteri agli antibiotici. Già nel 2013 Tom Frieden del Center for Disease Control and Prevention aveva lanciato l’allarme in base a cui presto entreremo nell’era post-antibiotici.

In India i neonati hanno ricominciato a morire a causa di infezioni che ormai erano considerate curabili. Si parla di superbatteri che ormai si starebbero diffondendo in tutto il mondo. Il problema dei batteri super resistenti ha già raggiunto gli Stati Uniti, favorito dall’abuso di antibiotici tra la popolazione e negli allevamenti. Lo scorso anno ben 23 mila americani sono morti a causa di infezioni batteriche che non hanno risposto agli antibiotici.

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3) La deforestazione avrà impatti devastanti

Goodall ha inoltre previsto la distruzione delle foreste pluviali, che si è già velocizzata da quando ne parlò al New York Times nel 2012. Ogni anno perdiamo una parte di foresta pluviale di estensioni pari a Panama (le stime parlano di 18 milioni di ettari).

La perdita delle foreste avrà un impatto negativo non soltanto sulla vegetazione e sugli animali, causando la distruzione dei loro habitat naturali, ma anche sull’uomo, dato che una parte delle sostanze utilizzate per combattere malattie mortali, a parere di Goodall, derivano proprio dalla foresta pluviale.

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“Madre Natura è resiliente”, ha spiegato Goodall al New York Times, ma sta arrivando rapidamente il momento in cui perderà la capacità di auto-ripararsi e rigenerarsi. Dunque, dobbiamo fare una scelta.

Marta Albè

Fonte foto: zimbio.com

Fonte: www.greenme.it

Pubblicato da: blueplanetheart.blogspot.it

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